Divieto di smartphone: molti studenti non sanno più leggere l'orologio

Milioni di studenti nel mondo non sono più abituati a leggere l'ora su un quadrante analogico e con il divieto di smartphone in classe non sanno più che ora è
Divieto di smartphone: molti studenti non sanno più leggere l'orologio

L’inizio del nuovo anno scolastico a New York ha portato con sé un cambiamento significativo nelle aule: l’entrata in vigore di un divieto rigoroso sull’uso degli smartphone. Sebbene la misura sia stata accolta con favore da molti educatori per i suoi effetti positivi sulla socializzazione e sulla concentrazione, ha inaspettatamente fatto emergere una lacuna nelle competenze di base degli studenti.

Come riportato in una recente inchiesta dal giornale online Gothamist, edito dalla New York Public Radio, molti adolescenti newyorkesi si sono trovati in difficoltà nello svolgere un compito apparentemente semplice: leggere l’ora su un orologio da parete tradizionale. Privati dei loro dispositivi digitali, che fornivano l’orario in formato numerico immediato, gli studenti hanno rivelato di non possedere più la familiarità necessaria con il quadrante analogico, evidenziando come la tecnologia abbia modificato abitudini consolidate da decenni.

I ragazzi non sanno usare gli orologi analogici

La questione è emersa prepotentemente nelle scuole superiori, dove il personale docente ha notato un aumento delle richieste da parte degli alunni per sapere quanto mancasse alla fine della lezione. Tiana Millen, assistente presiede alla Cardozo High School nel Queens, ha osservato che la capacità di leggere un orologio tradizionale è una competenza importante a cui gli studenti non sono più abituati.

Nonostante il divieto abbia migliorato il flusso nei corridoi e la puntualità, gli studenti spesso non si rendono conto di essere in ritardo semplicemente perché non sanno decifrare gli orologi appesi ai muri. Madi Mornhinweg, insegnante di inglese a Manhattan, ha raccontato a Gothamist la sua frustrazione nel dover spiegare continuamente la posizione della lancetta grande e di quella piccola ai suoi alunni.

Sebbene il Dipartimento dell’Istruzione di New York affermi che l’insegnamento della lettura dell’orologio avvenga tra la prima e la seconda elementare, includendo concetti come “mezz’ora” e “un quarto alle“, questa abilità sembra atrofizzarsi per mancanza di pratica. Gli studenti stessi ammettono il problema: alcuni confessano di aver dimenticato come si fa perché si affidano sempre al telefono, mentre altri attribuiscono la colpa alla pigrizia o al fatto che gli orologi scolastici sono spesso rotti o imprecisi.

Non si tratta di un fenomeno isolato a New York; già nel 2017 uno studio in Oklahoma aveva rilevato che solo un bambino su cinque tra i 6 e i 12 anni sapeva leggere l’orologio, e nel 2018 alcune scuole in Inghilterra hanno iniziato a sostituire i quadranti analogici con quelli digitali.

Tuttavia, gli educatori sottolineano un paradosso interessante: se da un lato si perde la capacità analogica, dall’altro le competenze digitali degli studenti sono avanzatissime, tanto che spesso sono loro a soccorrere gli insegnanti con software e tecnologie complesse, suggerendo che si tratti più di un cambiamento cognitivo che di un mero downgrade.

Il divieto di smartphone nel mondo

Il caso di New York si inserisce in un contesto globale in rapida espansione, che vede governi e istituzioni educative limitare sempre più la presenza dei dispositivi mobili in classe. Secondo il rapporto Global Education Monitoring dell’UNESCO, il numero di sistemi educativi che hanno vietato i cellulari è cresciuto notevolmente, passando da 60 nel 2023 a 79 Paesi nel 2024, coprendo circa il 40% del totale mondiale.

Questa tendenza globale è sostenuta da studi scientifici, inclusi quelli dell’OMS e dell’OCSE, e da ricerche come quella dell’Università Bicocca di Milano, che associano l’uso eccessivo degli smartphone a calo dell’attenzione, ansia e deficit nell’apprendimento. In Europa, nazioni come la Francia hanno fatto da apripista con divieti attivi già dal 2018, seguite da Paesi come Olanda, Germania, Spagna e Danimarca che hanno esteso le restrizioni a vari cicli scolastici, mentre il Regno Unito ha adottato linee guida nazionali severe.

Anche negli Stati Uniti la situazione è in evoluzione: oltre a New York, la California ha varato il “Phone Free School Act“, e stati come Florida e Texas applicano divieti che coprono l’intera giornata scolastica, pause incluse. In Asia, la Cina richiede il consenso scritto dei genitori per l’uso dei telefoni dal 2021, e la Corea del Sud implementerà una legge di divieto totale nelle aule nel corso del 2026.

Curiosamente, uno dei primi Paesi ad agire è stato il Bangladesh, che ha introdotto divieti per gli insegnanti già nel 2011, estendendoli poi agli studenti.

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