Firefox dice addio a Windows 7 e Mozilla invita a passare a Linux

Mozilla terminerà il supporto di Firefox ESR su Windows 7 a febbraio 2026. Senza aggiornamenti di sicurezza, l’uso del sistema diventa ancora più rischioso. La fondazione inizia a consigliare la migrazione a Linux.

Il ciclo di vita di un browser Web è strettamente legato a quello dei sistemi operativi su cui viene eseguito, soprattutto quando la sicurezza diventa l’elemento discriminante per la sua manutenzione. Mozilla ha confermato che Firefox 115 ESR rappresenta l’ultima versione compatibile con Windows 7, Windows 8 e Windows 8.1, con fine degli aggiornamenti prevista proprio per febbraio 2026.

La decisione arriva dopo una lunga serie di proroghe che hanno esteso il supporto ben oltre la fine ufficiale del supporto Microsoft per questi sistemi, terminato a ottobre 2020 nel caso di Windows 7 e gennaio 2023 per Windows 8.x. In un contesto in cui Windows 7 rappresenta ormai circa l’1% delle installazioni globali, l’uscita di scena del browser segna la conclusione di un’era.

La fine del supporto ai sistemi operativi legacy mette la classica pietra tombale: il browser Web, infatti, costituisce una delle principali superfici d’attacco. Anche con un sistema vecchio, come Windows 7, ci si poteva permettere di usarlo (usando le dovute cautele) con la certezza di un browser solido e costantemente aggiornato. Ora non è più possibile farlo.

Firefox ESR 115: l’ultimo ponte tra il web moderno e i sistemi legacy

Mozilla ha confermato che Firefox 115 ESR sarà l’ultima versione del browser compatibile con Windows 7, Windows 8 e Windows 8.1. Il canale ESR (Extended Support Release) è progettato per ambienti aziendali e infrastrutture critiche che necessitano di stabilità e aggiornamenti di sicurezza prolungati senza l’introduzione continua di nuove funzionalità. In questo caso specifico, Firefox 115 ESR ha rappresentato una soluzione di compromesso per mantenere accesso al Web contemporaneo su un sistema operativo ormai fuori supporto da anni.

Mozilla aveva inizialmente pianificato la fine del supporto già per settembre 2024, ma ha esteso la finestra temporale per garantire una transizione meno traumatica agli utenti rimasti su piattaforme obsolete. Un’ulteriore estensione è stata annunciata nel 2025, a dimostrazione della presenza di una base utenti ancora attiva e dipendente da questo scenario.

La fine del supporto Microsoft e le implicazioni sulla sicurezza

Windows 7 ha potuto godere di una “vita allungata” grazie al programma ESU (Extended Security Updates), programma a pagamento che Microsoft ha mantenuto in piedi fino al 10 gennaio 2023. A partire da quella data, gli utenti non hanno più ricevuto alcun aggiornamento di sicurezza.

Come accennato in precedenza, l’utilizzo di un browser aggiornato come Firefox ESR ha permesso per un periodo limitato di mitigare parte dei rischi, grazie a patch lato applicativo per motori di rendering, sandbox e componenti di rete.

Fornitori come Acros Security (0patch) hanno poi continuato a rilasciare aggiornamenti di sicurezza non ufficiali per le principali vulnerabilità scoperte in Windows 7. Tra l’altro 0patch continuerà a correggere le lacune di sicurezza di Windows 7 addirittura fino al 2027.

Con la cessazione degli aggiornamenti per il browser Mozilla, viene meno uno dei principali strati di difesa. Senza correzioni per vulnerabilità critiche come buffer overflow nel motore Gecko o exploit nella gestione della memoria del motore JavaScript SpiderMonkey, l’esposizione ad attacchi Web-based aumenta in modo significativo. Il problema non riguarda solo la navigazione, ma anche la gestione dei certificati TLS, la compatibilità con nuovi standard crittografici e la resistenza a tecniche di phishing avanzato.

Alternative non supportate e rischi dei browser non aggiornati

Chrome e Microsoft Edge hanno abbandonato il supporto a Windows 7 e Windows 8.x già da tempo, lasciando Firefox come unica opzione mainstream.

L’eventuale passaggio a versioni non aggiornate di altri browser comporta la mancanza di patch per vulnerabilità zero-day e l’impossibilità di ricevere aggiornamenti per componenti fondamentali come WebRTC, WebAssembly e il supporto alle API di sicurezza moderne.

L’utilizzo di browser non aggiornati su sistemi non supportati crea un contesto in cui le protezioni come il sandboxing dei processi, l’isolamento dei siti e i meccanismi di protezione contro exploit di tipo use-after-free o heap spraying diventano inefficaci. In assenza di aggiornamenti, anche le blacklist di certificati compromessi e i sistemi di blocco dei contenuti malevoli smettono di essere affidabili.

Transizione a nuovi sistemi: Windows 10, Windows 11 e Linux

Mozilla invita esplicitamente gli utenti a migrare verso sistemi operativi più recenti. Windows 10, pur essendo ancora utilizzabile, è ormai entrato nella fase finale del proprio ciclo di vita, con il supporto mainstream già terminato e la fine degli aggiornamenti di sicurezza ESU gratuiti prevista a breve termine (ottobre 2026). Windows 11 rappresenta la piattaforma Microsoft attuale, ma richiede requisiti hardware stringenti come il modulo TPM 2.0 e CPU compatibili.

Per hardware più datato, la fondazione suggerisce una transizione verso distribuzioni Linux. Molte di queste includono Firefox come browser predefinito e garantiscono aggiornamenti costanti tramite repository ufficiali.

Distribuzioni come Ubuntu LTS, Debian o Linux Mint permettono di prolungare la vita operativa di macchine non compatibili con Windows 11, offrendo al contempo un ambiente sicuro e aggiornato. In un altro articolo abbiamo visto cosa cambia tra Windows e Linux.

Per approfondire il tema del passaggio da Windows a Linux suggeriamo la lettura del nostro articolo dedicato, con cui invitiamo a una valutazione attenta di compatibilità hardware, disponibilità dei software professionali e abitudini operative.

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