Stampare da Windows sembra un’operazione banale, ma chi amministra PC aziendali o gestisce parchi macchine eterogenei conosce bene la realtà: driver proprietari, incompatibilità dopo gli aggiornamenti, installazioni complesse e funzionalità che cambiano da un modello all’altro. Microsoft prova da tempo a ridurre questa dipendenza dai software dei produttori e ora accelera ulteriormente il percorso con Windows Ready Print, il nuovo nome scelto per la piattaforma di stampa moderna integrata nel sistema operativo.
La novità arriva mentre Windows 11 continua la propria evoluzione attraverso le build Insider e le versioni sperimentali.
Perché Microsoft sta cambiando il modello di stampa in Windows
Per oltre 20 anni il sottosistema di stampa Windows si è basato principalmente su driver sviluppati dai produttori hardware. Questo approccio ha garantito accesso a tutte le funzionalità avanzate delle periferiche, ma ha introdotto anche complessità non indifferenti: ogni produttore, infatti, ha implementato strumenti proprietari, servizi in background, interfacce personalizzate e componenti aggiuntivi che spesso richiedono aggiornamenti continui.
Ogni driver rappresenta anche codice eseguito all’interno del sistema operativo: più componenti esterni vengono caricati, maggiore diventa il rischio di incompatibilità e vulnerabilità. Microsoft ha quindi avviato già nel 2023 un programma pluriennale per ridurre progressivamente il ruolo dei driver tradizionali V3 e V4 distribuiti tramite Windows Update, favorendo un modello basato su standard moderni e driver universali.
Secondo la roadmap ufficiale, dal gennaio 2026 la pubblicazione di nuovi driver di terze parti attraverso Windows Update richiede approvazioni specifiche, mentre ulteriori restrizioni entreranno in vigore nel 2027.
L’obiettivo per Windows 11 è affidarsi sempre meno ai driver OEM tradizionali e sempre più a standard aperti come IPP (Internet Printing Protocol), già diffusi in numerosi ambienti professionali.
Che cos’è Windows Ready Print
Windows Ready Print rappresenta l’evoluzione della precedente Modern Print Platform: la nuova denominazione identifica una piattaforma che punta a fornire installazioni più semplici, maggiore sicurezza e una gestione uniforme delle stampanti supportate.
Come accennato in precedenza e come abbiamo spiegato in passato nell’approfondimento sulla Modalità di stampa protetta di Windows 11, il nocciolo della soluzione insiste sull’utilizzo di IPP, standard aperto progettato per consentire la comunicazione tra sistemi operativi e dispositivi di stampa senza la necessità di driver altamente personalizzati. Quando una stampante supporta IPP e gli standard correlati, Windows 11 può utilizzare il proprio driver integrato invece di affidarsi a componenti sviluppati dal produttore.
Il sistema identifica il dispositivo, recupera le informazioni necessarie e configura automaticamente la coda di stampa utilizzando il driver nativo Microsoft. L’utente continua a stampare normalmente, ma l’infrastruttura sottostante diventa molto più semplice da gestire.
La transizione verso i driver IPP integrati da luglio 2026
Una delle modifiche più importanti riguarda il criterio di selezione dei driver durante l’installazione di nuove stampanti. Da luglio 2026 Windows 11 inizierà a preferire il driver IPP integrato quando saranno disponibili più opzioni compatibili: non significa che i driver OEM spariranno immediatamente bensì che il sistema userà in via prioritaria la soluzione nativa Microsoft durante la procedura guidata di installazione.
Microsoft ha comunque precisato che le stampanti già funzionanti continueranno a operare normalmente. I portavoce dell’azienda di Redmond hanno infatti corretto alcune interpretazioni errate circolate nei mesi scorsi e ha chiarito che il supporto ai driver legacy non sarà eliminato dall’oggi al domani. Chi possiede una stampante attualmente operativa non subirà interruzioni.
Il vantaggio derivante dalla compatibilità universale, tuttavia, può comportare qualche compromesso: alcune funzioni avanzate offerte dai driver proprietari potrebbero non risultare immediatamente disponibili tramite il driver IPP standard. Operazioni come fascicolazione avanzata, gestione dettagliata dei vassoi, profili colore specifici o opzioni professionali di finitura potrebbero richiedere ancora strumenti dedicati del produttore.
Come attivare Windows Ready Print o scegliere i driver OEM tradizionali
Windows Ready Print non impone una migrazione obbligatoria immediata: le nuove installazioni di stampanti utilizzeranno il sistema moderno come impostazione predefinita, ma gli utenti potranno scegliere di tornare al processo OEM tradizionale attraverso le impostazioni di Windows. La configurazione sarà disponibile nella sezione dedicata alle stampanti all’interno delle impostazioni di sistema.
Gli amministratori potranno governare il comportamento tramite policy di gruppo, con la possibilità di definire centralmente se privilegiare Windows Ready Print oppure consentire l’uso delle modalità tradizionali.
Per gestire la funzionalità tramite Criteri di gruppo, è sufficiente aprire l’Editor Criteri di gruppo locali (gpedit.msc) e raggiungere il percorso Configurazione computer, Modelli amministrativi, Stampanti. Qui è disponibile il criterio “Configure Windows Ready Print driver ranking“.
Aprendo la relativa impostazione, l’amministratore può scegliere se abilitare la selezione prioritaria dei driver Windows Ready Print oppure disattivarla esplicitamente, mantenendo il comportamento tradizionale basato sui driver del produttore. Una volta effettuata la scelta, è sufficiente confermare con Applica e OK per rendere operative le modifiche.
Il legame con Windows Protected Print Mode o Modalità protetta di Windows
Windows Ready Print si inserisce in un progetto più ampio che comprende anche Windows Protected Print Mode, spesso abbreviato in WPP. Quando questa modalità è attivata, Windows utilizza esclusivamente i driver integrati basati su IPP e blocca l’utilizzo dei tradizionali driver di terze parti.
La finalità principale riguarda la sicurezza. Eliminando codice esterno all’interno della catena di stampa, Microsoft riduce il rischio di vulnerabilità associate a driver non aggiornati o sviluppati con pratiche meno rigorose. La scelta è anche una conseguenza indiretta degli incidenti che hanno interessato il sottosistema di stampa Windows negli ultimi anni (ricordiamo le vulnerabilità PrintNightmare).
Non tutte le stampanti risultano pronte per questa evoluzione: i dispositivi compatibili con le specifiche Mopria e con il modello IPP hanno maggiori probabilità di funzionare senza limitazioni.