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Router WiFi potente, come sceglierlo: guida all'acquisto

Quali sono i principali aspetti da considerare quando ci si accinge a scegliere un router WiFi?
Per selezionare un router WiFi potente, per sostituirlo a quello ormai non più funzionante o per rimpiazzare il dispositivo che sta ormai sentendo il peso degli anni, è sufficiente esaminarne le specifiche tecniche e tenere a mente alcuni concetti importanti.

Di seguito presentiamo alcuni suggerimenti per scegliere il miglior router WiFi che non è necessariamente quello che costa di più bensì il dispositivo che per caratteristiche e funzionalità più si adatta alle proprie esigenze.



1) Standard WiFi supportati

Con la sigla IEEE 802.11 viene universalmente definito l'ampio insieme di standard per la trasmissione di dati su reti wireless (WLAN).
La famiglia 802.11 è composta da cinque standard dedicati alla trasmissione delle informazioni: i più noti sono a, b, g, n, ac. A breve si aggiungerà anche 802.11ax.


I router che hanno qualche anno sulle spalle, supportano gli standard 802.11 solamente fino al "g". L'IEEE 802.11g, infatti, venne ratificato nel 2003 e permette di raggiungere una velocità teorica di 54 Mbps.

802.11n, invece, è supportato dai router più recenti (la versione definitiva dello standard fu approvata nel 2009) seppur anch'essi via a via superati.
Sulla carta la velocità di trasferimento dati offerta dallo standard 802.11n sarebbe di 300 Mbps. Alcuni produttori, utilizzando la tecnologia MIMO (multiple-input multiple-output) permettono di raggiungere velocità di trasferimento dei dati ancora più elevate.
Utilizzando più antenne per trasmettere e più antenne per ricevere, viene incrementata la banda disponibile tanto che molti router 802.11n in commercio dichiaravano velocità pari a 450 Mbps.

Inoltre, se gli standard WiFi più datati (802.11b/g) lavoravano solamente sui 2,4 GHz, 802.11n permette di operare sui 5 GHz.

Nell'articolo Che differenza c'è tra WiFi 2,4 GHz e 5 GHz? abbiamo spiegato quando è utile attivare la rete WiFi sui 5 GHz anziché sui più convenzionali 2,4 GHz. La scelta è di solito determinata dall'esigenza di posizionarsi su frequenze meno "congestionate", soprattutto nelle aree più densamente popolose.

Lo standard 802.11ac è molto più recente (è stato finalizzato nel 2013) e prevede l'utilizzo della sola banda sui 5 GHz. I router che supportano 802.11ac sono comunque pienamente compatibili con i precedenti standard.
802.11ac viene comunemente accreditato di velocità pari a 1.300 Mbps, circa tre volte meglio rispetto ai 450 Mbps di 802.11n.

802.11ac amplia i concetti di 802.11n consentendo una più ampia larghezza di banda e l'utilizzo di più flussi spaziali MIMO (fino a 8). Ogni antenna può gestire oltre 400 Mbps e i produttori dei dispositivi più costosi hanno iniziato ad usare più di 4 antenne.
Con l'uso di MU-MIMO (Che cos'è MU-MIMO e può davvero migliorare la connessione WiFi?), della modulazione ad alta densità (fino a 256 QAM) e del beamforming (il segnale wireless viene direzionato verso i dispositivi WiFi che stanno effettivamente utilizzando la connessione, sulla base della loro posizione fisica), i router 802.11ac riescono a dare il meglio di sé.
Basti pensare che utilizzando canali a 160 MHz e modulazione 256-QAM con lo standard 802.11ac è possibile arrivare a trasferire dati fino a quasi 3,5 Gbps.

2) Router 802.11ac

I router 802.11ac sono "pubblicizzati" facendo ricorso a delle sigle "commerciali": AC2200, AC2600, AC3000, AC5000, AC5300).
Le prime due lettere suggeriscono il supporto dello standard 802.11ac da parte del router WiFi mentre le cifre indicano la banda complessivamente gestibile dal dispositivo.

Come riportato in questa tabella, i router tri band AC5300 combinano addirittura due bande da 2.167 Mbps ciascuna sui 5 GHz e permettono di trasferire fino a 1.000 Mbps sui 2,4 GHz.

Ovviamente si tratta di velocità teoriche che non sono ottenibili dal singolo dispositivo connesso alla WiFi: le specifiche (sigla AC) indicano l'ampiezza di banda che il router può complessivamente offrire. 802.11ac prevede poi l'utilizzo della sola banda sui 5 GHz: qualunque dispositivo wireless che non supporta 802.11ac non potrà ottenere le migliori performance (vedere Verificare se il notebook supporta i 5 GHz e 802.11ac e 802.11ac, ce n'è davvero bisogno?).

I benefici di 802.11ac sono quindi sfruttabili se e solo se non soltanto il router supporta tale standard ma anche se gli altri dispositivi sono altrettanto compatibili.
Inoltre, si supponga di disporre di un router 802.11ac e di un qualunque altro dispositivo WiFi compatibile con tale standard. Se il router fosse dotato di quattro antenne ma il device di solo un'antenna (come accade ad esempio nel caso degli smartphone) la massima velocità raggiungibile in linea teorica sarà di 400 Mbps ma quella più realistica saranno 200 Mbps.

A meno di non essere uno dei "pochi eletti" ad aver attivato una connessione in fibra ottica a 1 Gbps, le migliori prestazioni in modalità WiFi saranno ottenibili solo durante i trasferimenti effettuati tra dispo dispositivi appartenenti alla medesima rete locale.

I router WiFi 802.11ax amplieranno ulteriormente la banda disponibile fino a 6 Gbps e oltre: Qualcomm presenta i primi chip 802.11ax, WiFi fino a 4,8 Gbps.

3) Supporto dual-band o tri-band


Come accennato al punto precedente, alcuni router sono dual-band ovvero consentono di erogare il segnale WiFi sia sulle frequenza dei 2,4 GHz che su quelle dei 5 GHz. I router più recenti consentono di mantenere eventualmente attive entrambe le WiFi, sia quella sui 2,4 GHz che quella sui 5 GHz.
È ovviamente possibile, tuttavia, disattivare una rete e lasciare abilitata l'altra.

Di solito, l'attivazione di ciascuna delle due reti WiFi è confermata dalla presenza di specifiche icone (led) nella parte frontale del router.

All'interno del pannello di amministrazione del router (generalmente accessibile digitando, da browser web, l'indirizzo http://192.168.1.1 o http://192.168.0.1), le due WiFi - quella a 2,4 GHz e quella a 5 GHz - sono "viste" e gestibili come due reti wireless a sé.
A ciascuna di esse va assegnato uno specifico identificativo (SSID), algoritmo di protezione (i.e. WPA2/AES), password e così via.
Di solito, comunque l'attivazione di una WiFi sui 5 GHz si effettua solo nelle aree più densamente popolose dove sono tantissime le reti WiFi operative sui "tradizionali" 2,4 GHz.

Le bande di frequenza sui 5 GHz permettono di raggiungere un throughput più elevato (numero di byte trasferiti per unità di tempo, misurato ad intervalli stabiliti) ma si avrà una diminuzione del raggio di copertura ed una maggior difficoltà nel superamento degli ostacoli rispetto al segnale sui 2,4 GHz.

Nell'articolo Che differenza c'è tra WiFi 2,4 GHz e 5 GHz? abbiamo chiarito le differenze tra l'utilizzo di 2,4 e dei 5 GHz nell'allestire una rete WiFi.

Alcuni router più evoluti e costosi supportano il tri-band. Consentono cioè di utilizzare tre bande WiFi separate per connettere più dispositivi alla rete senza una diminuzione delle prestazioni. Generalmente questi tipi di router consentono di creare una WiFi a 2,4 GHz e due WiFi sui 5 GHz.
Qualche produttore somma la larghezza di banda massima teorica di ciascuna WiFi parlando di oltre 3.000 Mbps. In realtà tale operazione non è propriamente corretta dal momento che ciascuna rete lavora in maniera indipendente dalle altre e il valore in Mbps indicato dal produttore va considerato come teorico e "complessivo".


Vedere anche Interferenze WiFi: ecco come evitarle.

4) Numero di antenne

Quando si deve scegliere un router potente un ruolo importante è rivestito dal numero di antenne che sono montate.
È meglio scegliere router con antenne esterne e, possibilmente, scollegabili in modo tale che possano essere sostituite oppure al corrispondente connettore si possa connettere un cavo per portare il segnale altrove. A tal proposito, vedere i seguenti articoli:

- Come scegliere una antenna WiFi
- Realizzare un collegamento WiFi a lunga distanza

L'antenna di un router, come spiegato nei precedenti articoli, di default è omnidirezionale. Ciò significa che il segnale viene irradiato a 360 gradi, in forma sferica.
Se il router deve servire più piani di uno stesso edificio, il consiglio è quello di installare il router al centro dell'immobile, nel piano intermedio. In questo modo, di solito, si dovrebbe ottenere la massima copertura possibile.

Mai installare il router negli scantinati od in ambienti dove vi siano ostacoli attraverso i quali il segnale non può passare o transita con grande difficoltà.
Muri in cemento armato, suddivisioni in cartongesso, cartine geografiche, carte e cartoni ed elementi in metallo hanno un elevato grado d'assorbimento e rappresentano gli ostacoli più importanti per una corretta diffusione del segnale wireless.
A tal proposito, suggeriamo la lettura dell'articolo Aumentare la copertura della rete WiFi.

Nel caso dei più comuni router WiFi a tre antenne, esse dovrebbero essere posizionate nel modo che segue: quella centrale verticalmente, quelle laterali piegate verso sinistra e verso destra di 45°. Pur trattandosi di antenne omnidirezionali, infatti, l'intensità del segnale è maggiore nel senso radiale.


Le antenne che non possono essere disconnesse dal router sono indicate come fixed nelle specifiche mentre quelle rimovibili come detachable.

5) Supporto WPA3

A breve tutti i principali produttori di router WiFi inizieranno a presentare i primi dispositivi con supporto WPA3.

WPA2, utilizzato ormai su tutti i dispositivi WiFi, è un protocollo che è stato reso disponibile nel 2004 e che con la recente messa a punto dell'attacco KRACK, ha cominciato a mettere in evidenza i suoi limiti: Vulnerabilità WPA2: ecco i primi dettagli.

Un ricercatore autonomo, Mathy Vanhoef, ha dimostrato che è possibile leggere il contenuti dei pacchetti dati che transitano tra router/access point WiFi protetti con WPA/WPA2 e i dispositivi client senza neppure il bisogno di craccare la password usata a protezione della rete wireless altrui.
Dopo l'annuncio della scoperta, le aziende sono subito corse ai ripari (KRACK: vulnerabilità nel protocollo WPA2. Lista dei dispositivi aggiornati) rilasciando delle patch (anche se il problema riguarda lo standard in sé).

WPA3 abbraccerà l'utilizzo di un sistema di cifratura individuale: i dati scambiati con ciascun client collegato saranno sempre crittografati e non potranno quindi essere letti da parte di terzi, neppure dai dispositivi connessi alla medesima rete WiFi.
La seconda novità di WPA3 consiste nella protezione contro gli attacchi brute force: in questo modo sarà possibile difendersi in maniera più efficace dalle aggressioni poste in essere da coloro che intendono risalire alla password della WiFi.

È lo stesso Vanhoef a certificare che WPA3 userà un nuovo meccanismo di handshaking, solido e inattaccabile: sarà così possibile porsi alle spalle KRACK e i rischi di monitoraggio della connessione di rete da parte di terzi.


I primi router WiFi con supporto WPA3 dovrebbero arrivare sul mercato entro fine 2018.

6) Possibilità di attivare reti WiFi guest

Alcuni router offrono la possibilità di attivare reti WiFi "guest" ossia accessibili da parte di eventuali "ospiti". Queste reti fanno sì che sia possibile comunicare la password a terzi senza rivelare quella della rete principale, utilizzata per scopi personali o lavorativi.

Accedendo alla WiFi "guest", gli ospiti non potranno ad esempio raggiungere i sistemi connessi alla propria rete locale né tentare di accedere alle risorse condivise in LAN.

I router più evoluti consentono di attivare, sulla rete "guest", anche il registro delle attività compiute dai sistemi client.

7) Numero e presenza di porte Gigabit Ethernet

Un altro parametro importante nella scelta di un router WiFi potente, consiste nell'esaminare quante porte ethernet sono presenti sul retro del dispositivo.
Nel caso in cui fossero insufficienti come numero, si potrà poi eventualmente valutare l'adozione di uno switch.
Se le porte sul router sono Gigabit Ethernet è importante che lo siano anche quelle dello switch.

Evoluzione del protocollo Fast Ethernet, operante a 100 Mbps, Gigabit Ethernet consente di trasferire dati, via cavo, fino alla velocità massima di 1.000 Mbps (1 Gbps).
Se si prevede di effettuare pesanti trasferimenti di dati in ambito locale, si dovrebbe quindi valutare l'acquisto di un router WiFi dotato di porte Gigabit Ethernet.

Nelle specifiche del router, l'indicazione 10/100 Mbps si riferisce ad un router standard con porte Fast Ethernet (no Gigabit Ethernet) mentre 10/100/1000 Mbps indica la presenza di porte Gigabit Ethernet.

8) Presenza di un modem DSL

Una caratteristica fondamentale se si sta selezionando un router WiFi che deve fungere anche da modem DSL, è la presenza di quest'ultimo.


Se la presenza di un modem xDSL è condicio sine qua non, è indispensabile rivolgere la ricerca sulla categoria Modem/router DSL nei cataloghi dei produttori.

Alcuni produttori integrano modem compatibili sia con le tradizionali ADSL (ADSL2+), sia con le più recenti connessioni in fibra ottica (VDSL).

9) Supporto del profilo 35b da parte del modem VDSL

I router xDSL constano di un modem che supporta sia collegamenti ADSL che VDSL. Nella maggior parte dei casi i router WiFi con modem VDSL integrato permettono di raggiungere fino a 100 Mbps in downstream (profilo 17a).
Con i modem router compatibili con il profilo VDSL2 Enhanced 35b si possono superare i 250 Mbps (vedere anche Fibra ottica, come diventerà più veloce con G.fast su FTTC).

Suggeriamo anche la lettura dell'articolo Copertura fibra, tra bollini e corretto utilizzo del termine che illustra per quali offerte di connettività i provider possono realmente parlare di fibra, almeno a livello commerciale.

10) Presenza di porte USB

La presenza di porte USB sul router WiFi è un"optional" che però potrebbe tornare utile a molti utenti.
Alla porta USB, infatti, si può collegare un dispositivo di memorizzazione esterno il cui contenuto potrà quindi essere condiviso in rete locale oppure su Internet allestendo un server web o un server FTP (basta fare riferimento al pannello di amministrazione del router per comprendere le potenzialità).

Alcuni router WiFi possono essere configurati anche per effettuare il download di file su richiesta, mentre tutti gli altri dispositivi della LAN sono spenti. I file prelevati saranno automaticamente salvati sulle unità di memorizzazione USB collegate.


Talvolta alcuni modem router più evoluti consentono di collegare una chiavetta di un operatore mobile: in questo modo, quando la connettività DSL non funziona, il dispositivo può attivare automaticamente il collegamento di backup su rete mobile in modalità 3G/4G.

11) Supporto per la creazione di reti mesh

Le reti mesh permettono di allestire un network wireless in cui ciascun nodo funge da ripetitore estendendo la copertura del segnale.
Le reti di questo tipo sono generalmente piuttosto economiche ma, allo stesso tempo, molto affidabili: ogni nodo è infatti a sua volta collegato ad altri nodi. Se uno di essi dovesse venir meno (ad esempio per un problema hardware), i nodi vicini cercano altri percorsi per trasmettere il segnale.

Alcuni router supportano la creazione di reti mesh così da poter allestire una rete WiFi con lo stesso nome, la medesima password di accesso e la stessa affidabilità di un network classico.

Esistono anche sistemi come NETGEAR Orbi che consentono di estendere la rete WiFi semplicemente aggiungendo ulteriori unità satellite: Migliorare la rete WiFi con il sistema Orbi.

12) Possibilità di attivare server VPN

Gran parte dei router consentono di collegarsi a server VPN usando diversi protocolli. Sono pochi, però, i router che integrano anche funzionalità per la creazione di un server VPN.

Si tratta, questa, di una possibilità particolarmente utile soprattutto negli ambienti professionali perché permette di collegarsi da remoto alla rete locale dell'azienda, dell'ufficio o di casa, instaurando una connessione sicura (crittografata).

È comunque bene sempre fare riferimento alle specifiche di ciascun router pubblicate dai singoli produttori. L'ideale sarebbe che il router supportasse lo standard OpenVPN: in questo modo, per impostare la VPN e collegarsi alla rete locale in modo sicuro non ci si dovrà cimentare in lunghe configurazioni come quella in ambiente Linux o Windows (Connessione VPN in Windows con OpenVPN).


Vedere anche Reti VPN: differenze tra PPTP, L2TP IPSec e OpenVPN.

13) Compatibilità con firmware personalizzati

Da non sottovalutare l'aspetto della compatibilità del router WiFi con i firmware personalizzati come DD-WRT, OpenWRT, Tomato e altri.

Tali firmware permettono di estendere le funzionalità di base del router (una tra tutte, l'aggiunta di un server VPN basato su OpenVPN) e possono rivelarsi molto utili quando il produttore sembrasse restio ad aggiornare il dispositivo (nel caso di dispositivi che sentono il peso degli anni).

Per verificare la compatibilità del proprio router o di quello che s'intende acquistare, bisognerà ovviamente fare riferimento ai siti ufficiali di DD-WRT, OpenWRT, Tomato e così via.
Rispetto a questo aspetto, non si troverà alcuna menzione sui siti dei produttori.

I firmware personalizzati, con riferimento al precedente punto 12), generalmente consentono di attivare anche un server VPN OpenVPN.

14) Pannello di controllo per il filtraggio dei contenuti

Sul versante delle possibilità accessorie, suggeriamo di controllare quali funzionalità il router eventualmente offra in termini di filtraggio dei contenuti.

Alcuni router integrano infatti strumenti di parental control e la possibilità di bloccare la visualizzazione di determinati siti e l'utilizzo di certi servizi.


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