8928 Letture

La notizia della condanna di Google scuote la Rete

A distanza di poco più di un anno dall'inizio del processo, tre dirigenti Google sono stati condannati dal Tribunale di Milano con una sentenza che ha immediatamente sollevato un enorme polverone, sia nel nostro Paese che a livello internazionale. La notizia si è infatti subito guadagnata la prima pagina su tutti i principali quotidiani stranieri: Wall Street Journal, Financial Times e New York Times le hanno immediatamente dato massima visibilità.
Il procedimento verteva sulla pubblicazione, avvenuta nel 2006, di un video che ritraeva un ragazzo affetto dalla sindrome di down mentre veniva molestato da parte di un gruppo di compagni di classe. Il materiale fu posto online sul servizio "Google Video", oggi accantonato dal colosso di Mountain View in favore di YouTube, acquisito il 10 ottobre 2006.

La sentenza emessa ieri dal Tribunale di Milano ha subito causato un'eco enorme su tutti i media in forza dell'importante precedente che crea. Il fornitore di un servizio Internet è stato ritenuto colpevole per aver ospitato contenuti prodotti e caricati da terzi. Non era mai accaduto nulla di simile, in alcuno dei Paesi ove Google od altre aziende concorrenti operano.


Allo stato attuale non si conoscono le motivazioni che hanno spinto i giudici del tribunale milanese ad emettere una sentenza che ha sollevato così tanto scalpore. L'unico aspetto certo è che Google, secondo i giudici, ha violato la normativa italiana a tutela della privacy.

Non è possibile non osservare come la decisione di ieri rappresenti un vero e proprio terremoto per la Rete tutta. Google, pur essendosi attivata subito per rimuovere il contenuto violento ed offensivo, è stata comunque ritenuta responsabile. Una tendenza che appare pericolosa perché mina direttamente le "fondamenta del web": chi mette a disposizione un servizio in Rete non dovrebbe essere mai chiamato in causa. Unico responsabile dovrebbe essere colui che produce, carica e condivide online contenuti che violano la legge e non colui che mette a disposizione uno strumento per veicolare e diffondere informazioni sul web (oltretutto quando quest'ultimo mostra di esercitare un'azione di monitoraggio ed eliminazione del materiale lesivo dei diritti di terzi).
L'avvocato Guido Scorza, raggiunto in treno dalla notizia, ha fatto un paragone molto calzante: forse "i ferrovieri dovrebbero rispondere di illecito della privacy se consentono che i viaggiatori, parlando magari ad alta voce, raccontino fatti o episodi suscettibili di ledere l'altrui privacy"?


Google ha commentato come la sentenza lasci sgomenti, attaccando i principi stessi della libertà di espressione. Bill Echikson, portavoce dell'azienda ha aggiunto come nulla delle persone chiamate in causa abbia avuto nulla a che vedere con il video dello scandalo. Anche online la società, pur ribandendo come il video fosse assolutamente riprovevole, ricorda di essersi subito attivata per operare la rimozione del contenuto una volta ricevuta la notifica da parte della polizia italiana. E se il provider può diventare responsabile per ciò che viene rappresentato in ogni foto, in ogni video ed addirittura in ogni "post" pubblicato il web cesserà di esistere. Ha aggiunto Echikson.
Posizione condivisa da Marco Pancini, responsabile dei rapporti istituzionali di Google Italia, che ribadisce come la sentenza rappresenti "un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è sui quali è stata costruita la Rete. (...) La normativa vigente è stata definita appositamente per mettere gli Internet service provider al riparo dal danno di responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. Se questi principi vengono meno, e se siti come i blog, Facebook, YouTube vengono ritenuti responsabili del controllo di ogni video, significherebbe la fine di Internet come oggi lo conosciamo, con tutte le conseguenze politiche e tecnologiche. Si tratta di principi per noi importanti, perciò continueremo a seguire i nostri colleghi in appello".

A breve torneremo ad approfondire il tema.

  1. Avatar
    Michele Nasi
    13/04/2010 09:42:08
    Sì, tra poco pubblicherò una news in merito! Grazie per la segnalazione. :wink:
  2. Avatar
    jacopo
    13/04/2010 09:02:36
    Citazione: Solo 111 pagine... :roll:
    Me la leggo prima di andare a nanna. :roll:
  3. Avatar
    Chulo
    12/04/2010 23:15:30
    E venne il giorno della sentenza...Ansa Solo 111 pagine... :roll:
  4. Avatar
    Lettore anonimo
    02/03/2010 19:42:35
    sono daccordo col tizio di sopra su tutto tranne che si deve chiudere google o siti analoghi, li mi dissocio in quanto sarebbe una esagerazione, certo anche per me google non offre un granchè in generale in fatto di tutela e privacy,non trovo giusto che un tizio puossa inserire con semplicità un video mentre io per toglerlo devo denunciarlo pagare avvocati e trascinarlo in tribunale, la cosa migliore sarebbe che google fornisse la possibilità di autotutelarci a questo punto, cioè se un tizio inserisce un video su di me senza il mio permesso ed a me non sta bene io mi registro sul sito di google inerente al servizio ovviamente fornendo documenti e numero di telefono preventivaemnte verificato e cancello io stesso il video,nella sezione in merito appare il mio nome che ho cancellato il video e se a limite chi l'ha inserito ha qualcosa da dire o non sta bene c'è la vediamo tra di noi in tribunale e a quel punto google non è piu responsabile e non vedo perchè debba essere coinvolta o denunciata e condannata.
  5. Avatar
    Losco
    02/03/2010 12:09:43
    In tutti i casi noi come Italia siamo i primi ad aver emesso una sentenza sfavorevole in casi analoghi. Paesi dove la diffusione di internet,il rispetto della privacy (da entrambi i lati della medaglia),sono molto più diffusi e sentiti non hanno legiferato. Idem per la rimozione di video contenenti parti giudicate coperte da copy (grande fratello),condannare una società che ospita bilioni (non è un errore) di video e che comunque riesce a rispondere alle segnalazioni e rilascia anche degli appositi programmi alle emittenti tv per oscurare l'oscurabile ,vederla poi condannata lascia un gusto amaro. Già Hulu è oscurato,Eurosport è oscurato ,Pandora oscurato, a questo punto mi chiedo se siamo noi nel giusto o la parte restante del mondo nello sbagliato. L'impressione che diamo che la bilancia della giustizia italiana sia da tarare e forse anche la capacità critica di noi italiani.
  6. Avatar
    jacopo
    02/03/2010 00:15:43
    Citazione: focalizzavamo la cosa da un punto di vista generale e di cosa può produrre/cambiare/indurre una sentenza di questo tipo, rapportata ad una realtà come quella della rete internet.
    :oksx: La cosa che mi da fastidio è che bisogna attendere parecchio per avere le motivazioni della sentenza, ma meglio che su questo non mi dilungo perchè si andrebbe ot. :roll:
  7. Avatar
    Chulo
    01/03/2010 22:20:02
    Citazione: ...tanto neanche se ti risponderei per un anno intero saremmo daccordo....
    Non c'è naturalmente nulla che non va nell'avere opinioni discordanti. L'importante è esporle senza animosità, in maniera educata ed a tal proposito trovo questo topic un buon esempio di come si possa confrontarsi pur avendo posizioni molto differenti. :wink: Io ad esempio Marcoss, non sono d'accordo su nulla di quanto hai detto nel tuo ultimo intervento (a parte logicamente il discorso su quanto occorso al povero ragazzo). Ma non so se in realtà siano realmente così distanti le posizioni, anche perchè tu hai focalizzato tutta l'attenzione sull'evento (che ripeto è schifoso), mentre qui magari io come Jacopo, focalizzavamo la cosa da un punto di vista generale e di cosa può produrre/cambiare/indurre una sentenza di questo tipo, rapportata ad una realtà come quella della rete internet.
  8. Avatar
    marcosss
    01/03/2010 20:21:17
    Citazione: Vedo che non hai capito il mio discorso, mi rendo conto di non essere stato chiaro.
    si :!: non era chiaro ansi direi propio che stavi un po delirando comunque non è questo il punto :ubriaco: .... :D
    Citazione: Lascia stare per un momento quello che secondo te dovrebbe fare Google e atteniamoci alla realtà dei fatti
    daccordo :D va bene :D atteniamoci ad i fatti :shock: , google non ha tutelato la privacy del ragazzo ed è stata condannata, punto fine dei fatti, come vedi sono chiari, ho aggiunto in piu che questo è accaduto perchè non ha controllato e moderato(ne prima e ne dopo o meglio dopo ha messo troppo),ora te mi dici che google non deve controllare in quanto c'è scritto nei termini del servizio, io ti rispondo che invece è tenuta in quanto fornitore del servizio ed il servizio il questione prevede la pubblicazione pubblica di video, e non basta un semplice accordo(e per di piu senza neanche firmare nulla) in fase di registrazione al servizio per lavarsene le mani... se non controlla il peggio è per google dato che potrebbe favorire la violazione di privacy, diffamazione ,video con atti osceni ecc... (chi piu ne a ne metta.. prova solo a pensare se si trattava di video pedopornografico....non avrei neanche parole...) cosa che è appunto successo in questo fatto, se google non vuole controllare libera di farlo ma se ne deve assumere comunque la responsabilità...altrimenti non deve fornire il servizio,ovviamente anche chi inserische i video è responsabile ma google non intervenedo è come se acconsentisse ( in pratica chi tace acconsente) tutto qui.. :alieno:
    Citazione: Non capisco quindi come possano essere stati accusati quei tre dipendenti, dato che con il video non hanno nulla a che fare
    sono stati accusati in quanto responsabili del servizio di google in italia,si non hanno a che fare con il video ma con il loro silenzio e leggerezza hanno favorito la violazione della privacy di quel povero ragazzo che dio solko sa cosa sta passando lui e sopratutto la famiglia.... ti sembra giusto che pur di guadagnare google diventi complice di quel tizio che la pubblicato senza il consenso di nessuno e calpesti la dignità e i diritti delle persone.... :cry: vorrei vedere se si trattasse di tuo figlio se scrivevi comunque queste cose e difendevi google o se andavi li in tribunale e li prendevi a calci nel sedere tutti e ovviamente anche il tizio che l'ha caricato.... :wink: :lol: (ovviamente scherzo)
    Citazione: Poi benissimo, prendo atto che secondo te Google dovrebbe controllare i video, le immagini, i blog ecc. ecc. Sappi comunque che allo stato delle cose ciò non è fattibile, economicamente e fisicamente. Lancio una provocazione, se in Italia si vuole fare in questo modo, che si tirino fuori i mezzi.
    bene allora si fa un passo indietro e si chiude questo servizio se al momento google non puo garantire il controllo e filtraggio dei video, per la richiesta di fondi e sovvenzione da parte dello stato sono assolutamente daccordo(almeno in questo)con te, ansi è giusto sostenere e pruomovere iniziative come questo e sopratutto nel miglior modo possibile... :wink:
    Citazione: Le leggi non sono affatto chiare, perchè altrimenti in quest'altro altro caso sarebbe dovuto andarci di mezzo qualche dirigente della Facebook Inc. ... E gli ISP che avrebbero potuto impedire l'accesso alla pagina in quei due mesi nei quali il video era visionabile, sono egualmente responsabili ? Boh, mah, chissa ? Le leggi non sono chiare...d'altronde una legislazione internazionale non esiste e non sarà certo una sentenza italiana (oh lo dico, a mio modesto parere: ridicola) a dettarla
    nono le leggi sono chiare e che molte volte purtroppo è l'interpretazione che non lo è....purtroppo.... coinvolgere altre persone.... a parte il fatto che il caso non è ancora del tutto chiuso e che ci potrebbero essere come dire colpi di scena... ma comunque non è escluso che sia solo l'inizio quessto.... :shock: :occhionero: purtroppo non si possono fare leggi a persona per ogni nuova attività o iniziativa... sarebbe un caos ... come ti ho gia detto siamo noi tutti che ci dobbiamo adeguare alle leggi vigenti...... :wink: :D be con questo è propio tutto, è il mio ultimo post.... :cry: torno a fare il lettore e visitatore.... scrivi pure quello che voi tanto neanche se ti risponderei per un anno intero saremmo daccordo.... colgo l'occasione per fare complimenti al sig. Nasi per l'ottimo sito e lavoro che svolge e sepro che continui sempre cosi..... :mrgreen:
  9. Avatar
    jacopo
    01/03/2010 16:08:45
    Vedo che non hai capito il mio discorso, mi rendo conto di non essere stato chiaro. Lascia stare per un momento quello che secondo te dovrebbe fare Google e atteniamoci alla realtà dei fatti: il giornale come giustamente dici può essere accusato di diffamazione perchè gli articoli, prima di essere pubblicati, vengono controllati. Quindi ok, se il giornalista x scrive cavolate e il giornale pubblica comunque l'articolo, ci va di mezzo anche il giornale. In Google non viene fatto alcun controllo prima della pubblicazione (e ripeto, lascia stare ciò che secondo te dovrebbe fare o non fare), quindi se l'utente x pubblica robaccia sono cavoli di x e basta, come descritto peraltro nei termini di servizio. Non capisco quindi come possano essere stati accusati quei tre dipendenti, dato che con il video non hanno nulla a che fare, punto. Poi benissimo, prendo atto che secondo te Google dovrebbe controllare i video, le immagini, i blog ecc. ecc. Sappi comunque che allo stato delle cose ciò non è fattibile, economicamente e fisicamente. Lancio una provocazione, se in Italia si vuole fare in questo modo, che si tirino fuori i mezzi. :albino:
    Citazione: le leggi parlano chiaro
    Le leggi non sono affatto chiare, perchè altrimenti in quest'altro altro caso sarebbe dovuto andarci di mezzo qualche dirigente della Facebook Inc. ... E gli ISP che avrebbero potuto impedire l'accesso alla pagina in quei due mesi nei quali il video era visionabile, sono egualmente responsabili ? Boh, mah, chissa ? Le leggi non sono chiare...d'altronde una legislazione internazionale non esiste e non sarà certo una sentenza italiana (oh lo dico, a mio modesto parere: ridicola) a dettarla.
  10. Avatar
    marcosss
    28/02/2010 21:59:47
    Citazione: Il paragone non calza...Google mette il servizio a disposizione degli utenti: nel momento in cui l'utente ne fa uso, Google non è a conoscenza del modo in cui lo fa... se non successivamente. Il giornalista sa benissimo di cosa parlerà l'articolo dato che lo scrive lui stesso, e implicitamente o meno si assume le responsabilità di ciò che scrive.
    no jacopo il paragone calza e comeee... chi l'ha detto che il giornalista sa prima di scrivere che l'articolo sia controlegge? puo anche scrivere cose magari vere o che lui ritiene vere e giuste (ma per lui..) e magari la controparte invece non le ritiene vere ma ad esempio degli insulti o che offendono la sua dignità umana, è il tribunale che poi decide... mentre il giornale prima(o anche dopo in quanto per assurdo potrebbe anche prima pubblicare e poi ripensarci e ritirare le copie,ovviamente è solo un esempio...) che lo pubblica deve accurare se l'articolo puo essere pubblicabile o meno e in caso lo pubblica se ne assume anche il giornale la responsabilità, e cosi google... è vero che come hai scritto google mette solo a disposizione un servizio a disposizione degli utenti, ma è anche vero che l'utente (ovviamente per assurdo) come in questo caso che ha pubblicato il video poteva anche ritenere pubblicabile(almeno per lui secondo il suo modo di pensare) il video, però google doveva accertare ( anche se dopo come dici te ma ovviamnete ripeto in caso di video e immagini e sciocco farlo dopo) il suo contenuto e rimuoverlo ( ovviamente nel giro di qualche giorno e non mesi...) perchè non rimuovendolo subito chi lo dice che google era daccordo(ovviamente e solo un ipotesi e premetto che non voglio accusare nessuno) l'ha in pratica ad esempio sfruttato per avere maggior visitatori e guadaganrci sopra con la pubblicità? :D :shock:
    Citazione: Che poi un conto è il mondo di Internet, un conto sono i casi applicati alla vita reale. Altrimenti potremmo dire che, applicando la sentenza, se una persona provoca un incidente con la sua automobile di marca x, allora anche i dipendendenti della casa x sono responsabili. Cosa che ovviamente non ha senso, spero per nessuno di noi.
    :shock: :shock: :shock: ma che stai scrivendo??? che centra chi vende l'auto ? qui si tratta di pubblicazione e diffamazione, il venditore di auto vende l'auto è basta, poi l'uso che ne fa l'automobilista sono affari suoi ovviamente :D non stipula contratti per l'utilizzo dell'auto il venditore o costruttore.... questo esempio non calza propio... :D
    Citazione: A me e a molti altri non sta bene. Ripeto, per utilizzare questi servizi (che siano pubblici o che siano privati conta poco) bisogna registrarsi, la registrazione attribuisce (o dovrebbe attribuire, dato che non c'è una legislazione precisa a riguardo) la responsabilità dell'utente per i contenuti che invia, escludendo una corresponsabilità del fornitore di servizi. Concludo dicendo che a mio parere il web è capacissimo di produrre un proprio codice di autoregolamentazione: la costituzione della Global Network Initiative (di cui fanno parte Yahoo, Microsoft e la stessa Google) dimostra che la volontà di fare chiarezza c'è. Magari se i governi volessero parteciparvi attivamente sarebbe ancora meglio.
    si ho capito che non sei daccordo ma le leggi parlano chiaro, te come google o altri potete fare tutti gli accordi che volete privatamente ma se poi vanno contro legge sono nulli, non vedo perchè Yahoo, Microsoft e la stessa Google come dici te devono autoregolamentarsi e infischiarsene delle leggi attuali, non sono mica delle istituzioni o sono al disopra della legge!!!! :wink: la legge c'è ed è chiara e non vedo perchè i governi devo partecipare come dici te attivamente, a limite è l'esatto contrario cioe sono Yahoo, Microsoft e la stessa Google a doversi adeguare alle leggi vigenti ed a rispettarle, cito di nuovo la bellissima affermazione che ha scritto prima Chulo e cioe che "La rete è ovviamente uno spaccato della società"..... :wink: :D
La notizia della condanna di Google scuote la Rete - IlSoftware.it