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Quanta RAM deve avere uno smartphone?

Con l'arrivo del nuovo SoC Snapdragon 835 di Qualcomm e le RAM per dispositivi mobili da 8 GB (In arrivo gli smartphone con 8 GB di RAM. Servono davvero?), gli smartphone Android "top di gamma" saranno sempre più "farciti" di memoria.

Ma quanta RAM deve avere uno smartphone? Ha senso acquistare uno smartphone con 4 GB o più di memoria RAM?

Quanta RAM deve avere uno smartphone?

La dotazione in termini di RAM, infatti, è divenuta una delle caratteristiche maggiormente "sbandierate" dai produttori di smartphone Android. Molto più del processore.
Il dato sulla RAM, infatti, risulta molto più d'impatto per i consumatori rispetto alla denominazione del processore, che sempre più spesso viene posta in secondo piano.

Quanta RAM serve in uno smartphone

Gli smartphone utilizzano tipicamente memorie eMMC o UFS per la memorizzazione "non volatile" dei dati.
La RAM, però, garantisce tempi di accesso notevolmente più rapidi rispetto allo storage: ampie porzioni del sistema operativo e delle app in esecuzione vengono così mantenute in RAM così da azzerare il "collo di bottiglia" derivante dall'accesso allo storage.


La RAM, inoltre, ospita i dati che rendono possibile il multi-tasking da parte del sistema operativo (ne abbiamo parlato anche nell'articolo Meglio iPhone o smartphone Android top di gamma? Non si guardino le specifiche).
Android permette da tempo il vero multi-tasking consentendo addirittura di affiancare più app in esecuzione: una buona dotazione in termini di memoria RAM consente di evitare accessi al più lento storage e recuperare istantaneamente, al bisogno, le varie app in esecuzione.

Quanta RAM deve avere uno smartphone?

Android e iOS, comunque, non utilizzano lo stesso approccio di Windows.
In Windows si può di fatto portare il sistema al collasso aprendo decine di applicazioni, decine di schede nel browser e richiedendo l'elaborazione di pesanti immagini e video.

Non è invece possibile utilizzare così maldestramente un dispositivo mobile perché la gestione della memoria è più aggressiva.
Se, in Windows, è necessario chiudere file e programmi in esecuzione per liberare RAM, Android e iOS semplicemente "liberano" la RAM quando necessario: alcune app manterranno parte del loro "stato" nello storage ma, a questo punto, il sistema operativo dovrà comunque ricaricarle completamente.

Se si "abbandona" un'applicazione e vi si torna, ad esempio, dopo 30 secondi, sarà come se essa venga avviata di sana pianta.

Da quando è stato rilasciato Android 5.0 "Lollippop" raccomandiamo l'acquisto di smartphone dotati di almeno 2 GB di memoria RAM.

Stando alle specifiche di Google, i requisiti minimi per uno smartphone Android basato su SoC a 64 bit prevedono l'utilizzo di almeno 832 MB di RAM.
Un dato che ben fa comprendere quanto le prestazioni di uno smartphone con 1 o 1,5 GB di RAM (basati sulle più recenti versioni di Android) possano essere "risicate".

2 GB di memoria RAM sono già ampiamente sufficienti, oggi, nella maggior parte delle situazioni. Su Android, con diverse applicazioni in esecuzione, a meno di esigenze particolari, difficilmente si supereranno gli 800 MB di memoria complessivamente occupata.

6 GB di RAM o più su smartphone: che senso hanno?

Se 2 GB di RAM, per uno smartphone Android, possono essere oggi considerati come il "limite inferiore", fino a quale valore di memoria RAM ha senso spingersi?

Se una maggiore dotazione di memoria RAM, di per sé, non implica automaticamente un maggiore impatto sull'autonomia della batteria, qualunque smartphone deve ben bilanciare il vantaggio che deriva dal mantenere in RAM determinate app con i benefici che scaturiscono dal rimuovere tali app dalla RAM e "parcheggiarle" nello storage.

Lo OnePlus 3 è dotato di ben 6 GB di RAM, 2 GB in più rispetto al "top di gamma" Samsung - il Galaxy S7 Edge - nonostante quest'ultimo costi il doppio.

Ma, limitatamente alla dotazione di memoria, è davvero utile avere 6 GB di RAM? Saltando subito alle conclusioni, la risposta breve è: no.

Quando fu rilasciato lo OnePlus 3 gli utenti si accorsero che il dispositivo utilizzava una metodologia piuttosto aggressiva per la gestione della RAM in modo da estremizzare la durata della batteria (il device chiudeva di fatto le app in esecuzione lasciate in background).
Successivamente, OnePlus ha distribuito un aggiornamento che ha di fatto reso molto meno "severo" il suo approccio al multi-tasking.

Eseguendo sullo OnePlus 3 un pesante videogioco e mantenendo in esecuzione un paio di app dei principali social network, l'occupazione in termini di memoria non supera mai i 3-3,3 GB. Si tratta di un valore importante (la maggior parte dei dispositivi mobili non dispone di un tale quantitativo di RAM) ma che è comunque ben lontano dai 6 GB in dotazione.

Utilizzando l'app gratuita RAM Meter, è possibile conoscere - in tempo reale - l'occupazione della memoria RAM su qualunque smartphone Android.

Dietro le quinte: la gestione della RAM in Android

Come abbiamo accennato in precedenza, Android - piuttosto che terminare ogni processo dopo che questo viene abbandonato (ad esempio dall'utente premendo il tasto Home o uscendo dall'applicazione corrispondente) - preferisce mantenerlo in memoria fintanto che il sistema non decide di rimuoverlo per liberare RAM.

La decisione sull'"uccisione" di un processo caricato in RAM spetta al driver LMK (Low Memory Killer): a ogni processo il cosiddetto ActivityManager Service assegna un valore oom_adj compreso tra -17 e 15.
Più tale valore è alto, più probabile sarà la chiusura del processo perché ritenuto "poco essenziale".


Android suddivide poi ciascun processo in cinque "categorie" in ordine di "importanza" decrescente: Foreground, Visible, Service, Background ed Empty.
I processi appartenenti ad ogni categoria vengono automaticamente chiusi a diversi livelli per fare spazio in memoria RAM. Il parametro minfree di Android (/sys/module/lowmemorykiller/parameters/minfree) indica che tipo di comportamento deve seguire il sistema operativo e i valori sono generalmente personalizzati da ciascun produttore.

Aspetti tecnologici legati alla tipologia di RAM utilizzata

Negli smartphone le RAM DDR4 sono arrivate da relativamente poco tempo. I modelli di punta dei vari produttori hanno iniziato a presentare RAM DDR4 lo scorso anno con velocità che possono raggiungere i 8.000-9.000 MB/s durante il trasferimento dati.

Un bel balzo in avanti se si pensa che le precedenti memorie DDR3 possono arrivare al massimo a 5.000 MB/s.

Prestazioni che, come accennato in precedenza, sono comunque molto superiori alla lettura e alla memorizzazione dei dati nello storage interno.
Per fornire qualche numero, uno smartphone di fascia media può leggere i dati dallo storage a 40 MB/s e scrivervi a 16 MB/s.
Dispositivi più costosi come lo OnePlus 3 possono arrivare a circa 420 MB/s in lettura e 160 MB/s in scrittura; valori che sono comunque ampiamente inferiori rispetto a un'unità SSD (per non parlare delle memorie RAM).

Quest'anno si sono susseguiti diversi cambiamenti: tra i più importanti l'arrivo delle RAM DDR4 dual-channel. Si tratta di una novità epocale nel settore degli smartphone perché consente di raddoppiare il numero di canali per l'accesso ai dati "stivati" in RAM.

Lo OnePlus 3 monta proprio RAM DDR4 dual-channel e, grazie a questo accorgimento, riesce a trasferire i dati addirittura a 16.000 MB/s.

Nell'articolo Meglio iPhone o smartphone Android top di gamma? Non si guardino le specifiche abbiamo spiegato perché Apple utilizza un quantitativo nettamente inferiore di RAM sui suoi dispositivi. E perché se si paragona Android con iOS e viceversa si mettono a confronto "mele con pere".


Non utilizzate mai app "task killer"

Le app che si propongono di liberare memoria RAM (i cosiddetti task killer) sono inutili e controproducenti.
Lanciare da zero un'app contribuisce a ridurre l'autonomia e a rallentare il dispositivo: molto meglio lasciare agire, ad esempio, il garbage collector di Android.

Semmai è bene concentrarsi sulla chiusura ed eventualmente sulla disinstallazione/sostituzione di quelle app che restano sempre in esecuzione in background e contribuiscono a ridurre la durata della batteria oltre che ad appesantire il dispositivo mobile.

Nei seguenti articoli abbiamo illustrato diverse procedure che permettono di identificare e "neutralizzare" le app più pesanti su Android:

- Velocizzare Android con gli strumenti migliori
- Quali app consumano batteria su Android?
- Aumentare durata della batteria in Android 6.0


  1. Avatar
    AGTEFW
    28/12/2016 10:43:25
    Non comprate smartphone con meno di 2 GB di RAM, che ormai con tutte le app che si hanno installate il tutto funziona lentamente se si hanno meno di 2 GB.
  2. Avatar
    iskander66
    28/12/2016 10:11:57
    Io ho da poco disattivato Hangouts da tutti i miei dispositivi Android dopo aver scoperto quante risorse consumava. La situazione è migliorata sensibilmente.
  3. Avatar
    redheart
    25/12/2016 11:35:12
    Non hai citato l'agonizzante (solo come mercato) Lumia e Windows Mobile... che sul mio Lumia 650 gli basta il "misero" 1gb di ram per far girare tutto fluidamente :wink:
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