Fedora Linux 45 è disponibile dal 3 novembre 2026 e porta con sé aggiornamenti importanti per l’ambiente desktop, la sicurezza e gli strumenti di sviluppo. La nuova versione della distribuzione Linux sponsorizzata da Red Hat introduce GNOME 51, KDE Plasma 6.8 e il kernel Linux 7.2, oltre a modifiche meno appariscenti che interessano la gestione dei pacchetti, le console virtuali e l’installazione del sistema operativo.
Fedora mantiene il tradizionale ciclo di rilascio semestrale e continua a distinguersi per l’adozione tempestiva delle tecnologie open source. Nata nel 2003, dopo la separazione tra Red Hat Linux e Red Hat Enterprise Linux, la distribuzione rappresenta anche un importante banco di prova per componenti destinati successivamente ad altre piattaforme. Fedora 45 arriva dopo alcuni rinvii rispetto alla pianificazione iniziale, dovuti alla necessità di risolvere problemi considerati bloccanti prima della pubblicazione definitiva.
Fedora 45 aggiorna GNOME e KDE Plasma: cosa cambia sul desktop
L’edizione Workstation adotta GNOME 51, l’ultima generazione dell’ambiente grafico sviluppato dal progetto GNOME. L’aggiornamento coinvolge GNOME Shell, il compositore Mutter e le applicazioni integrate, confermando Wayland come tecnologia di riferimento per la gestione delle sessioni grafiche.
Parallelamente, Fedora KDE Plasma Desktop propone Plasma 6.8.1, accompagnato dai componenti aggiornati della piattaforma KDE e dalle applicazioni KDE Gear 26.08.2. L’aggiornamento consolida il passaggio a Qt 6 e Wayland, mentre il progetto KDE ha completato la rimozione dei componenti dedicati alla precedente sessione Plasma X11.
La scelta tra GNOME e KDE non riguarda soltanto l’aspetto dell’interfaccia: cambiano i meccanismi di personalizzazione, l’organizzazione del desktop e alcuni strumenti per la gestione delle applicazioni. Fedora continua comunque a offrire entrambe le esperienze come edizioni ufficiali, senza relegare KDE a variante secondaria.
Kernel Linux 7.2 e una console completamente ripensata
Fedora 45 utilizza il kernel Linux 7.2, ma una delle modifiche architetturali più interessanti riguarda un componente che molti utenti incontrano soltanto quando il desktop grafico smette di funzionare: la console virtuale.
Il progetto introduce kmscon come alternativa alla tradizionale console fbcon gestita dal kernel: kmscon opera nello spazio utente e sfrutta le funzionalità grafiche del sottosistema DRM/KMS, offrendo una gestione più evoluta dei caratteri Unicode, dei font e dell’input.
Anche le console testuali accessibili attraverso le combinazioni Ctrl+Alt+F2 e successive possono beneficiare di una visualizzazione più moderna.
Pacchetti RPM più sicuri e maggiori restrizioni al debugging
Fedora 45 interviene anche sulla sicurezza della distribuzione: con RPM 6.1, la verifica delle firme crittografiche dei pacchetti diventa obbligatoria per impostazione predefinita. L’installazione di un pacchetto RPM privo di firma verificabile richiede una deroga esplicita, ad esempio attraverso l’opzione --nosignature.
È una protezione contro l’installazione involontaria di pacchetti non autenticati, non una garanzia assoluta contro il software malevolo. Una firma valida conferma l’autenticità rispetto alla chiave utilizzata, ma non certifica automaticamente l’assenza di problemi di qualsiasi genere nel programma.
Cambia anche il comportamento di ptrace, l’interfaccia del kernel che permette a debugger e altri strumenti di ispezionare i processi. Fedora limita per impostazione predefinita alcune operazioni tra processi appartenenti a utenti non privilegiati, riducendo le possibilità di osservare o manipolare applicazioni già in esecuzione.
Un’altra novità riguarda oo7, che sostituisce GNOME Keyring come provider predefinito: il componente gestisce l’accesso ai segreti applicativi attraverso le interfacce previste per l’archiviazione delle credenziali.
Installazione più flessibile e novità per Fedora Atomic
L’installer Anaconda amplia il supporto a Stratis, soluzione Linux per la gestione dello storage che combina strumenti esistenti come device mapper e XFS. La configurazione dei filesystem Stratis entra così nei percorsi di installazione manuale e automatizzata tramite Kickstart.
Per le edizioni Atomic Desktop, come Silverblue e Kinoite, arriva inoltre l’interfaccia di installazione WebUI al posto del precedente installer GTK. Una funzionalità particolarmente interessante permette di avviare l’installazione remota attraverso un browser, utilizzando HTTPS e un meccanismo di autenticazione basato su PIN.
La novità può risultare utile agli amministratori che preparano workstation senza operare direttamente davanti al computer da configurare. Le immagini Atomic adottano inoltre image-builder per la generazione dei supporti di installazione.
Le edizioni Atomic seguono un modello differente da quello delle installazioni tradizionali: il loro sistema di aggiornamento transazionale offre funzionalità di rollback, mentre sulle installazioni Fedora convenzionali esistono soluzioni per ripristinare il sistema mediante snapshot Btrfs.
Fedora 45 per sviluppatori: Python 3.15, GCC 16.2 e nuovi strumenti
La distribuzione aggiorna una parte consistente degli strumenti di programmazione: Python 3.15, GCC 16.2, glibc 2.44, binutils 2.47, GDB 17.2, LLVM 23 e Go 1.27. Tra le altre novità figurano Perl 5.44, Lua 5.5 e Pandas 3.
Sul fronte database, MySQL 9.7 e MariaDB 12.3 diventano le versioni predefinite dei rispettivi pacchetti non versionati. Gli sviluppatori devono però prestare attenzione alla compatibilità: Fedora 45 introduce anche Setuptools 82 e la rimozione di pkg_resources, con possibili conseguenze per progetti Python che utilizzano ancora tale modulo.
Merita una segnalazione anche il supporto IPv6-mostly in NetworkManager, pensato per reti nelle quali IPv6 rappresenta il protocollo principale e la connettività IPv4 richiede meccanismi di compatibilità.
Come scaricare Fedora 45 e aggiornare dalla versione precedente
Le immagini ISO sono disponibili attraverso il sito ufficiale Fedora, scegliendo tra Workstation, KDE Plasma Desktop, Server e le altre edizioni disponibili (nella pagina dei mirror Fedora è possibile trovare tutte le immagini ISO più aggiornate).
Chi utilizza Fedora 44 può procedere con l’aggiornamento mediante DNF5, dopo aver installato gli ultimi aggiornamenti e verificato la compatibilità dei repository di terze parti.
Il comando sudo dnf system-upgrade download --releasever=45 prepara il passaggio alla nuova versione; sudo dnf system-upgrade reboot avvia successivamente la procedura.
Prima dell’operazione conviene eseguire un backup dei dati e controllare eventuali pacchetti provenienti da COPR o repository esterni.
In conclusione, Fedora 45 introduce un notevole numero di novità: le modifiche alla sicurezza, all’installazione e ai componenti di base hanno effetti concreti anche per chi utilizza Linux professionalmente. L’elenco ufficiale delle modifiche permette di approfondire gli interventi previsti e il relativo stato di implementazione.