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Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Un router WiFi portatile si rivela particolarmente utile quando non ci si trovasse nella postazione di lavoro abituale e si avesse la necessità di condividere la connessione Internet con altri utenti/dispositivi.

Accessorio di ridotte dimensioni e piuttosto maneggevole, un router WiFi portatile generalmente permette l'inserimento di una scheda SIM di qualunque operatore di telefonia mobile.
La connessione dati, una volta instaurata, può essere così condivisa da parte di altri utenti accedendo all'hotspot configurato sul router WiFi portatile.

Il router WiFi portatile, però, può essere spesso utilizzato anche come access point collegandolo a qualunque dispositivo dotato di una porta Ethernet RJ-45. Esso permetterà di condividere la connessione Internet erogata dal device cui il router WiFi è stato connesso.

Più avanti vedremo però che l'utilizzo del router WiFi portatile non è strettamente necessario e può essere sostituito in diversi modi.


Nell'articolo Migliori router LTE 4G wireless: guida alla scelta avevamo già presentato alcuni tra i migliori router WiFi portatili con supporto LTE/4G.

Nella scelta di un router WiFi portatile è bene tenere presente che non tutti i modelli hanno un modem integrato. Se l'obiettivo è quello di inserire una scheda SIM, attivare una connessione dati 3G/LTE e condividere la connessione via WiFi, bisognerà evidentemente selezionare solo i router WiFi portatili dotati di modem.

Router WiFi portatile: alcuni tra i migliori prodotti

TP-LINK M7350
Il TP-LINK M7350 è un router WiFi portatile 4G/LTE che consente di trasferire i dati fino a 150 Mbps in download e 50 Mbps in upload.

Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Permette la connessione simultanea di un numero massimo di 15 dispositivi e consente l'uso delle frequenze WiFi a 2,4 e 5 GHz.
Dotato di una batteria da 2.550 mAh ha un'autonomia che arriva fino a 10 ore.
Ove la connettività 4G/LTE non fosse disponibile, il TP-LINK M7350 si collegherà in GPRS, EDGE, UMTS, HSPA o HSPA+ (vedere Cosa significano le icone GPRS, E, 3G, H, H+, LTE sugli smartphone).
Costa circa 99 euro su Amazon.

TP-LINK M5250
Rispetto al TP-LINK M7350, il modello M5250 non supporta la connettività 4G/LTE ma permette comunque di trasferire dati fino a 21,6 Mbps usando HSPA+.
Il numero massimo di dispositivi client che possono essere collegati al router WiFi portatile è pari a 10.
La batteria interna da 2.000 mAh assicura fino ad un massimo di 8 ore di lavoro.
Costa circa 45 euro su Amazon.

Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

D-Link DWR-730
Anche il D-Link DWR-730 consente di collegarsi a reti 3G usando, al massimo, lo standard HSPA+ (fino a 21,6 Mbps). È dotato di una batteria da 2.380 mAh.
Costa circa 45 euro su Amazon.

Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Huawei E5330
Questo router WiFi portatile di Huawei consente di collegare via WiFi fino ad un massimo di 10 dispositivi. La connessione viene negoziata usando, al massimo, lo standard HSPA+ (fino a 21,6 Mbps). È dotato di una batteria da 1.500 mAh che garantisce fino a 6 ore di lavoro.
Al momento costa circa 49 euro su Amazon.

Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Router WiFi portatile con un normale smartphone

Per allestire un router WiFi portatile non è strettamente necessario acquistare un nuovo dispositivo.
Si può infatti usare ad esempio il proprio smartphone Android attivando la cosiddetta funzionalità tethering/hotspot portatile.

Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Portandosi nelle impostazioni di Android, selezionando Altro in corrispondenza di Wireless e reti quindi Tethering/hotspot portatile si potrà impostare la funzionalità.
Nell'articolo Tethering WiFi su Android non funziona: ecco come risolvere abbiamo visto nel dettaglio come si configurata la condivisione della connessione Internet su Android e come evitare qualunque tipo di esborso economico.

Grazie alla funzionalità tethering, lo smartphone Android si trasforma di fatto in un router WiFi portatile: la connessione dati dell'operatore mobile la cui SIM è inserita all'interno dello smartphone verrà così condivisa fra i vari sistemi client.
Ogni sistema client dovrà collegarsi all'hotspot WiFi abilitato sullo smartphone Android scegliendo l'SSID configurato sul dispositivo stesso.
A questo punto, dopo aver digitato la password corretta (suggeriamo di proteggere sempre la connessione con l'algoritmo WPA2/PSK si potranno usare tutte le funzionalità ed i servizi di rete.


Router WiFi portatile: quando serve e come realizzarlo

Utilizzando l'hotspot WiFi di Android i dispositivi collegati saranno in grado di "vedersi" reciprocamente e potranno accedere alle eventuali risorse condivise.
Il terminale Android, infatti, integra un server DHCP che si occupa di attribuire gli IP privati locali ai vari client connessi via WiFi.
In Windows, premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando \\ seguito dall'IP o dal nome della macchina collegata all'hotspot WiFi, si potrà accedere alle risorse da essa condivise.

Condividere il proprio PC senza un router

Per accedere alle risorse condivise sul proprio PC in mancanza di un router e senza ricorrere all'hotspot attivato su smartphone, è possibile configurare la cosiddetta hosted network.

La procedura che è possibile seguire è descritta nell'articolo Condividere connessione e file con Windows 10: nonostante ci si riferisca a Windows 10, la medesima prassi è utilizzabile anche con Windows 7 e Windows 8.1.

L'interfaccia wireless del notebook viene configurata in maniera tale che il PC Windows diventa un hotspot WiFi, capace di accettare le richieste di connessione in ingresso (la connessione WiFi è comunque protetta con password).
Inoltre, nel caso in cui il computer fosse collegato alla Rete, i sistemi client potranno a loro volta usare il collegamento Internet.


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