Chi usa da tempo strumenti come Markdown, wiki personali e sistemi PKM conosce bene il problema: le note aumentano, i plugin si moltiplicano, le strutture diventano più sofisticate dei contenuti stessi. Files.md nasce esattamente da questa frizione e propone una direzione diversa rispetto ad applicazioni più note come Obsidian.
PKM significa Personal Knowledge Management, espressione usata per descrivere tecniche e software dedicati all’organizzazione della conoscenza personale: appunti, articoli, idee, libri, collegamenti concettuali, attività e materiali di studio sono raccolti in un sistema unico che dovrebbe aiutare memoria, ragionamento e produzione di contenuti.
Il fenomeno è cresciuto enormemente negli ultimi anni grazie a strumenti come Obsidian, Roam Research, Logseq e Notion e attorno al concetto di PKM si è sviluppata una cultura molto definita, basata su strumenti e metodi come grafi della conoscenza per collegare informazioni tra loro, backlink per creare riferimenti incrociati tra note, template per standardizzare i contenuti, mappe mentali per organizzare le idee, workflow GTD (Getting Things Done) per la gestione delle attività, sistemi avanzati di tagging e approcci come il “second brain“, che puntano a costruire un archivio digitale personale delle informazioni.
Files.md si inserisce nello stesso filone: il progetto si presenta come una web app in funzione in locale costruita attorno a normali file di testo Markdown .md, senza database proprietari e senza infrastrutture invasive. La promessa è semplice: note, diario, checklist e attività restano file leggibili e modificabili ovunque. Anche senza l’app.
Non un clone di Obsidian, ma una reazione allo “status quo”
L’idea di Files.md non è nuova in senso assoluto: da anni il mondo PKM ruota attorno a file Markdown locali, sincronizzazione opzionale e collegamenti tra note. Files.md però porta avanti una critica piuttosto esplicita verso la complessità accumulata da molti strumenti moderni di note taking.
Definire Files.md un semplice concorrente di Obsidian sarebbe riduttivo: il progetto (repository GitHub ufficiale) sembra quasi una risposta culturale e tecnica a una certa evoluzione del software PKM.
Obsidian offre plugin, canvas, graph view, automazioni, template avanzati e un livello di personalizzazione enorme. Per molti utenti è un vantaggio; per altri, dopo mesi di utilizzo, diventa una fonte continua di stress. Di contro, Files.md prova a sottrarre invece che aggiungere: meno funzionalità, meno configurazioni, meno strutture obbligatorie. Dietro l’interfaccia minimale c’è un insieme di decisioni architetturali molto interessanti.
Tutte le note di Files.md restano normali file di testo dentro cartelle leggibili anche fuori dall’app: se domani il progetto sparisse, i contenuti resterebbero comunque utilizzabili con Visual Studio Code, GitHub, Obsidian o qualsiasi editor Markdown. Il progetto insiste molto su questo concetto: bisogna sempre mantenere pieno controllo sui propri file e il software non deve diventare indispensabile per accedervi.
Come si installa Files.md
Per iniziare basta aprire il sito ufficiale di Files.md nel browser Chrome o Chromium compatibile. L’app funziona come PWA, quindi può essere installata direttamente dal browser senza scaricare pacchetti tradizionali. Quando compare il pulsante Installa files.md nella parte finale della barra degli indirizzi, basta cliccarci sopra e autorizzare l’installazione: l’app viene aggiunta come se fosse un programma desktop.
A questo punto esistono due modalità principali: la più semplice usa lo storage locale del browser. Files.md salva i dati direttamente sul dispositivo e può funzionare anche offline.
La seconda modalità è quella consigliata se si vogliono file realmente accessibili dal filesystem: l’app permette infatti di aprire una cartella locale del computer tramite le API File System Access.
In pratica, si crea una cartella qualsiasi, per esempio Appunti, si apre Files.md, si seleziona Open or create folder, si sceglie la directory: da quel momento tutte le note diventano normali file .md dentro quella cartella. È probabilmente la parte più importante del progetto. Non c’è un archivio nascosto da esportare; le note esistono davvero come file leggibili.
LLM e AI: perché il progetto insiste tanto su questi temi
Una parte della documentazione di Files.md potrebbe sembrare complicata perché parla continuamente di LLM (Large Language Models), llms.txt e codice “LLM-friendly“. Tradotto in termini semplici, Files.md vuole essere facile da comprendere anche per strumenti AI. L’idea è che un modello linguistico possa capire rapidamente come funzionano file, cartelle e convenzioni.
Per esempio, llms.txt descrive la struttura del knowledge base così che un agente AI possa orientarsi senza dover svolgere un’analisi complicata.
I modelli generativi, e a riconoscerlo è l’autore stesso di Files.md, possono aiutare a manipolare o organizzare i file ma il pensiero deve restare umano. L’AI non è un “prodotto finito”, è semplicemente uno strumento che deve essere usato con consapevolezza, per coadiuvare il lavoro delle persone.
Grazie alla struttura dei file, quanto prodotto e organizzato con Files.md può essere facilmente elaborato, ad esempio, con un modello AI in funzione in locale.
Sincronizzazione e privacy
Files.md funziona anche senza server centrale: se si vuole sincronizzare tutto tra dispositivi differenti esistono diverse possibilità.
È possibile usare Dropbox, Google Drive o iCloud sulla cartella locale, avvalersi del server self-hosted scritto in Go oppure utilizzare il servizio hosted ufficiale.
Il progetto include anche un bot Telegram per catturare rapidamente idee e note: si invia un messaggio e il testo viene automaticamente salvato nei file Markdown. È utile soprattutto durante riunioni, spostamenti o momenti in cui aprire l’interfaccia completa sarebbe troppo lento.
Può davvero sostituire Obsidian?
Per alcuni utenti sì; per altri no.
Chi usa Obsidian come piattaforma avanzata di produttività potrebbe trovare Files.md troppo essenziale; mancano molte funzioni evolute e il progetto è ancora in beta nonostante ben 5 anni di sviluppo continuo. Chi invece si sente stanco di plugin, template e sistemi sempre più elaborati potrebbe apprezzare proprio la semplicità radicale di Files.md.
Alla fine il progetto prova a riportare l’attenzione su una domanda molto concreta: il software sta aiutando davvero a pensare meglio oppure sta diventando un’altra attività da gestire?