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mercoledì 26 ottobre 2022 di 1259 Letture
Smart home: c'è desiderio di sicurezza e privacy. Sullo sfondo il problema dell'interoperabilità

Smart home: c'è desiderio di sicurezza e privacy. Sullo sfondo il problema dell'interoperabilità

UL Solutions presenta i risultati di una ricerca condotta in Italia in collaborazione con BVA Doxa: qual è il punto di vista dei consumatori sulla smart home e sui dispositivi personali smart.

La crescente offerta di dispositivi smart per la casa e per la persona, controllabili da remoto tramite app, se da una parte va incontro ai desideri del consumatore (comodità, funzionalità, controllo a distanza, risparmio energetico,...), dall'altra apre una serie di questioni legate alla sicurezza degli stessi prodotti.

UL Solutions, azienda specializzata nei servizi di testing, ispezione e certificazione, ha realizzato a luglio 2022 e presentato quest'oggi un'indagine di mercato in collaborazione con BVA Doxa al fine di analizzare le tendenze di acquisto, le ragioni, la facilità di installazione e configurazione, le
aree di miglioramento e le intenzioni future d'acquisto dei dispositivi smart e per la smart home. I risultati della ricerca sono molto interessanti perché fotografano il rapporto degli italiani con i "dispositivi intelligenti", compresi gli indossabili, i timori legati al loro utilizzo e il potenziale di rassicurazione derivante da una certificazione emessa da un ente terzo.

I dispositivi per la smart home più acquistati in Italia

Gli acquisti di prodotti per la smart home effettuati negli ultimi 2-3 anni dagli italiani hanno riguardato in prima battuta (60%) gli smart device per la gestione della casa e lo svago seguiti a ruota dagli elettrodomestici smart e dai prodotti per la sicurezza e la salute (39% per entrambe le categorie). Una fetta importante del mercato, nettamente in crescita nell'ultimo periodo con tanti italiani alle prese a rendere la bolletta elettrica più conveniente sono i dispositivi di efficientamento energetico (34%). Rispetto agli anni precedenti, in cui erano i prodotti smart nell'ambito safety & security quelli maggiormente acquistati e desiderati dagli italiani, cresce quindi l'interesse nei confronti di tutto quello che riguarda la gestione della casa e l'efficientamento energetico.

L'aumento dei costi dell'energia, che nell'attuale contesto economico rappresenta un grave problema per famiglie e aziende, sta infatti diventando il principale driver di adozione. Secondo l’indagine di UL Solutions, al primo posto tra i prodotti smart home da acquistare nei prossimi due anni figurano: termostati, climatizzatori, sistemi di controllo della temperatura e dei consumi elettrici, prese e lampadine. Il trend, già in corso da qualche tempo, è destinato a crescere nel breve e medio termine.

A livello di categoria di prodotto, l’interesse principale si concentra sui dispositivi di sicurezza, quali impianti di allarme e antifurto, videosorveglianza e antintrusione: 2 intervistati su 3 (51% del campione) prevedono di acquistare questa tipologia di smart device nei prossimi due anni.

Quali sono le aree di miglioramento per i dispositivi smart

L'indagine promossa da UL Solutions e BVA Doxa mette in evidenza anche quelli che, secondo gli intervistati, sono i punti più critici che riguardano l'adozione di soluzioni per la smart home e di dispositivi smart in generale.

Gli utenti invocano in primis la diminuzione del costo, l'introduzione di una semplificazione nelle operazioni di installazione e configurazione dei dispositivi, di rassicurazioni nella gestione dei malfunzionamenti e per quanto concerne la protezione dei dati personali e sensibili.

Smart home: c'è desiderio di sicurezza e privacy. Sullo sfondo il problema dell'interoperabilità

Nella foto Joaquin Gomez Serrano, Product Specialist di UL Solutions.

Il problema dell'interoperabilità

I responsabili di UL Solutions si sono ampiamente soffermati, nel corso della presentazione odierna, sul problema dell'interoperabilità tra i dispositivi per la smart home. Per anni i produttori hanno un po’ lavorato per "compartimenti stagni" immettendo sul mercato dispositivi non in grado di "parlarsi" reciprocamente.

Un cambio di rotta si è registrato di recente con l'approvazione di Matter, uno standard voluto da un'alleanza composta in primis da una manciata di aziende e poi abbracciato dalla stragrande maggioranza dei player industriali.

UL Solutions ha annunciato oggi di essere stato riconosciuto come centro di test di terze parti autorizzato per i prodotti per la domotica che utilizzano Matter. L'azienda valuterà le prestazioni e la funzionalità dei prodotti
rispetto alle specifiche Matter fornendo inoltre competenze che puntano a supportare i vari soggetti interessati nel processo di convalida dell'idoneità dei prodotti alla certificazione Matter da parte di CSA (Connectivity Standards Alliance).

La nuova autorizzazione ottenuta da UL Solutions va ad affiancarsi alle capacità di test esistenti per le tecnologie Bluetooth, Zigbee e Thread andando così a proporre una soluzione di test completa per i produttori che sviluppano dispositivi intelligenti connessi per l'Internet delle Cose (IoT).

UL Solutions valuta la conformità dei prodotti basati su tecnologie connesse ai requisiti applicabili, come compatibilità elettromagnetica (EMC), radiofrequenza (RF) ed esposizione RF. L'azienda valuta anche la sicurezza dei prodotti basati su tecnologie connesse per evitare che essi interferiscano o subiscano interferenze con altri dispositivi, possano causare incendi o nuocere alla salute.

Suggerimenti per rassicurare il consumatore e favorire la diffusione dei dispositivi smart

Francesco Marenoni, sales director del gruppo consumer, medical and information technologies di UL Solutions, spiega che per incentive l'adozione da parte degli utenti finali dei dispositivi smart la comunicazione è senza dubbio essenziale ma essa "deve essere supportata da azioni concrete che le aziende produttrici possono mettere in atto per essere credibili e aiutare i potenziali clienti a vincere le resistenze che ancora frenano l'adozione".

La ricerca di UL Solutions condotta da BVA Doxa identifica alcune possibili aree d'intervento e offre ai produttori di dispositivi smart alcuni suggerimenti volti soprattutto ad aumentare la percezione di sicurezza dei loro device:

  • Includere test di certificazione indipendente nel ciclo di progettazione dei prodotti (hardware e software), sia in relazione alla sicurezza informatica, sia per garantire la non nocività o pericolosità dei dispositivi.
  • Sottolineare il valore della certificazione qualificata in tutta la comunicazione attorno al prodotto e al brand al fine di consentire al cliente di distinguere con facilità le marche che investono nella sicurezza e qualità del prodotto sulla base di un giudizio imparziale espresso da un ente terzo indipendente.
  • Garantire un aggiornamento continuo della app di controllo e gestione, in termini di sicurezza ma anche di funzionalità e usabilità attraverso l’ascolto delle istanze provenienti dagli utenti.
  • Aggiornare frequentemente il software installato sul prodotto durante l’intero ciclo di vita.
  • Fornire un servizio di assistenza clienti “amichevole” che, oltre ad intervenire in caso di guasto, possa aiutare l’utente ad installare e configurare correttamente il dispositivo, a beneficio della funzionalità e della sicurezza.
  • Progettare prodotti ancora più efficienti rispetto ai termini di legge previsti per dare un valore aggiunto al consumatore.
  • Formare gli utenti all’uso dei dispositivi attraverso la pubblicazione di manuali, tutorial, best practice da seguire per ottenere il massimo della funzionalità e della sicurezza.
  • Sensibilizzare i consumatori in merito ai temi della privacy e della sicurezza informatica mediante la promozione di eventi fisici, online e social dedicati ai rischi e a come tutelarsi.


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