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martedì 3 maggio 2022 di 14248 Letture
Internet Explorer ritirato il 15 giugno 2022: cosa implica per gli utenti

Internet Explorer ritirato il 15 giugno 2022: cosa implica per gli utenti

Dal 15 giugno 2022 il vecchio browser Internet Explorer andrà definitivamente in pensione. Attenzione alle tante applicazioni ancora oggi utilizzate in ambito professionale che lo richiedono come requisito essenziale.

Era il 16 agosto 1995 quando Microsoft presentò la prima versione di Internet Explorer, browser che mirava a combattere lo strapotere assoluto dello storico Netscape Navigator.

Agli albori Internet Explorer veniva distribuito come parte integrante del pacchetto Plus! per Windows 95, che forse alcuni dei nostri lettori si ricorderanno, ed era basato sul motore di rendering Spyglass Mosaic il cui utilizzo era stato ottenuto in licenza da Microsoft.

Internet Explorer è praticamente morto a livello consumer da anni ma è ancora usato in diversi ambiti aziendali. Storicamente è conosciuto come un browser lento, non aderente agli standard per il Web e privo delle funzioni più evolute che contraddistinguono i prodotti più moderni.

Eppure, strano ma vero, alcuni prodotti continuano ancora oggi ad appoggiarsi a Internet Explorer e a basare il loro funzionamento sugli ActiveX, tecnologia presentata nel 1996 da Microsoft stessa e pensata per ampliare le potenzialità e le funzioni delle applicazioni Web. Con l'avvento di HTML5 tale tecnologia è stata considerata superata.

Tanti software per la gestione delle telecamere e di DVR utilizzano però ancora oggi gli ActiveX; requisito essenziale per far funzionare alcuni software della Pubblica Amministrazione rimane quindi, ancora oggi, proprio Internet Explorer.

Il fatto è che Microsoft ha confermato che il 15 giugno 2022 Internet Explorer sarà ritirato: quello pubblicato sul blog dell'azienda di Redmond è l'ultimo annuncio prima dell'addio definitivo a un prodotto vecchio ormai più di 25 anni che fino a Windows 10 poteva essere installato e abilitato "dietro le quinte" digitando Windows+R, scrivendo optionalfeatures e abilitando la casella Internet Explorer 11: a breve non si potrà più farlo. In Windows 11 Internet Explorer non ha proprio messo piede.

Digitando edge://settings/defaultBrowser nella barra degli indirizzi del browser Edge basato su Chromium e integrato sia in Windows 10 che in Windows 11 è possibile attivare l'opzione Consenti di ricaricare i siti in modalità Internet Explorer.

Microsoft sottolinea nelle sue FAQ che "Microsoft Edge non supporta controlli ActiveX o elementi BHO (Browser Help Objects) come i contenuti Silverlight o Java. Tuttavia, se si eseguono applicazioni Web che usano i controlli ActiveX, oggetti BHO o pagine legacy di Internet Explorer, è possibile configurarle in modo che vengano eseguite in modalità Internet Explorer nel nuovo Microsoft Edge".

La maggior parte degli ActiveX usati da videocamere e DVR sembrano caricarsi correttamente in Edge, a patto di aver attivato la modalità Internet Explorer (IE Mode). Ne avevamo parlato nell'articolo in cui spiegavamo perché Internet Explorer si chiude e al suo posto si apre Edge cliccando su alcuni link (ad esempio quelli per l'amministrazione delle telecamere).

È vero che tanti produttori non hanno colpevolmente aggiornato i loro dispositivi: purtroppo esistono ancora oggi in commercio prodotti che continuano a usare controlli ActiveX. A questo punto è importante che gli utenti tengano ben presenti le difficoltà che potrebbero incontrare a partire dal prossimo 15 giugno e si preparino per tempo verificando che l'opzione Consenti di ricaricare i siti in modalità Internet Explorer, con l'attivazione del vecchio motore di rendering MSHTML, consenta di scongiurare qualunque problema di compatibilità. Per provare cosa significa attivare Consenti di ricaricare i siti in modalità Internet Explorer, date un'occhiata all'articolo in cui descriviamo il funzionamento dell'utilità di sistema registrazione azioni utente di Windows.

Cosa accadrà dopo il 15 giugno? In un altro documento Microsoft spiega che l'abbandono di Internet Explorer sarà comunque progressivo ma che con un futuro aggiornamento cumulativo il browser sarà disattivato completamente.

L'azienda lo spiega in questa pagina scrivendo che "l'applicazione desktop IE11 sarà permanentemente disabilitata come parte di un futuro aggiornamento cumulativo di Windows. Valuteremo il momento appropriato per reindirizzare gli utenti e distribuire l'aggiornamento di Windows in base a diversi fattori. Ciò potrà avvenire in qualsiasi momento dopo il 15 giugno 2022".

Il consiglio è quello di verificare con la massima attenzione le applicazioni che ancora oggi necessitassero di Internet Explorer come requisito essenziale richiedendo agli sviluppatori la disponibilità di versioni più aggiornate e moderne.

In caso di necessità, nulla vieta di allestire una macchina virtuale, ad esempio con Hyper-V, soluzione per la virtualizzazione integrata in Windows 10 e 11, isolandola dalla rete Internet o comunque riducendo l'accesso a un ventaglio ridotto di funzionalità. Installandovi la versione base di Windows 10 e bloccando gli aggiornamenti oppure servendosi di Windows 7 si potrà temporaneamente ovviare al problema.


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