Asus: addio ai lanci di nuovi smartphone, per puntare su AI, smart glass e robotica

Asus avvia un riposizionamento strategico interrompendo i lanci di nuovi smartphone e riallocando risorse verso intelligenza artificiale, smart glass e robotica. La crescita dei ricavi legata a server e acceleratori AI spinge l’azienda a privilegiare nuovi prodotti.

La decisione di Asus di fermare i lanci di nuovi smartphone segna un cambiamento volto a privilegiare l’offerta basata sull’intelligenza artificiale e i dispositivi indossabili come gli smart glass: di recente hanno fatto il loro debutto gli occhiali Asus ROG XREAL R1. Jonney Shih, presidente Asus, ha chiarito che l’azienda intende spostare risorse verso la robotica AI e le tecnologie per occhiali intelligenti, pur mantenendo supporto e aggiornamenti per i modelli Zenfone e ROG Phone attualmente in commercio.

Il riposizionamento si lega a una dinamica di mercato in cui l’espansione dei server e degli acceleratori AI ha contribuito in modo significativo alla crescita dei ricavi. La parola chiave per il futuro di Asus è integrazione tra edge computing, accelerazione hardware e interfacce d’uso naturali, con i dispositivi mobili tradizionali che cedono spazio a nuove categorie.

Tra le tecnologie richiamate nella transizione compaiono piattaforme come Qualcomm come Snapdragon X e Dragonwing, oltre a soluzioni di accelerazione locale. Il contesto che emerge pone domanda su competitività, costi e adozione, ma apre anche scenari pratici per applicazioni enterprise e consumer basate su AR e robotica intelligente.

Motivazioni economiche e implicazioni sulla catena di fornitura

La crescita dei ricavi registrata da Asus è trainata soprattutto dall’espansione dei server e delle soluzioni AI, una tendenza che ha spinto la direzione a riassegnare investimenti verso settori con margini più elevati.

Jonney Shih ha annunciato l’intenzione di non introdurre nuovi modelli di smartphone e contemporaneamente ha promesso sostegno ai prodotti esistenti, una misura che mira a tutelare la base utenti mentre l’azienda riorganizza portafogli e risorse.

La scarsità di memoria DRAM e l’incremento dei prezzi dei componenti costituiscono un ulteriore fattore operativo. Per ridurre l’impatto sui prezzi finali Asus punta su approcci quali design thinking e collaborazione della supply chain, strategie pratiche che includono contratti pluriennali con fornitori e ottimizzazione dei layout di schede per minimizzare l’uso di memorie più costose.

L’effetto combinato di maggiore domanda di accelerazione AI e tensioni sui componenti obbliga a una pianificazione più stringente delle capacità produttive e degli stock. Gli investitori e i partner della supply chain devono dunque attrezzarsi per un orizzonte in cui risorse e priorità produttive si spostano dal volume di smartphone verso soluzioni edge e datacenter.

Focus tecnologico: smart glasses, robotica e processori edge

La scelta di puntare su smart glass e robotica riflette la percezione che l’AI applicata all’interazione uomo-macchina possa creare nuovi segmenti di mercato.

Gli smart glass offrono casi d’uso concreti come traduzione in tempo reale, sovrapposizione di informazioni contestuali in realtà aumentata e display head-up per applicazioni industriali; esempi pratici includono traduzione istantanea per operatori sul campo e istruzioni AR per la manutenzione di impianti.

Sul fronte hardware, il ricorso a piattaforme Qualcomm come Snapdragon X e le architetture Dragonwing per il computing locale è fondamentale per bilanciare latenza, consumo energetico e capacità di inferenza on-device.

Asus ha già sperimentato Snapdragon X2 Elite nei suoi Zenbook, dimostrando come i laptop possano integrare capacità AI native; analogamente, acceleratori esterni USB per edge AI possono estendere capacità di dispositivi legacy senza riprogettazioni costose.

Per la robotica autonoma, la combinazione di unità di elaborazione AI a basso consumo, sensori di visione e middleware rappresentano il nucleo tecnologico necessario per operare in scenari reali. L’adozione pratica richiede inoltre compatibilità con SDK, toolchain di sviluppo e infrastrutture cloud-edge per orchestrare modelli di inferenza e aggiornamenti software in sicurezza.

Rischi di mercato, experience utente e barriere tecniche

Nonostante il potenziale, la diffusione degli smart glass e dei robot AI incontra ostacoli significativi che richiedono soluzioni ingegneristiche e strategiche.

I prodotti analoghi proposti da grandi aziende hanno faticato a raggiungere la massa critica per ragioni legate all’usabilità, all’autonomia energetica e alla privacy percepita dagli utenti; tali criticità impongono particolare attenzione al consumo dei sensori, alla gestione dei dati e alla trasparenza nelle politiche di privacy.

Dal punto di vista tecnico, l’integrazione di fotocamere, microfoni direzionali e sensori in un form factor leggero solleva sfide termiche e di interferenza elettromagnetica, mentre la necessità di inferenza real-time spinge verso acceleratori specializzati e architetture eterogenee.

In scenari industriali emergono anche requisiti di affidabilità e certificazione, ad esempio per l’uso in contesti sanitari o di sicurezza, che aumentano i tempi e i costi di introduzione sul mercato.

La frammentazione degli ecosistemi software e la mancanza di applicazioni killer per il grande pubblico possono rallentare l’adozione consumer, mentre settori verticali come logistica, manutenzione e formazione rappresentano opportunità più immediate. Mitigare questi rischi richiede investimenti in UX, strumenti di sviluppo e partnership con fornitori di contenuti e servizi.

Prospettive per utenti finali e mercato

Per i consumatori e gli appassionati di gaming la pausa nei lanci di nuovi smartphone può tradursi in attese più lunghe per Zenfone e ROG Phone, ma la promessa di supporto ai dispositivi esistenti attenua il rischio immediato di obsolescenza software.

Per le imprese e i professionisti l’accelerazione verso smart glass e robotica apre scenari operativi concreti: riduzione dei tempi di intervento, miglioramento della formazione e monitoraggio in tempo reale di processi critici. I rischi legati a costi dei componenti e autonomia rimangono, pertanto l’adozione su larga scala dipenderà dall’evoluzione di acceleratori edge e dalla disponibilità di soluzioni energetiche più efficienti.

La collaborazione con fornitori come Qualcomm e la disponibilità di soluzioni come l’acceleratore AI USB di Asus possono facilitare la transizione tecnica senza richiedere riprogettazioni hardware complete.

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