Addio Windows 12, Microsoft punta tutto su Windows K2

Microsoft toglie il velo dal progetto Windows K2: iniziativa per migliorare prestazioni, interfaccia grafica e affidabilità di Windows 11 (e futuri sistemi).

Fino a quando Panos Panay, ex responsabile della divisione Windows non se n’è andato (adesso è capo del business dell’elettronica di consumo di Amazon), sembrava che Windows 12 fosse ormai dietro l’angolo. Dopo una serie di feroci critiche rivolte alla gestione di Windows 11, l’attuale responsabile del progetto – Pavan Davuluri – ha deciso di prendere il toro per le corna e intervenire in modo strutturato, con una revisione profonda del sistema operativo.

Quando un ex Microsoft come Dave Plummer dice che Windows 11 fa schifo e chiede a gran voce l’introduzione di una Modalità professionale; quando Gergely Orosz, altra importante figura ex Microsoft, dice che gli sviluppatori sono scontenti di come è gestito il progetto (ricordate anche la “babele” di interfacce per Windows susseguitesi negli anni senza un punto di riferimento ben preciso?); quando la comunità critica ancora l’assenza di correzioni per comportamenti anomali presenti da tempo o la reintroduzione di funzionalità utili rimosse sin dal debutto di Windows 11 non c’è più tempo da perdere.

Il progetto Windows K2, che oggi si apprende sia nato nella seconda metà del 2025, ha un obiettivo preciso: riportare il sistema operativo su basi solide, recuperando fiducia e stabilità. L’orizzonte temporale è chiaro, tra il 2026 e il 2027, con un lavoro progressivo che coinvolge codice, processi e cultura aziendale.

Windows K2: un cambiamento interno prima ancora che tecnico

Windows K2 non è un aggiornamento specifico né una futura versione del sistema operativo: è una linea guida che influenzerà tutte le release future. Alcuni miglioramenti sono già in distribuzione nelle build Insider; altri arriveranno progressivamente.

Chi lavora su Windows conosce bene il problema: per anni la priorità è stata rilasciare nuove funzioni rapidamente: build frequenti ma instabili, regressioni nelle prestazioni e un’interfaccia spesso incoerente. Con Windows K2, Microsoft prova a invertire questa logica, mettendo al centro tre elementi chiave: qualità percepita, coerenza tecnica e affidabilità nel tempo.

La parte più interessante non riguarda solo il codice, ma il modo in cui viene scritto: la principale novità è che le nuove funzionalità non possono più arrivare nelle build pubbliche di Windows 11 (e dei successivi sistemi) senza aver superato una soglia qualitativa molto più alta rispetto al passato.

Questo implica anche un uso più rigoroso della telemetria e dei feedback degli utenti Insider: i dati raccolti non servono più solo a individuare bug, ma guidano decisioni progettuali più ampie. Va detto però che questa strategia richiede tempo: migliorare un sistema operativo complesso come Windows significa intervenire su componenti profondi, spesso stratificati da decenni.

Miglioramento delle prestazioni di Windows 11: il tema è centrale

Uno dei punti critici di Windows 11 riguarda la velocità percepita dagli utenti: in diversi scenari, Windows 10 risulta ancora più reattivo, soprattutto su hardware meno recente. Microsoft lo sa e sta intervenendo su più livelli.

Esplora file, ad esempio, riceverà ottimizzazioni importanti: navigazione più fluida, tempi di caricamento ridotti e una nuova ricerca istantanea dei file basata su indicizzazione più efficiente. Non si tratta solo di miglioramenti superficiali; l’obiettivo è ridurre le operazioni sincrone che bloccano l’interfaccia.

Anche sul versante gaming, ispirandosi a quanto fatto da Valve con SteamOS, Microsoft sta lavorando per ridurre l’overhead del sistema, migliorare la gestione delle risorse e ottimizzare il comportamento su hardware identico.

Un altro intervento riguarda la gestione degli aggiornamenti, con i riavvii del sistema che saranno ridotti al minimo indispensabile. Alcune correzioni, come driver audio e video, saranno applicati solo al reboot per evitare impatti durante l’uso attivo. Sotto il cofano, questo implica una revisione del meccanismo di Windows Update, con maggiore isolamento dei componenti.

Windows 11 tende a consumare risorse anche in modalità idle ossia quando non è in uso; K2 mira a ridurre l’uso di memoria e il footprint complessivo, migliorando le prestazioni sia su dispositivi entry-level sia su macchine più potenti.

Interfaccia e coerenza: il ruolo di WinUI 3

Come accennato in apertura, uno dei problemi storici di Windows è la frammentazione dell’interfaccia. Elementi moderni convivono con componenti legacy, creando incoerenze evidenti: il progetto Windows K2 affronta anche questo aspetto, spingendo sull’adozione di WinUI 3 come framework principale.

Il cambiamento più rilevante riguarda il nuovo compositore di sistema: con un System Compositor aggiornato, Microsoft punta a ridurre latenza e consumo di memoria nelle interfacce. In pratica, menu Start, barra delle applicazioni e finestre dovrebbero restare reattivi anche sotto carico elevato.

Non c’è pace, inoltre, proprio per il menu Start che in seno al progetto Windows K2 è in corso di riscrittura: i portavoce Microsoft lo descrivono fino al 60% più veloce, con maggiore personalizzazione e meno rigidità. Torna anche una funzione molto richiesta, la possibilità di spostare e ridimensionare la barra delle applicazioni.

Va detto però che la transizione completa a WinUI 3 non sarà immediata. Alcuni componenti storici, come il Pannello di controllo, richiedono una migrazione complessa e siamo piuttosto scettici sul fatto che, a meno di una riscrittura completa di Windows, quegli elementi possano sparire da “dietro le quinte”.

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