Dopo mesi di attesa e un mercato che stenta a decollare, arriva finalmente la svolta tanto richiesta dagli utenti: YouTube debutta in versione nativa su visionOS, segnando un passaggio chiave per l’ecosistema Apple Vision Pro.
Una novità che si fa attendere fino a febbraio 2026, in un contesto dove le vendite – ferme a 45.000 unità nell’ultimo trimestre del 2025 – e le incertezze produttive pesano ancora come un macigno sul futuro del visore di Cupertino. Ma l’arrivo di un’app ufficiale, in grado di portare esperienze video in 3D e VR180 direttamente sul dispositivo, rappresenta un passo avanti concreto per chi sperava in una vera integrazione dei contenuti immersivi.
YouTube su Vision Pro: sarà il rilancio per il visore Apple?
Fino ad oggi, chi possedeva un Apple Vision Pro doveva accontentarsi della navigazione su YouTube tramite browser Safari: una soluzione che, seppur funzionale, risultava decisamente limitante, sia in termini di qualità che di interattività.
L’arrivo della versione nativa cambia radicalmente le carte in tavola, grazie a un’interfaccia progettata appositamente per sfruttare le potenzialità di visionOS e per offrire una fruizione più naturale e coinvolgente dei contenuti.
Tra le novità più rilevanti, spicca la nuova sezione Spatial, una raccolta dedicata esclusivamente ai video in formato immersivo. Questo spazio permette agli utenti di esplorare rapidamente contenuti pensati per la realtà mista, sfruttando un’interfaccia teatrale ottimizzata per lo schermo virtuale e una serie di gesture controls intuitivi, ideati per ridimensionare le finestre, interagire con i video e personalizzare l’esperienza di visione in tempo reale. È proprio questa attenzione ai dettagli a segnare la differenza rispetto alla semplice navigazione web.
Le nuove funzionalità
Sul piano tecnico, l’app nativa introduce funzionalità che erano finora precluse agli utenti del visore. Il supporto al 8K playback – riservato ai modelli equipaggiati con il nuovo chip M5 – rappresenta un salto di qualità evidente, portando una definizione e una fluidità senza precedenti nel panorama della realtà mista consumer.
Non meno importante, la possibilità di effettuare download locale dei video: una funzione assente nella versione browser, che risponde alle esigenze di chi utilizza il dispositivo in mobilità o in assenza di connessioni affidabili. È un dettaglio che può fare la differenza, soprattutto per chi vede nel visore uno strumento di intrattenimento da portare sempre con sé.
La scelta di lanciare l’app nativa segue una lunga fase di incertezza. Per mesi, YouTube aveva scelto di non investire in una soluzione ufficiale, lasciando spazio ad app di terze parti come Juno, che però è stata rimossa dall’App Store nell’ottobre 2024 per violazione dei termini di servizio. Un episodio che ha evidenziato quanto fosse urgente un intervento diretto da parte di Google, soprattutto per non lasciare gli utenti orfani di una delle piattaforme video più popolari al mondo.