Microsoft ha distribuito una serie di aggiornamenti Windows d’emergenza per correggere i gravi malfunzionamenti di Remote Desktop Services comparsi dopo il Patch Tuesday dell’8 settembre 2026. Il problema non riguardava soltanto qualche connessione RDP fallita: in alcune installazioni i server smettevano progressivamente di accettare sessioni, gli utenti non riuscivano più ad accedere e perfino componenti amministrativi come Microsoft Management Console, Esplora file e la pagina Windows Update potevano bloccarsi. Le segnalazioni hanno iniziato ad accumularsi poche ore dopo la distribuzione degli aggiornamenti mensili, fino alla conferma ufficiale di Microsoft.
La vicenda ricorda altri incidenti che in passato hanno coinvolto Desktop remoto dopo un aggiornamento Windows, ma questa volta la superficie interessata è particolarmente ampia. Microsoft indica tra i sistemi coinvolti Windows Server 2012, 2012 R2, 2016, 2019, 2022 e 2025, oltre a diverse generazioni di Windows 10 e Windows 11.
A distanza di 6 giorni dal Patch Tuesday più recente, Redmond ha quindi pubblicato una serie di pacchetti Out-of-Band (OOB), cioè aggiornamenti distribuiti al di fuori della normale cadenza mensile proprio perché il problema non poteva attendere il successivo ciclo ordinario.
Gli aggiornamenti di settembre potevano mandare in stallo Remote Desktop Services
Il sintomo più evidente riguardava Remote Desktop Services (RDS). Dopo l’installazione delle patch di sicurezza di settembre, alcuni server continuavano inizialmente a funzionare senza problemi; trascorso un certo periodo oppure dopo l’apertura e la chiusura di varie sessioni, RDP poteva però iniziare a comportarsi in modo anomalo. Le nuove connessioni restavano sospese, gli accessi fallivano e alcuni sistemi rimanevano bloccati sulla schermata “Please wait for the Remote Desktop Configuration“.
Le prime testimonianze degli amministratori descrivevano anche sessioni che non riuscivano più a terminare correttamente. In un’analisi effettuata su Windows Server 2022 era comparso un possibile deadlock tra componenti Remote Desktop e Local Session Manager durante la fase di chiusura della sessione. Microsoft non ha però indicato pubblicamente quel meccanismo come causa definitiva del problema, quindi è bene distinguere le osservazioni ottenute tramite debugging dalla spiegazione ufficiale.
Il punto è che l’anomalia poteva andare oltre il semplice servizio RDP: come anticipato nell’introduzione, Microsoft conferma un problema generalizzato che si estendeva a diversi componenti di sistema di Windows.
Quali patch OOB ha rilasciato Microsoft
Per Windows 11 24H2 e 25H2, Microsoft ha preparato KB5129195, che porta rispettivamente le build 26100.9457 e 26200.9457. Windows 11 26H1 riceve invece KB5129194, build 28000.2956. Per Windows 10 21H2 e 22H2 il pacchetto è KB5129236, con le build 19044.7727 e 19045.7727.
Sul versante server troviamo KB5129235 per Windows Server 2025, KB5129237 per Windows Server 2022 e KB5129238 per Windows Server 2019. Microsoft ha pubblicato anche KB5129239 per Windows Server 2016 e Windows 10 Enterprise LTSB 2016.
I sistemi ancora coperti tramite programma Extended Security Updates (ESU) non sono stati dimenticati: Windows Server 2012 e Windows Server 2012 R2 dispongono a loro volta di aggiornamenti OOB, tra cui KB5129244 e KB5129243.
Corretto soltanto in parte anche il problema dell’audio USB
Un terzo intervento riguarda i dispositivi USB Audio Class 1.0. Dopo le patch dell’8 settembre alcune periferiche che funzionavano regolarmente in stereo non riuscivano a utilizzare configurazioni multicanale, comprese modalità a otto canali e alcune configurazioni 3D audio. Gli aggiornamenti OOB correggono questa specifica regressione.
Non significa però che tutti i problemi audio di settembre siano risolti. Microsoft mantiene aperta un’anomalia distinta nella quale alcune periferiche USB Audio Class 1.0 non riescono proprio ad avviarsi oppure smettono di produrre suono. In Gestione dispositivi può comparire il Codice 10, i controlli del volume possono restare fermi a zero e perfino la pagina delle impostazioni audio può non rispondere correttamente.
Gli amministratori RDS dovrebbero installare subito gli OOB?
Su un Remote Desktop Session Host che ha già mostrato blocchi, accessi falliti o sessioni impossibili da terminare, continuare a utilizzare la patch di settembre senza la correzione OOB espone al rischio di nuovi blocchi. L’aggiornamento correttivo diventa quindi prioritario, naturalmente dopo le normali verifiche compatibili con l’urgenza del servizio.
Per sistemi che non utilizzano RDS e non mostrano problemi con Hyper-V o audio USB, la situazione richiede un po’ più di giudizio.
Gli OOB sono pacchetti cumulativi prodotti rapidamente per risolvere regressioni; in un’infrastruttura aziendale conviene comunque testarli su un gruppo limitato di macchine prima della distribuzione generale, salvo che l’impatto operativo del bug renda necessario accelerare.
Un controllo pratico può partire dalla cronologia degli aggiornamenti con Windows Update, PowerShell o gli strumenti centralizzati già adottati dall’organizzazione. L’obiettivo è verificare quale KB di settembre risulti installata, associare la versione esatta del sistema al relativo pacchetto OOB e controllare dopo il riavvio il numero di build.
Nei server RDS ha inoltre senso osservare Visualizzatore eventi, stabilità delle sessioni, logon e logoff ripetuti, accesso agli strumenti amministrativi che Microsoft indica tra quelli interessati dal problema.