Carta d'Identità Elettronica obbligatoria: attivazione CIE, app CieID e cosa cambia rispetto a SPID

CIE sostituisce definitivamente la carta cartacea mentre SPID continua a esistere, ma con modelli sempre più a pagamento. Guida pratica a differenze, attivazione, livelli di accesso e soluzioni per accedere ai servizi online.

Il passaggio definitivo alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) rappresenta uno dei cambiamenti più incisivi nella gestione dell’identità personale in Italia. Le regole sono però cambiate in corsa e le conseguenze sono diverse a seconda dell’uso del documento. La data del 3 agosto 2026 resta centrale, ma dopo l’intervento del Governo non va più letta come uno stop assoluto al vecchio documento d’identità cartacea.

CIE e validità del documento cartaceo: cosa cambia con la proroga

La novità più importante è la proroga. Con il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 giugno 2026, le carte d’identità cartacee non ancora scadute possono continuare a essere utilizzate anche oltre il 3 agosto 2026, entro un periodo transitorio che alcuni Comuni indicano fino al 31 gennaio 2027 (o comunque fino alla scadenza, se antecedente a tale data). La proroga riguarda però l’uso sul territorio nazionale e non cancella il passaggio alla CIE: serve soprattutto a evitare blocchi immediati nei rapporti con uffici pubblici, gestori di pubblici servizi e servizi essenziali, in attesa della sostituzione del documento cartaceo.

Per l’espatrio, infatti, il 3 agosto 2026 resta una data perentoria: da quel momento la carta d’identità cartacea non sarà più valida per viaggiare fuori dall’Italia, indipendentemente dalla scadenza riportata sul documento. Chi deve recarsi all’estero dovrà quindi dotarsi della CIE o di un altro documento valido per il Paese di destinazione.

La distinzione è essenziale: la vecchia carta cartacea può conservare efficacia limitata in Italia, ma non offre più la stessa sicurezza operativa della CIE in ogni situazione. Per alcune procedure digitali o verifiche più avanzate, inoltre, è insufficiente perché non consente l’uso dell’app CieID, dei livelli di autenticazione online e dei meccanismi elettronici di riconoscimento. Per questo conviene capire non solo quando sostituire la carta cartacea, ma anche come attivare la CIE, configurare l’app CieID e usare correttamente PIN, PUK e livelli di accesso ai servizi online.

CIE obbligatoria: chi deve richiederla davvero?

La Carta d’Identità Elettronica diventa di fatto indispensabile in alcuni casi, ma non per tutti nello stesso momento.

Deve richiederla chi possiede una carta d’identità cartacea scaduta, deteriorata, smarrita o rubata; chi deve rinnovare il documento presso il Comune; chi deve viaggiare all’estero usando la carta d’identità come documento di espatrio; chi vuole usare la CIE come identità digitale per accedere ai servizi online tramite CieID.

Chi possiede una carta d’identità cartacea ancora valida può invece rientrare nel periodo transitorio previsto dalla proroga per l’uso sul territorio nazionale.

La proroga non rende però il documento cartaceo equivalente alla CIE in ogni situazione: dal 3 agosto 2026 il documento cartaceo non vale più per l’espatrio, mentre per l’accesso digitale ai servizi online restano necessari SPID, CIE attivata o altri strumenti riconosciuti.

Carta cartacea, CIE, SPID, patente e passaporto: cosa usare nei vari casi

Situazione CI cartacea CIE SPID Patente o passaporto
Identificazione in Italia Possibile nei limiti della proroga e se non scaduta No, perché è identità digitale Possibile nei casi previsti
Espatrio dopo il 3 agosto 2026 No Sì, se valida per l’espatrio No Passaporto sì; patente no
Accesso ai servizi online della PA No Sì, se attivata No
Accesso con app da smartphone No Sì, tramite CieID Sì, tramite app del provider No
Autenticazione forte con documento fisico No Sì, con NFC o lettore smart card No No

Identità digitale tra CIE e SPID: convergenza o conflitto?

Il discorso non riguarda soltanto il documento fisico da mostrare allo sportello o da usare per viaggiare. La CIE è anche una credenziale digitale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e, proprio per questo, il tema si intreccia inevitabilmente con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che per anni ha rappresentato – e continua a rappresentare – una modalità semplice e diffusa per autenticarsi sui portali pubblici.

Dopo un lungo periodo di stallo, il Governo ha rinnovato la convenzione con gli Identity Provider, fornitori del servizio SPID. L’addio a SPID non è quindi in cantiere e si potranno continuare a usare identità digitali SPID almeno fino al 2030.

SPID (in un altro articolo abbiamo visto come funziona davvero) è una identità basata su credenziali: username, password e, nei livelli più alti, un secondo fattore (OTP o app). È progettata per essere immediatamente utilizzabile su qualunque dispositivo connesso.

La CIE, invece, è una identità crittografica basata su un supporto fisico: il chip della carta contiene certificati digitali e consente autenticazione forte tramite PIN e lettura NFC o tramite computer con lettore.

La strategia nazionale punta a una convergenza verso un digital identity wallet conforme ai requisiti europei, in cui CIE e SPID possano coesistere in modo complementare. La fase attuale è quindi di transizione, caratterizzata da sovrapposizioni e da una percezione pubblica spesso confusa.

Quando SPID resta indispensabile

Nella realtà attuale, l’identità digitale SPID resta ancora più diffusa e universalmente accettata. Ci sono intere categorie di servizi dove la CIE non è ancora integrata o lo è in modo parziale:

  • piattaforme sanitarie regionali;
  • servizi comunali minori;
  • università e centri di ricerca;
  • sistemi di trasporto locale;
  • portali di aziende private convenzionate.

In questi contesti, SPID rimane di fatto l’unica modalità di autenticazione digitale. Inoltre, SPID ha un vantaggio chiave: non richiede hardware specifico: basta uno smartphone e un browser, mentre la CIE richiede compatibilità NFC o un lettore di smart card.

Carta d’Identità Elettronica e SPID a pagamento

Con l’introduzione di modelli a pagamento da parte di alcuni provider SPID (nonostante i canoni siano in generale piuttosto contenuti…), il sistema di identità digitale basato su credenziali rischia di perdere attrattività, spingendo molti utenti verso la CIE come strumento unico di autenticazione. Tuttavia, la sostituzione SPID/CIE non è immediata né lineare.

Il costo della CIE (circa 22 euro) e l’introduzione di canoni per l’uso dello SPID hanno generato un forte malcontento. La digitalizzazione dell’identità, inizialmente percepita come un servizio pubblico gratuito, è ora associata a un costo ricorrente o comunque obbligatorio. L’aspetto ha implicazioni non solo sociali ma anche politiche, perché incide sulla fiducia nei confronti dei processi di trasformazione digitale.

Dopo il 31 gennaio 2027, non sarà indispensabile possedere una Carta d’Identità Elettronica, soprattutto se si usa SPID in ambito digitale e si dispone di documenti d’identità equipollenti (articolo 35 comma 2 DPR 445/2000; ad esempio, patente di guida o passaporto).

In caso di controllo delle forze dell’ordine bisogna essere comunque identificabili: se non si riesce a dimostrare la propria identità, si può incorrere in accertamenti più lunghi o sanzioni amministrative. Attenzione ai viaggi in aereo e in nave: disporre di una Carta d’Identità in corso di validità è spesso essenziale.

SPID resta utile anche con la CIE?

Il passaggio di diversi provider a un modello a pagamento per lo SPID, gratuito solo per il primo anno, sta modificando la percezione dell’identità digitale tra i cittadini.

Nonostante ciò, esistono ancora Identity Provider che mantengono offerte gratuite, ma con condizioni più selettive e procedure di attivazione meno immediate rispetto al passato.

Il vero nodo, infatti, non è tanto il costo quanto la modalità di riconoscimento dell’identità. In assenza di riconoscimento de visu allo sportello o tramite videochiamata (opzioni sempre a pagamento), le modalità per ottenere SPID da remoto – comodamente da casa o dall’ufficio – si sono progressivamente ridotte.

In passato la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) rappresentava un’alternativa diffusa per l’identificazione digitale, ma oggi è accettata da un numero sempre più limitato di provider.

Restano però alcune strade percorribili per ottenere SPID senza andare per uffici o aprire il portafogli. La prima è l’utilizzo della CIE: “ma se ho già attivato la CIE, perché dovrei avere anche SPID?” Si chiedono in molti. Domanda lecita, anche se come osservato in precedenza, molti servizi online non supportano ancora la CIE ma solo SPID.

In alternativa, alcuni provider consentono il riconoscimento tramite firma digitale qualificata, soluzione diffusa tra professionisti e aziende. Più residuali, ma ancora presenti, sono le procedure basate su bonifico bancario identificativo, che sfruttano la tracciabilità del conto corrente intestato al richiedente.

Alcuni provider, come Poste, offrono SPID gratis senza canoni a tutti i cittadini oltre 75 anni di età. Curiosamente, altri fanno pagare anche la prima attivazione di SPID via CIE (quindi non soltanto tramite videochiamata) mentre abilitano l’identità a costo zero con CNS.

Date quindi un’occhiata alle modalità di riconoscimento previste dai vari Identity Provider prima di fare eventualmente la vostra scelta.

Attivazione dalla Carta d’Identità Elettronica: guida passo passo

In tanti ci pongono una domanda simile: “ma è possibile dover seguire tutti quei passaggi per l’attivazione della Carta d’Identità Elettronica? E una persona anziana come fa?

La risposta è duplice. Da un lato, sì: la procedura per l’attivazione della CIE richiede oggi una serie di passaggi tecnici – prenotazione, presenza allo sportello, rilascio del PIN, eventuale configurazione per l’uso online – che possono risultare complessi, soprattutto per chi non ha familiarità con strumenti digitali.

Non è un difetto casuale, ma la conseguenza diretta degli standard di sicurezza europei a cui il documento deve conformarsi: la CIE non è solo un documento di riconoscimento, ma anche una credenziale digitale ad alta affidabilità.

Dall’altro lato, però, il sistema pubblico ha previsto alcuni correttivi proprio per non lasciare indietro le fasce più fragili. L’attivazione allo sportello resta assistita dal personale comunale, e in molti Comuni sono attivi sportelli dedicati o giornate straordinarie. Inoltre è in discussione una misura per gli over 70 che prevede una CIE con validità sostanzialmente illimitata, proprio per evitare di dover ripetere nel tempo procedure che possono risultare gravose.

Va poi ricordato un punto spesso trascurato: non è obbligatorio utilizzare la CIE come identità digitale online. Il cittadino può limitarsi a usarla come documento fisico, senza attivare app, impostare una password di secondo livello e usare accessi NFC, continuando eventualmente a utilizzare SPID per i servizi digitali, qualora lo preferisse.

Dove trovare numero CIE, PIN e PUK

Per attivare e usare la Carta d’Identità Elettronica servono 3 elementi: il numero della carta, il PIN e il PUK.

Il numero della CIE è stampato sulla carta fisica, in alto a destra, e identifica il documento. Il PIN serve per autorizzare l’uso della carta come credenziale digitale, soprattutto negli accessi che richiedono la lettura del chip tramite NFC o lettore smart card.

Il PUK, invece, è il codice di sblocco e recupero: può essere richiesto durante l’attivazione delle credenziali o in caso di problemi con il PIN.

PIN e PUK non vengono consegnati sempre in un unico momento. Di norma una parte dei codici viene fornita al momento della richiesta della carta e l’altra parte alla consegna del documento. Per questo è importante conservare la ricevuta rilasciata dal Comune e la documentazione ricevuta insieme alla CIE.

Se non si trovano più PIN o PUK della Carta d’Identità Elettronica, il primo controllo da fare riguarda la documentazione ricevuta dal Comune al momento della richiesta e della consegna della carta. Chi ha già associato alla propria identità digitale CIE un numero di cellulare o un indirizzo email (vedere più avanti) può usare anche le funzioni di recupero disponibili tramite app CieID o tramite i servizi ufficiali della CIE.

Modalità di attivazione delle credenziali

Per attivare la propria CIE, è necessario visitare il sito istituzionale della Carta d’Identità Elettronica e scorrere fino a cliccare sul pulsante Attiva.

Attivazione CIE obbligatoria

A questo punto, alla comparsa della richiesta Scegli come attivare le tue credenziali, si deve inserire il proprio codice fiscale sotto all’indicazioni Dati di contatto quindi introdurre il numero di serie della Carta d’Identità Elettronica (è stampato in alto a destra sulla carta fisica).

Attivazione credenziali CIE

Dopo aver risolto il CAPTCHA (inserire i caratteri alfanumerici mostrati sotto forma di risorsa grafica), l’applicazione web richiede tipicamente di inserire due cifre del codice PUK della Carta d’Identità Elettronica da attivare. Il codice PUK è fornito insieme al PIN ed è rilevabile dal documento fornito dai funzionari comunali in sede di emissione della carta (la seconda metà dei due codici è trasmessa per posta).

Inserimento codice PUK CIE

Inserimento delle informazioni di contatto e impostazione password

La procedura prosegue con l’inserimento di un’utenza mobile e di un indirizzi email personale. Abbiamo verificato che i passaggi possono essere effettuati anche su un terminale al quale non sia associato il numero mobile indicato. L’importante è che tale numerazione non sia già associata ad altre utenze CIE già attivate in precedenza.

Numero cellulare CIE ed email

Per confermare il possesso e la disponibilità del numero di telefono e dell’indirizzo email specificati, l’applicazione chiede di scrivere i codici OTP ricevuti. Alla fine, è richiesta l’impostazione di una password forte. Cliccando su “Ho preso visione…“, è necessario scorrere fino in fondo per sbloccare il pulsante di conferma.

Impostazione password CIE

Impostazione dell’app CieID per l’autorizzazione degli accessi online

Per l’autorizzazione degli accessi online è preferibile optare per l’app CieID, sviluppata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che è molto più sicura rispetto all’utilizzo dei tradizionali SMS. Con CieID, è possibile accedere ai servizi online in modo semplice e veloce inquadrando un codice QR e in maniera molto più diretta grazie alle notifiche push.

Accesso online con CIE e CieID

Alla comparsa della conferma riprodotta di seguito, basta scaricare e installare l’app CieID per Android o per iOS.

Conferma attivazione CIE online

Come impostare i 3 livelli di autenticazione con l’app CieID

Un aspetto spesso poco chiaro riguarda i livelli di autenticazione, che non sono tutti uguali e che, nel caso della CIE, sono gestiti in modo diverso anche all’interno dell’app CieID.

  • I livelli 1 e 2 corrispondono a un’autenticazione “logica”: nel primo caso è sufficiente una credenziale semplice, nel secondo si aggiunge un fattore di sicurezza ulteriore come un codice temporaneo o l’autorizzazione tramite app.
  • Il livello 3, invece, introduce un elemento fisico o crittografico: nel caso della CIE significa utilizzare direttamente il chip della carta tramite NFC e inserire il PIN completo. In altre parole, mentre i livelli 1 e 2 possono essere gestiti con procedure più snelle e spesso interamente software, il livello 3 richiede l’interazione con il supporto fisico e garantisce il massimo grado di certezza sull’identità del titolare.

Proprio per questo motivo l’app CieID distingue chiaramente tra accessi “rapidi”, che possono sfruttare modalità semplificate già autorizzate sul dispositivo, e accessi di livello 3 che richiedono ogni volta la lettura della carta e la verifica completa dei codici di sicurezza.

Livelli accesso CieID

Il livello di autenticazione richiesto da un servizio online non è scelto in modo arbitrario, ma deriva da una valutazione del rischio e del valore dell’operazione che l’utente intende compiere. La normativa di riferimento (a livello europeo il regolamento eIDAS e, in Italia, le linee guida AgID) impone alle amministrazioni e ai gestori di servizi di classificare le operazioni in base all’impatto su identità, dati personali e conseguenze giuridiche.

Potreste quindi avere sia a che fare con servizi per i quali basta un accesso semplificato e altri che richiedono l’accesso con la lettura della carta (livello 3).

Configurazione dell’accesso semplificato

Il consiglio è cominciare con la configurazione dell’accesso semplificato tramite CieID. L’applicazione chiede di inserire il numero di serie della Carta d’Identità Elettronica nel primo campo e della password scelta in fase di attivazione, nel secondo.

Certificazione dispositivo mobile CieID

Per certificare il dispositivo mobile in uso, è quindi richiesto l’inserimento del codice OTP ricevuto via SMS. Sugli smartphone più recenti, all’arrivo del codice lo stesso può essere inserito automaticamente nell’app CieID, fornendo un’opportuna autorizzazione.

Inserimento codice OTP CieID

Il passaggio seguente consiste nell’impostazione di un codice autorizzativo (alfanumerico) per l’app CieID. Si tratta di un “segreto” che serve per autorizzare le operazioni di accesso, in sostituzione o in mancanza della verifica biometrica (i.e. lettura dell’impronta digitale).

Codice app CieID

CieID consiglia quindi di abilitare le notifiche, in modo da ricevere in tempo reale le indicazioni sulle operazioni di accesso, quindi di assegnare un nome al dispositivo. Alla fine, in presenza di un sensore biometrico, ha senso attivarne l’uso in modo da non dover neppure digitare il codice autorizzativo definito in precedenza.

Accesso biometrico CieID

Tornati alla schermata principale di CieID, si troverà il pulsante Entra con QR Code per accedere rapidamente, tramite CIE, ai servizi online che utilizzano i livelli 1 e 2. Suggeriamo a questo punto di proseguire con la registrazione della carta al fine di accedere anche con il livello 3.

Accesso con codice QR CIE e CieID

Per concludere anche questa seconda configurazione, è questa volta necessario introdurre il codice PIN dalla Carta d’Identità Elettronica per intero e infine, come ultimo passaggio, avvicinare la carta al lettore NFC posto sul retro del dispositivo mobile.

Registrazione CIE con app CieID

Al termine dell’operazione, la schermata principale dell’app CieID mostra adesso un unico riquadro con l’indicazione Accedi ai servizi che espongono l’indicazione “Entra con CIE” e un solo pulsante per l’accesso mediante codice QR.

Accesso CIE con codice QR livello 1, 2 e 3

Gestire più identità digitali sullo stesso smartphone: app clonate e supporto ai familiari

Un’ulteriore possibilità, poco conosciuta ma molto utile nella pratica quotidiana, è offerta dalle funzioni di clonazione delle app presenti su molti smartphone (a volte chiamate “app gemelle”, “dual app” o “spazio parallelo”).

Questa funzione consente di avere più istanze della stessa applicazione sul medesimo dispositivo mobile, permettendo ad esempio di configurare più profili di CieID o dell’app IO per familiari diversi.

In questo modo un figlio o un caregiver può aiutare genitori o parenti anziani nella gestione dei servizi digitali senza dover ogni volta disinstallare e riconfigurare le app.

Naturalmente restano fondamentali alcune accortezze: ogni soggetto deve mantenere i propri codici PIN e credenziali riservati, il dispositivo deve essere protetto da password o biometria, e l’uso deve avvenire con il consenso della persona interessata.

Se utilizzata correttamente, questa soluzione rappresenta un piccolo ma concreto strumento di inclusione digitale, capace di ridurre le difficoltà operative per chi ha meno dimestichezza con tecnologia e procedure online.

Domande frequenti sulla CIE

La carta d'identità cartacea sarà valida anche dopo il 3 agosto 2026?

Sì, ma solo entro i limiti della proroga. Le carte d’identità cartacee non ancora scadute possono continuare a essere utilizzate sul territorio nazionale per alcuni rapporti essenziali, in particolare con uffici pubblici, gestori di pubblici servizi e servizi amministrativi. La proroga non vale però per l’espatrio.

Posso andare all'estero con la carta d'identità cartacea dopo il 3 agosto 2026?

No. Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non sarà più valida per l’espatrio, anche se sul documento è indicata una data di scadenza successiva. Per viaggiare fuori dall’Italia servirà la CIE valida per l’espatrio oppure un altro documento accettato dal Paese di destinazione, come il passaporto.

Se la mia carta cartacea scade dopo il 3 agosto 2026 devo cambiarla subito?

Dipende dall’uso che devi farne. Se devi viaggiare all’estero, sì: la carta cartacea non sarà più sufficiente dopo il 3 agosto 2026. Se invece ti serve solo per l’identificazione in Italia, puoi rientrare nel periodo transitorio previsto dalla proroga, sempre che il documento non sia scaduto. In ogni caso, richiedere la CIE evita limitazioni e corse all’ultimo momento.

Dopo la proroga la CIE è davvero obbligatoria?

La CIE diventa obbligatoria nei fatti quando devi rinnovare la carta d’identità, quando la carta cartacea è scaduta, deteriorata, smarrita o rubata, oppure quando devi viaggiare all’estero usando la carta d’identità. Non è invece obbligatorio usare la CIE come identità digitale online: puoi continuare a usare SPID dove supportato.

Posso usare patente o passaporto al posto della CIE?

In Italia patente e passaporto possono essere accettati come documenti di riconoscimento nei casi previsti. Il passaporto è valido anche per l’espatrio, mentre la patente non è un documento valido per viaggiare all’estero. Nessuno dei due, però, sostituisce la CIE come credenziale digitale per l’accesso tramite CieID ai servizi online.

Avere la CIE significa averla già attivata?

No. Avere la Carta d’Identità Elettronica come documento fisico non significa averla già configurata per l’accesso ai servizi online. Per usare la CIE come identità digitale servono l’attivazione delle credenziali, i codici PIN e PUK e, nella maggior parte dei casi, l’app CieID o un lettore compatibile.

Devo attivare per forza la CIE online?

No. Puoi usare la CIE anche solo come documento fisico. L’attivazione online serve se vuoi accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione tramite CieID, QR code, notifiche push, NFC o lettore smart card.

Se ho già SPID, mi serve anche la CIE?

Non sempre, ma averle entrambe è spesso la soluzione più pratica. SPID resta molto diffuso e continua a essere supportato da molti servizi online. La CIE, però, è collegata a un documento fisico rilasciato dallo Stato e consente autenticazioni forti tramite chip, PIN, NFC o lettore smart card.

SPID sarà sostituito dalla CIE?

Non nell’immediato. SPID continuerà a essere utilizzabile almeno per diversi anni e resta ancora molto presente nei servizi online pubblici e convenzionati. La direzione è una progressiva convivenza tra SPID, CIE e futuro wallet digitale europeo, non uno spegnimento immediato di SPID.

Dove trovo il numero della CIE?

Il numero della CIE è stampato sulla carta fisica, in alto a destra. Serve durante l’attivazione delle credenziali e in alcune procedure di configurazione o riconoscimento.

Dove trovo PIN e PUK della CIE?

PIN e PUK vengono consegnati in due parti: una al momento della richiesta della carta e una alla consegna del documento. Per questo è importante conservare sia la ricevuta rilasciata dal Comune sia la documentazione ricevuta insieme alla CIE.

Posso usare la CIE senza smartphone NFC?

Sì, ma non per tutte le funzioni. Gli accessi più semplici possono avvenire tramite credenziali, QR code e app CieID, se configurati. Per gli accessi di livello 3, invece, serve leggere il chip della carta: occorre quindi uno smartphone con NFC oppure un computer con lettore smart card compatibile.

Perché CieID non legge la carta?

Le cause più comuni sono NFC disattivato, cover troppo spessa, posizione errata della carta sul retro dello smartphone, app non aggiornata o incompatibilità del dispositivo. Conviene provare a spostare lentamente la CIE sul retro del telefono, perché l’antenna NFC cambia posizione a seconda del modello.

Che differenza c'è tra accesso CIE di livello 1, 2 e 3?

Il livello 1 usa credenziali semplici. Il livello 2 aggiunge un secondo fattore, come OTP, app o autorizzazione tramite dispositivo. Il livello 3 richiede invece la carta fisica, la lettura del chip tramite NFC o lettore smart card e l’inserimento del PIN: è il livello più forte.

Una persona anziana deve usare per forza app CieID e NFC?

No. La CIE può essere usata anche solo come documento fisico. L’app CieID, NFC e l’accesso online servono solo se si vuole usare la carta come identità digitale. Per chi ha difficoltà con smartphone e app, resta possibile farsi assistere presso sportelli pubblici, patronati o da familiari, facendo attenzione a non condividere codici personali senza consapevolezza.

Posso gestire la CIE di un familiare dal mio smartphone?

È possibile aiutare un familiare nella configurazione tecnica, ma bisogna distinguere tra assistenza e uso dell’identità altrui. PIN, PUK, password e codice autorizzativo sono personali e consentono accessi rilevanti ai servizi pubblici. La gestione deve avvenire solo con consenso chiaro dell’interessato e, nei casi più delicati, tramite strumenti ufficiali come deleghe o servizi assistiti.

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