Apple starebbe valutando un ritorno nel mercato dei server con una macchina progettata per i carichi di Intelligenza Artificiale.
Secondo quanto riferito da The Information, il progetto potrebbe utilizzare fino a quattro futuri chip M8 Ultra e puntare soprattutto sull’inferenza dei modelli.
L’azienda non avrebbe ancora deciso se portare il prodotto sul mercato, mentre l’orizzonte temporale indicato dalle fonti arriva al 2029. L’ipotesi si inserisce nella crescente attenzione verso i Mac con Apple Silicon come piattaforme per eseguire modelli localmente. La caratteristica più interessante è la memoria unificata, che consente a CPU e GPU di condividere lo stesso spazio di memoria, un approccio particolarmente utile quando i modelli richiedono grandi quantità di dati accessibili rapidamente.
Apple prepara un server con più chip M8 Ultra
Le indiscrezioni descrivono almeno due configurazioni: una con due M8 Ultra e una più potente con quattro processori. Al momento Apple non ha comunicato specifiche ufficiali sul futuro chip, quindi non è possibile attribuirgli un numero preciso di core, capacità di memoria o prestazioni. Il progetto avrebbe però una caratteristica precisa: concentrare molta capacità di calcolo e memoria in un singolo sistema destinato ai data center.
Il precedente tecnologico più vicino è il lavoro svolto da Apple con Private Cloud Compute. Presentata nel 2024, l’infrastruttura utilizza server basati su Apple Silicon per elaborare richieste troppo impegnative per i dispositivi locali, con particolare attenzione alla protezione dei dati. Apple ha progettato l’architettura con Secure Enclave, Secure Boot e un sistema operativo dedicato, limitando anche le possibilità di accesso e amministrazione dei nodi. Nel 2026 l’azienda ha ampliato il servizio utilizzando anche infrastrutture di partner dotate di GPU NVIDIA.
Un server commerciale avrebbe comunque requisiti differenti. Oltre alla potenza di calcolo servirebbero gestione remota, raffreddamento adeguato, alimentazione, monitoraggio e compatibilità con le infrastrutture aziendali. La sfida più delicata sarebbe però collegare efficacemente i diversi M8 Ultra: quattro processori non garantiscono automaticamente prestazioni quattro volte superiori, soprattutto quando un modello deve trasferire frequentemente dati tra i chip.
Il ruolo possibile di Nvidia nella connessione tra chip
Proprio su questo punto emerge il possibile coinvolgimento di NVIDIA. Secondo The Information, Apple avrebbe discusso l’impiego di NVLink Fusion, tecnologia che permette di collegare processori personalizzati alla rete di interconnessione NVLink. NVIDIA la propone per sistemi in cui CPU e acceleratori realizzati da produttori diversi devono comunicare con elevata banda e bassa latenza.
Per Apple, l’eventuale utilizzo di NVLink Fusion potrebbe risolvere almeno una parte delle difficoltà legate alla comunicazione tra più SoC. La scelta avrebbe senso soprattutto per l’inferenza, dove la capacità di mantenere rapidamente disponibili parametri e attivazioni può incidere direttamente sulla velocità di risposta. Un sistema multi-chip potrebbe inoltre gestire contemporaneamente molte richieste indipendenti, sfruttando ciascun processore senza richiedere continui scambi di dati.