1854 Letture
Facebook prova a raccogliere le voci degli utenti con un programma a premio

Facebook prova a raccogliere le voci degli utenti con un programma a premio

Il social network lancia un'app, installabile per il momento solo negli Stati Uniti, che offre una (piccola) ricompensa in denaro - versata via PayPal - agli utenti che decideranno di condividere le informazioni sul proprio timbro vocale.

Vi ricordate le polemiche sollevatesi dopo la scoperta che le registrazioni audio raccolte sui dispositivi degli utenti, in seguito ad esempio all'invio di un comando vocale all'assistente digitale, venivano trasmesse a soggetti terzi per finalità di analisi e miglioramento del sistema? Ne abbiamo parlato nell'articolo Revisori umani delle registrazioni audio: Google spiega come si comporta facendo presente che lo stesso approccio veniva usato anche da realtà quali Facebook e Amazon.

Facebook, da parte sua, ha deciso di avviare un programma chiamato Viewpoints che promette agli utenti riconoscimenti e premi, anche in denaro.
Al fine di ottimizzare gli algoritmi di riconoscimento vocale, Facebook chiede agli utenti che si iscriveranno spontaneamente al programma di autorizzare la registrazione della loro voce: si dovranno pronunciare i termini "Hey, Portal" seguito dal nome di una persona presente nella propria lista dei contatti. L'operazione dovrà essere ripetuta per un massimo di 10 volte. Quanto corrisponderà Facebook via PayPal per questo tipo di attività? Appena 5 dollari.


La domanda a questo punto: vale davvero così poco non solo la collaborazione degli utenti ma anche l'acquisizione di dati biometrici importanti quali sono le informazioni sul timbro vocale di ciascun soggetto?
Facebook assicura che i dati raccolti nell'ambito del programma Viewpoints (per il momento non ancora lanciato in Europa) non saranno utilizzati per finalità commerciali. Ma al di là di questo caso specifico, potremmo trovarci di fronte a una nuova tendenza: i giganti del web potrebbero dichiararsi sempre più di frequente disposti a pagare per i dati di cui hanno bisogno per continuare a costruire modelli per il machine learning e alimentare algoritmi di intelligenza artificiale sempre più efficaci.
La domanda a questo punto è la seguente: quali dati personali gli utenti condividerebbero a fronte di una contropartita in denaro? Quanto valgono la privacy e le informazioni di ciascun utente?

Di recente, con l'evidente obiettivo di evitare nuove contestazioni, Facebook ha deciso di rivelare agli utenti quali siti web condividono informazioni con il social network utilizzate a fini pubblicitari e di marketing: Off-Facebook: come il social network spia le nostre attività online.

Facebook prova a raccogliere le voci degli utenti con un programma a premio