Apple potrebbe tornare a collaborare con Intel, ma in una forma radicalmente diversa rispetto all’era dei Mac x86.
Secondo indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, le due aziende avrebbero raggiunto un accordo preliminare per la produzione di alcuni chip Apple negli impianti Intel Foundry. Non si tratta di un ritorno ai processori Intel nei Mac: Intel agirebbe da “fonderia”, producendo semiconduttori progettati direttamente da Apple.
La notizia arriva dopo anni di separazione netta tra le due società, da quando nel 2020 Apple ha completato la transizione verso Apple Silicon con i chip della serie M basati su architettura ARM, riducendo drasticamente la dipendenza da fornitori esterni.
Perché Apple sta cercando alternative a TSMC
Da anni TSMC è il partner produttivo principale di Apple per i chip A-series degli iPhone e i processori M-series di Mac e iPad.
Il problema è che la domanda globale di capacità produttiva avanzata è esplosa con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale: NVIDIA, AMD e numerosi hyperscaler stanno occupando volumi enormi sui nodi più avanzati, generando colli di bottiglia che rischiano di rallentare anche clienti privilegiati come Apple. A questo si aggiunge la variabile geopolitica: Taiwan resta un’area sensibile e molte aziende statunitensi cercano alternative per ridurre l’esposizione a eventuali crisi regionali.
Secondo le indiscrezioni, Cupertino valuterebbe Intel soprattutto come secondo fornitore strategico, non come sostituto di TSMC. Anche il governo americano avrebbe avuto un ruolo nel riavvicinamento, considerando la produzione di semiconduttori una questione di sicurezza nazionale e vedendo in Intel uno degli asset industriali più importanti per ridurre la dipendenza dall’Asia orientale.
Cosa produrrebbe Intel e cosa cambia davvero
Intel Foundry punta a diventare una fonderia aperta a clienti esterni sul modello TSMC, con investimenti miliardari in impianti negli Stati Uniti e in Europa.
Il nodo produttivo più osservato è il processo 18A, che introduce RibbonFET, la versione Intel dei transistor Gate-All-Around, e PowerVia, una tecnologia che sposta le linee di alimentazione sul retro del wafer migliorando le prestazioni elettriche.
Se Apple adottasse Intel Foundry, significherebbe che Cupertino considera finalmente maturo questo processo. I componenti inizialmente coinvolti sarebbero probabilmente chip secondari, controller o versioni entry level della serie M: un trasferimento immediato dei SoC principali per iPhone Pro o MacBook Pro appare improbabile, dato che ogni nuovo nodo produttivo richiede anni di validazione. Apple manterrebbe in ogni caso il controllo completo sul design del silicio, trasformando Intel da ex fornitore dominante a semplice produttore conto terzi.