TIM e Fastweb + Vodafone hanno annunciato la definizione di un accordo preliminare per lo sviluppo congiunto delle reti mobili italiane attraverso un modello di Radio Access Network (RAN) sharing. Si tratta di un’iniziativa che rappresenta un’importante evoluzione nella strategia di espansione del 5G, con l’obiettivo di accelerare la diffusione della tecnologia su tutto il territorio nazionale. La finalizzazione del contratto definitivo è prevista entro il secondo trimestre del 2026, subordinata alle approvazioni delle Autorità competenti.
5G: efficienza infrastrutturale e sostenibilità
Il progetto, soggetto alle autorizzazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dell’AGCM e dell’AGCOM, introduce un modello collaborativo che consente agli operatori di condividere le infrastrutture di accesso radio-mobile nelle aree interessate.
L’approccio evita duplicazioni infrastrutturali, riducendo i costi operativi e l’impatto ambientale. L’efficienza derivante dal RAN sharing permetterà di estendere la copertura 5G anche nelle aree a bassa densità di popolazione, storicamente poco servite, migliorando l’inclusione digitale e la qualità dei servizi per famiglie, imprese e Pubblica Amministrazione.
Cos’è il RAN sharing e come funziona
Il RAN sharing è una strategia di collaborazione tra operatori di telecomunicazioni che consente la condivisione dell’infrastruttura di accesso radio (cioè le antenne, i siti e le apparecchiature radio che collegano gli utenti finali alla rete mobile), mantenendo però l’indipendenza delle reti core e dei servizi commerciali.
Tecnicamente, il RAN sharing può assumere diverse forme, tra cui:
- MORAN (Multi-Operator Radio Access Network). Gli operatori condividono solo le infrastrutture fisiche, come torri, siti e rack. Ogni operatore mantiene il proprio equipaggiamento radio (RRU, BBU) e la gestione separata della rete. Vantaggio: riduzione dei costi di costruzione dei siti senza compromettere la gestione autonoma delle frequenze e dei servizi.
- MOCN (Multi-Operator Core Network). Condivide sia le infrastrutture fisiche sia le apparecchiature radio. Gli operatori utilizzano la stessa rete radio, ma mantengono il proprio core network, cioè la logica di gestione degli utenti e dei servizi. Vantaggio: riduzione ancora maggiore dei costi di implementazione e minore impatto ambientale, con possibilità di copertura estesa in tempi più rapidi.
- GWCN (Gateway Core Network sharing). Forma più avanzata in cui si condividono anche alcune funzioni del core network, oltre alla RAN. Usata raramente perché comporta complessità di gestione più elevate e minore autonomia commerciale.
In Italia, il modello più probabile per l’accordo tra TIM e Fastweb+Vodafone sarà una combinazione di MORAN e MOCN, consentendo una copertura estesa con costi contenuti, senza compromettere l’autonomia commerciale e tecnologica dei singoli operatori.
Benefici tecnici del RAN sharing
L’ottimizzazione delle risorse radio, grazie al RAN sharing, porta alla riduzione delle duplicazioni di antenne e siti, a un migliore utilizzo delle frequenze disponibili, aumentando la capacità di rete in aree critiche, all’accelerazione della copertura 5G.
Come osservato in precedenza, diventa fattibile portare rapidamente il 5G ad alta velocità anche nelle zone rurali e periferiche con supporto a servizi avanzati. Da non trascurare il minore impatto visivo e consumo energetico grazie alla condivisione dei siti e delle apparecchiature.
Autonomia e innovazione tecnologica
Nonostante la collaborazione infrastrutturale, TIM e Fastweb + Vodafone manterranno autonomia commerciale e indipendenza tecnologica. Ciascun operatore sarà libero di sviluppare servizi proprietari e innovazioni senza limitazioni.
Il modello RAN sharing, già consolidato in diversi Paesi europei, favorisce anche la riduzione dei costi di implementazione delle reti 5G, liberando risorse da reinvestire in tecnologie di nuova generazione e progetti di innovazione digitale.
Investimenti nelle tecnologie di nuova generazione
La condivisione RAN libera risorse economiche che potranno essere reinvestite in tecnologie di nuova generazione, fondamentali per la rete 5G e oltre. Citiamo quelle più utili e promettenti in previsione futura:
5G Standalone (SA). Si basa su un core network nativo 5G, diverso dal 5G Non-Standalone (NSA) che si appoggia ancora alla rete 4G LTE per il controllo. I vantaggi tecnici consistono nella bassa latenza (fino a 1–5 ms), essenziale per applicazioni mission-critical come veicoli autonomi e telemedicina; nel network slicing con la possibilità di creare reti virtuali dedicate a specifici servizi o clienti, isolando traffico critico da quello generale; nella maggiore capacità con la gestione simultanea di più dispositivi con throughput elevato; nelle applicazioni pratiche di Industria 4.0, smart grid, realtà aumentata e virtuale ad alte prestazioni.
Open RAN (O-RAN). Architettura aperta e modulare che separa hardware e software della rete radio. Le unità radio (RRU) e le unità di baseband (BBU) sono interoperabili tra fornitori diversi, grazie a standard aperti e interfacce definite. Permette la virtualizzazione dei componenti di rete (vRAN), integrando hardware commodity e software flessibile. I benefici tecnici consistono nella riduzione dei costi di implementazione grazie a fornitori multipli; maggiore flessibilità nell’upgrade della rete e nella gestione del traffico; possibilità di implementare rapidamente nuove funzionalità software senza sostituire l’hardware. Accelera inoltre l’espansione delle reti, facilita sperimentazioni tecnologiche e riduce i lock-in dai vendor tradizionali.
AI per ottimizzazione della rete. L’AI aiuta ad automatizzare monitoraggio, gestione e ottimizzazione della rete 5G. Il Self-Organizing Networks (SON) consente auto-configurazione delle celle, bilanciamento del carico e ottimizzazione dei parametri radio in tempo reale; la Predictive maintenance un’identificazione proattiva dei guasti e dei degradi delle apparecchiature prima che impattino sugli utenti; traffic prediction e slicing dinamico l’allocazione intelligente delle risorse di rete secondo flussi di traffico previsti, migliorando QoS ed esperienza utente.
Impatto sul digitale e sulla competitività nazionale
L’iniziativa si inserisce nel contesto del Decennio digitale europeo, sostenendo la trasformazione digitale dell’Italia e contribuendo a rafforzarne la competitività internazionale.
Una copertura 5G più ampia e performante non solo migliora l’esperienza dei consumatori, ma rappresenta anche un fattore chiave per lo sviluppo delle imprese, favorendo applicazioni avanzate come l’Internet of Things (IoT), la realtà aumentata, i servizi di telemedicina e le smart city.