La piattaforma di streaming video più popolare al mondo sta attraversando una fase di profonda trasformazione: YouTube ha infatti avviato una revisione radicale della sua esperienza di ricerca, puntando a semplificare la navigazione e a offrire strumenti più intuitivi sia agli spettatori sia ai creator.
Il risultato? Una nuova generazione di filtri che promette di ridefinire le abitudini di milioni di utenti, introducendo controlli più precisi, metriche aggiornate e la scomparsa di alcune funzioni storiche. Ma cosa cambia davvero per chi vive la piattaforma ogni giorno?
La novità che più fa discutere riguarda l’introduzione di un filtro Shorts specifico all’interno della barra di ricerca. Finalmente, chi desidera trovare video approfonditi e strutturati può escludere i Shorts – quei contenuti rapidi, di durata inferiore ai tre minuti – dai risultati delle proprie query. Questo nuovo strumento, posizionato sotto la categoria “Type”, consente di affinare la selezione, offrendo agli utenti la possibilità di schermare i video brevi e concentrarsi su produzioni più articolate. Per chi era stanco di vedere i Shorts invadere ogni risultato, si tratta di una svolta attesa da tempo, che permette una scoperta più consapevole e meno dispersiva.
Un filtro per mettere un freno agli Shorts
Non si tratta solo di nuove funzioni, ma anche di una rivoluzione terminologica che riflette una visione più sofisticata dell’esperienza utente. L’etichetta “Sort By” è stata sostituita con Prioritize: una scelta non casuale, che suggerisce un approccio in cui l’utente può decidere quale criterio deve prevalere nella ricerca.
La piattaforma non si limita più a ordinare i risultati in base a una singola metrica, ma invita a riflettere su quali aspetti – come la rilevanza, la durata o l’engagement – siano più importanti per la propria esperienza. In parallelo, la storica “View count” lascia il posto a Popolarità, un concetto più ampio che incorpora non solo le visualizzazioni, ma anche il tempo di permanenza e il coinvolgimento degli utenti. Una mossa che punta a valorizzare i contenuti che sanno trattenere e coinvolgere, piuttosto che quelli che generano click effimeri.
Le funzioni che spariscono: addio al filtro “Last Hour” e al rating
Tra le modifiche più controverse spicca la rimozione di due filtri storici: “Upload Date – Last Hour” e “Sort by Rating”. Secondo YouTube, queste opzioni erano poco utilizzate e spesso fonte di confusione, ma la loro eliminazione non è passata inosservata.
In particolare, chi era solito monitorare i nuovi caricamenti in tempo reale – come giornalisti, analisti o semplici curiosi – si trova ora senza uno strumento chiave per seguire l’attualità. L’eliminazione del filtro basato sul rating, invece, penalizza chi cercava la qualità attraverso il giudizio collettivo della community, privando la ricerca di un parametro spesso decisivo.
Un altro intervento, apparentemente minore ma in realtà significativo, riguarda la disposizione dei filtri nella barra di ricerca. La colonna Upload Date è stata spostata verso il centro del pannello, riducendo il numero di click necessari per selezionare un intervallo temporale. Questo restyling dell’interfaccia suggerisce che la tempestività nella fruizione dei contenuti è sempre più rilevante per gli utenti, e YouTube sembra voler agevolare chi desidera trovare video freschi con rapidità e immediatezza.
Conseguenze e nuove strategie per creator e spettatori
I benefici di questa rivoluzione sono evidenti soprattutto per chi guarda: la possibilità di affinare la ricerca ed escludere gli Shorts permette di accedere più facilmente a contenuti lunghi, approfonditi e di maggiore qualità.
Per i creator, però, il messaggio è più complesso: la nuova centralità della Popolarita – che ora tiene conto anche del retention rate e delle interazioni – potrebbe riscrivere le regole su quale sia la lunghezza ottimale dei video e sulle strategie di monetizzazione. Non basta più puntare alle visualizzazioni rapide: occorre saper coinvolgere, trattenere e dialogare con il pubblico.