Android riscopre il tocco tra telefoni: Quick Share cambia volto

Google aggiunge Tap to share a Quick Share: avvicinando due telefoni compatibili è possibile scambiare contatti e avviare l'invio di foto, video e link. NFC riconosce il dispositivo vicino e semplifica il trasferimento.

Avvicinare due telefoni Android, toccarli nella parte superiore e trasferire subito un contatto, una foto o un link: Google riporta su Android un gesto che ricorda molto da vicino Android Beam, la funzione introdotta con Android 4.0 Ice Cream Sandwich nel 2011 e poi abbandonata con Android 10. La nuova implementazione, però, non prova semplicemente a resuscitare una tecnologia di quindici anni fa. Google la integra in Quick Share, usa la prossimità fisica come segnale intenzionale e lascia ai collegamenti radio più veloci il compito di gestire lo scambio dei dati.

La distribuzione della novità inizia il 12 agosto 2026 dai Pixel 6 e modelli successivi; Google prevede inoltre l’arrivo sui nuovi pieghevoli Samsung e, entro fine anno, su un numero maggiore di dispositivi con Android 17 o versione successiva.

La novità risolve soprattutto un problema di interazione. Quick Share funziona molto bene quando chi invia sa come avviare la funzionalità e individuare il destinatario del file da condividere. Sono però diversi passaggi per un’operazione che, nella vita reale, spesso nasce con due persone già una di fronte all’altra.

Come si usa oggi Quick Share su Android

Da un dispositivo Android è oggi possibile accedere a Quick Share principalmente in due modi.

Il più rapido è dai Quick Settings: basta scorrere verso il basso nella parte superiore dello schermo (di solito dalla metà a destra del notch), eventualmente una seconda volta per espandere tutti i comandi, tenere premuto sull’icona Quick Share e scegliere se inviare o ricevere contenuti.

In alternativa, si possono aprire le impostazioni di Android e cercare Quick Share. Sui Pixel e su molti dispositivi Android il percorso passa da Impostazioni, Dispositivi connessi, Quick Share; qui è possibile modificare visibilità, nome del dispositivo e altre opzioni di ricezione.

Per inviare qualcosa, però, normalmente non serve aprire Quick Share: è sufficiente selezionare una foto, un file, un link o altro contenuto, scegliere Condividi quindi Quick Share dal menu proposto.

In un altro articolo abbiamo visto come estendere la condivisione Quick Share con Windows e in un altro parliamo della compatibilità tra Quick Share e AirDrop, recentemente ampliata ben oltre i Pixel. E su Linux c’è anche il client non ufficiale Nearby Share.

Come funziona il nuovo Tap to share di Quick Share

Google chiama la funzione Tap to share (Tocca per condividere): per attivarla bisogna tenere entrambi i telefoni sbloccati, con i display rivolti verso l’alto e visibili agli utenti, quindi sovrapporre o avvicinare la parte superiore dei due dispositivi. Dopo pochi istanti compare un’animazione che segnala il riconoscimento reciproco: non serve quindi cercare manualmente il telefono del destinatario all’interno di un elenco.

Tap to share: condivisione con un tocco su Android

Il comportamento cambia leggermente in base al tipo di dato. Dalla schermata Home è possibile avvicinare direttamente i telefoni per avviare uno scambio bidirezionale delle informazioni di contatto. L’utente decide quali campi della propria scheda personale inviare oppure può scegliere di non condividere nulla e limitarsi a ricevere il contatto dell’altra persona.

Per foto, video, pagine web, posizione e altri contenuti il flusso parte invece dall’app che li contiene. Si seleziona l’elemento, si apre il menu di condivisione di Android poi si avvicinano i due telefoni: Quick Share riconosce il dispositivo vicino e procede con l’invio senza richiedere di cercarlo manualmente nell’interfaccia.

Tap to Share: condivisione con un tocco su Android

NFC serve per riconoscere il telefono vicino, non per trasferire un video

La parte tecnicamente più interessante riguarda ciò che succede quando i telefoni entrano in contatto. Il nuovo sistema sfrutta il modulo radio NFC per iniziare lo scambio peer-to-peer: la distanza operativa ridottissima rende l’avvicinamento un segnale molto più preciso rispetto alla semplice presenza di un dispositivo Bluetooth nelle vicinanze.

Non bisogna però immaginare che centinaia di megabyte di foto e video passino attraverso NFC: la tecnologia lavora a distanze minime e non nasce per trasferimenti di massa ad alta velocità. Il suo ruolo è molto più utile come meccanismo di rilevamento e bootstrap: identifica il dispositivo che l’utente ha deliberatamente avvicinato e permette poi al sistema di predisporre un collegamento più adatto al volume di dati.

È un modello già ben noto nelle tecnologie di comunicazione tra dispositivi. Android supporta collegamenti Wi-Fi Direct peer-to-peer senza access point intermedio; Google, con le API Nearby Connections, combina inoltre Bluetooth, Bluetooth Low Energy e Wi-Fi per rilevamento, negoziazione e scambio dati ad alta velocità.

Google non documenta pubblicamente ogni dettaglio interno del nuovo Tap to share, quindi sarebbe improprio affermare che utilizzi sempre uno specifico trasporto Wi-Fi. Certo è che NFC è sfruttato come segnale di prossimità e avvio, mentre Quick Share può affidarsi ai propri meccanismi di trasferimento per spostare i contenuti da un terminale all’altro.

Le immagini pubblicate nell’articolo sono di Mishaal Rahman, Community Engagement Manager – Android.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti