La presenza della eSIM o del supporto 5G non garantisce che uno smartphone possa collegarsi senza problemi alle reti mobili di Stati Uniti, Canada, Giappone o altri Paesi extraeuropei. Un dispositivo può accettare una eSIM, mostrare il logo 5G nelle specifiche e avere perfino una certificazione FCC, ma restare privo di alcune frequenze essenziali oppure non riuscire a effettuare chiamate sulla rete visitata.
Prima della partenza bisogna verificare separatamente quattro elementi: compatibilità radio del telefono, accordi di roaming dell’operatore italiano, funzionamento del VoLTE in roaming e condizioni economiche applicate alla linea.
Identificare il modello esatto del telefono
Il nome commerciale dello smartphone non è sufficiente: modelli venduti con la stessa denominazione possono utilizzare configurazioni radio differenti in Europa, USA, Cina, India o Giappone. La prima operazione consiste quindi nell’annotare il codice modello e l’IMEI.
Su Android il codice modello si trova generalmente accedendo a Impostazioni, Informazioni sul telefono. L’IMEI può essere visualizzato digitando *#06#
Su iPhone bisogna accedere alle impostazioni quindi scegliere Info nella sezione Generali.
Occorre cercare una sigla precisa, non soltanto il nome commerciale dello smartphone: le lettere finali e la variante commerciale aiutano a distinguere l’edizione globale da eventuali versioni destinate ad altri mercati.
È opportuno salvare codice modello e IMEI anche in una nota offline o in una schermata acquisita prima della partenza. Se il telefono non si collega, queste informazioni servono per contattare l’operatore italiano o verificare la compatibilità con una SIM locale.
Recuperare le bande ufficialmente supportate
Il passaggio successivo consiste nel consultare la scheda tecnica ufficiale del produttore. Le bande 4G sono indicate con la lettera B, per esempio:
B2, B4, B12, B20, B66
Le bande 5G utilizzano invece la lettera n:
n2, n41, n71, n77, n78
La verifica non deve limitarsi al 5G. In molti Paesi il telefono utilizza ancora il 4G come rete di riferimento, per la copertura di base, per la segnalazione e, in alcune configurazioni, anche durante il passaggio tra diverse aree. Un telefono con diverse bande 5G ma poche bande LTE locali può quindi mostrare buone prestazioni in una zona coperta, ad esempio, da n77 e perdere completamente la rete appena si allontana dal centro urbano.
Confrontare le bande con quelle del Paese e dell’operatore
Servizi come FrequencyCheck e Kimovil possono automatizzare il confronto tra le frequenze supportate dallo smartphone e bande effettivamente utilizzate dagli operatori locali. Provate, ad esempio, su Kimovil a selezionare Italy e poi United States: potreste trovare indicazioni molto variabili per il vostro modello di smartphone.
Una percentuale come “LTE 50% – 3 bande su 6” non significa che il telefono avrà il 50% della copertura nel Paese specificato. Indica soltanto che il database ha individuato 3 bande comuni sulle 6 attribuite agli operatori di telecomunicazioni.
Le bande, inoltre, non hanno tutte lo stesso valore. Quelle a bassa frequenza coprono generalmente aree più ampie e penetrano meglio negli edifici; le frequenze più alte permettono di gestire più traffico e velocità superiori, ma raggiungono distanze inferiori.
Negli USA, per esempio, l’assenza di LTE B12, B13 o B71 può avere un impatto importante sulla copertura, anche quando FrequencyCheck mostra una corrispondenza complessiva apparentemente discreta. Un telefono dotato di supporto per B2, B4 e B66 potrebbe funzionare nei centri urbani, ma incontrare maggiori difficoltà in zone rurali, edifici, autostrade e aree periferiche.
Bisogna quindi aprire il dettaglio del singolo operatore e annotare:
- bande 4G coincidenti;
- bande 5G coincidenti;
- bande a bassa frequenza mancanti;
- rete effettivamente utilizzata dagli operatori virtuali;
- eventuali dati obsoleti presenti nel database.
La certificazione FCC
La presenza di un FCC ID nella sezione Certificazione dello smartphone rappresenta un segnale utile: indica che la specifica configurazione radio usata dal telefono è stata sottoposta al processo di autorizzazione previsto dalla Federal Communications Commission (FCC) per il mercato statunitense. Cercando la sigla nel database FCC è possibile consultare documentazione tecnica, frequenze testate e rapporti relativi alle emissioni radio.
La certificazione FCC, però, non garantisce che il telefono supporti tutte le bande usate negli USA, che venga accettato dagli operatori locali o che VoLTE e roaming funzionino correttamente. Va quindi considerata un’indicazione favorevole, non una prova definitiva di compatibilità.
La stessa osservazione vale per altri Paesi che dispongono di analoghe autorità e di meccanismi di certificazione riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
Perché il controllo IMEI non certifica il roaming
Gli strumenti per la verifica del supporto sulla rete di un qualunque telefono tramite IMEI (esempio: checker AT&T, T-Mobile, Verizon per gli Stati Uniti) servono principalmente a stabilire se un dispositivo può essere attivato direttamente sulla rete americana con una SIM dell’operatore d’Oltreoceano. Non verificano in modo definitivo ciò che accadrà con una SIM italiana in roaming.
Quando si arriva negli USA con una SIM italiana, il percorso è differente:
telefono ⇒ SIM italiana ⇒ operatore italiano ⇒ accordo di roaming ⇒ rete USA
Un IMEI accettato per un’attivazione locale da parte dell’operatore USA non garantisce che il provider della SIM italiana abbia un accordo con quello specifico operatore.
Il checker IMEI resta utile come indicazione aggiuntiva, soprattutto se si pensa di acquistare una SIM fisica locale. Non deve però essere considerato il test definitivo per il roaming internazionale. Operatori come AT&T forniscono anche un elenco di smartphone certificati per la propria rete.
Chiedere all’operatore italiano quali reti saranno disponibili
Il roaming deve risultare abilitato anche lato operatore: l'”interruttore” presente sullo smartphone autorizza soltanto l’uso dei dati su una rete estera. Se il gestore ha bloccato il roaming internazionale sulla linea, la SIM potrebbe non registrarsi affatto oppure non utilizzare alcuni servizi. Prima della partenza bisogna quindi controllare sia l’area clienti o l’assistenza dell’operatore, sia le impostazioni della SIM sul telefono.
Il controllo più importante va perciò svolto con l’operatore che ha emesso la SIM.
Prima di partire bisogna verificare:
- se il roaming extra-UE è attivo sulla linea (qualora si viaggiasse verso una meta situata fuori dai confini europei);
- quali reti partner risultano disponibili nel Paese;
- se sono supportati 4G e 5G;
- se le chiamate funzionano tramite VoLTE roaming;
- se è possibile selezionare manualmente più reti;
- quali tariffe o pacchetti si applicano.
La domanda da rivolgere all’assistenza:
Con la mia offerta e la mia SIM, quali operatori posso utilizzare in roaming in [NOME PAESE]? Sono disponibili dati LTE o 5G e chiamate VoLTE? Il mio modello di telefono è supportato?
È consigliabile ottenere la risposta per iscritto, tramite chat, email o area clienti. In caso di problemi all’estero sarà più facile ricostruire le condizioni dichiarate dall’operatore.
TIM, per esempio, pubblica pagine dedicate alla copertura 4G e 5G in roaming e indica per ciascun Paese la disponibilità del 5G/4G su vari operatori partner. Tale informazione riguarda il servizio TIM e non può essere automaticamente estesa alle SIM di altri operatori italiani.
Controllare VoLTE roaming, non soltanto il VoLTE nazionale
Il progressivo spegnimento delle reti 2G e 3G rende le chiamate vocali uno degli aspetti più delicati. Il fatto che lo smartphone utilizzi VoLTE in Italia non garantisce che possa usarlo anche in roaming. Devono essere infatti compatibili: telefono, firmware, profilo dell’operatore italiano, rete visitata, accordo VoLTE tra i due operatori.
GSMA mette bene in evidenza che un dispositivo perfettamente funzionante in VoLTE sulla rete nazionale può non supportare la stessa modalità durante il roaming, a causa di configurazioni, profili o accordi mancanti.
Il problema può presentarsi in diversi modi:
- la connessione Internet funziona, ma le chiamate non partono;
- il telefono riceve SMS ma non le telefonate;
- durante una chiamata lo smartphone perde la rete dati;
- il dispositivo rimane registrato al 4G ma mostra un errore durante la composizione;
- le chiamate di emergenza non seguono il comportamento atteso.
Prima di partire conviene aprire le impostazioni della SIM e verificare che la voce VoLTE, Chiamate 4G o Usa VoLTE sia attiva. Alcuni telefoni non mostrano l’opzione perché il servizio è gestito automaticamente dal profilo operatore. Un test nazionale non certifica il funzionamento fuori dai confini, ma permette almeno di verificare che VoLTE sia operativo con la propria SIM e il firmware in uso sullo smartphone.
Verificare le condizioni economiche prima di abilitare il roaming dati
Fuori dall’Unione Europea non si applica automaticamente il principio “Roam Like at Home“. Le tariffe possono prevedere pacchetti dedicati, costi giornalieri, soglie ridotte oppure addebiti a consumo.
Bisogna controllare:
- costo di attivazione del pacchetto;
- data di decorrenza;
- durata;
- quantità di traffico inclusa;
- costo oltre soglia;
- chiamate ricevute;
- SMS;
- tethering;
- rinnovo automatico;
- nazioni comprese nell’offerta.
Alcune opzioni si attivano al primo utilizzo, anche con pochi kilobyte scambiati in background. Un’app meteo, la sincronizzazione delle fotografie o il controllo della posta possono quindi causare l’addebito della tariffa giornaliera.
Prima di salire sull’aereo è prudente lasciare disattivato il roaming dati: lo si abiliterà soltanto dopo avere verificato il messaggio di benvenuto dell’operatore e le condizioni applicate.
Preparare correttamente lo smartphone
Non conviene installare un aggiornamento importante sullo smartphone poche ore prima della partenza senza poter verificare il funzionamento del telefono. Meglio completare l’operazione alcuni giorni prima.
Nelle impostazioni della rete mobile bisogna controllare:
- Tipo di rete preferito: 5G/4G/3G/2G automatico, oppure 5G/4G automatico.
- Selezione rete: automatica.
- Roaming dati: inizialmente disattivato.
- VoLTE o chiamate 4G: attivo.
- Wi-Fi Calling: attivo, se disponibile.
- APN: annotato o acquisito con una schermata.
È utile memorizzare l’APN dell’operatore italiano. Normalmente viene configurato automaticamente, ma un cambio SIM, un reset delle impostazioni di rete o un profilo errato potrebbe impedire l’accesso a Internet. Non bisogna modificare l’APN preventivamente senza motivo: è sufficiente conservare i parametri per poterli eventualmente ripristinare in caso di necessità.
Una SIM molto vecchia può inoltre creare problemi con servizi 4G, 5G, VoLTE o roaming internazionale: prima del viaggio conviene verificare con l’operatore se la scheda debba essere sostituita.
Preparare una seconda possibilità di connessione
Affidarsi a una sola SIM è rischioso, soprattutto quando il telefono non supporta tutte le bande del Paese visitato.
Tra le alternative possibili, è possibile valutare l’attivazione di una seconda SIM italiana di un altro operatore, una eSIM da viaggio, una SIM fisica locale, un telefono di riserva.
Prima di acquistare una eSIM bisogna verificare che il telefono la supporti davvero: sono tanti i telefoni in commercio che, per esempio, permettono l’inserimento di più SIM fisiche ma non prevedono la compatibilità con le eSIM.
Quando si sceglie una eSIM da viaggio bisogna controllare anche:
- rete locale utilizzata;
- disponibilità del 5G;
- tethering;
- instradamento del traffico;
- latenza;
- numero telefonico incluso oppure servizio solo dati;
- attivazione immediata o al primo collegamento;
- validità del pacchetto.
È preferibile installare il profilo eSIM in Italia, senza attivare il traffico sulla nuova linea fino all’arrivo. In questo modo è possibile verificare che il QR code di abilitazione sia accettato e che il profilo compaia correttamente nel telefono.
Come selezionare manualmente un’altra rete
Quando la registrazione automatica non riesce, una volta arrivati a destinazione, è possibile portarsi in Impostazioni, Rete mobile, SIM, Operatore o Selezione rete. Dopo aver disattivato la selezione automatica, si deve attendere la scansione delle reti disponibili.
A questo punto si può provare una rete alla volta. I possibili risultati sono:
- registrazione completata;
- rete vietata;
- impossibile connettersi;
- sola emergenza;
- registrazione temporanea senza dati.
Una rete visibile nell’elenco non è necessariamente utilizzabile: il telefono può rilevarla, ma la SIM italiana potrebbe non essere autorizzata a registrarsi. Dopo ogni tentativo riuscito occorre verificare separatamente dati, SMS e chiamate. Se una rete consente l’uso della rete Internet ma non delle chiamate, vale la pena provare un altro partner.
eSIM del proprio operatore italiano ed eSIM da viaggio
Se si porta all’estero uno smartphone equipaggiato con una eSIM rilasciata da un operatore italiano, si applicano le stesse regole di una SIM fisica.
Il roaming deve quindi essere abilitato sulla linea, l’operatore italiano deve avere accordi con i provider del Paese visitato (o alcuni di essi), il telefono deve supportare le bande locali, il piano deve includere o consentire dati, chiamate e SMS, per le chiamate può servire il supporto VoLTE roaming.
Il passaggio da SIM fisica a eSIM non migliora la compatibilità radio e non cambia gli accordi di roaming.
Molte eSIM acquistate per USA, Giappone o altri Paesi sono solo dati. Consentono quindi: navigazione Internet; messaggistica tramite WhatsApp, Signal o Telegram; chiamate tramite WhatsApp, FaceTime, Teams o altre applicazioni; talvolta tethering e 5G.
Spesso, però, non forniscono un numero telefonico tradizionale; chiamate attraverso la normale app Telefono; ricezione di chiamate; SMS; ricezione di codici di verifica via SMS; chiamate di emergenza gestite come una normale linea locale. In questo caso è possibile chiamare via Internet, ma non effettuare una normale chiamata cellulare mediante il dialer del telefono.
Come verificare tecnicamente il VoLTE prima della partenza
Non è possibile simulare completamente il roaming rimanendo in Italia, ma si possono eliminare alcuni dubbi. Prima di tutto bisogna verificare che il telefono utilizzi realmente il VoLTE sulla rete italiana.
VoLTE significa “Voice over LTE” e consente di effettuare le normali chiamate telefoniche attraverso la rete 4G, anziché obbligare lo smartphone a passare temporaneamente al 2G o al 3G. Oltre a migliorare generalmente la qualità audio e a ridurre i tempi necessari per avviare una chiamata, VoLTE permette di mantenere attiva la connessione dati 4G durante la conversazione. La sua importanza cresce nei Paesi, come gli Stati Uniti, dove molte reti 3G sono state dismesse (come in Italia): senza VoLTE, un telefono può riuscire a navigare in LTE o 5G ma non essere in grado di effettuare o ricevere chiamate tradizionali.
Il supporto tecnico del telefono, tuttavia, non basta. VoLTE deve essere abilitato dall’operatore, riconosciuto dal firmware e correttamente configurato tramite il profilo della SIM. Quando si viaggia all’estero serve inoltre il VoLTE roaming, cioè la possibilità di usare la voce su rete 4G anche attraverso l’operatore straniero sulla cui rete la SIM si registra temporaneamente.
La procedura da seguire
Durante una chiamata, in Italia:
- disattivare il Wi-Fi;
- controllare che il telefono sia collegato in 4G o 5G;
- avviare una chiamata telefonica;
- osservare l’indicatore della rete.
Se durante la conversazione il telefono resta in 4G o 5G e la connessione Internet continua a funzionare, VoLTE nazionale è probabilmente attivo. Se passa a 2G, la chiamata non sta utilizzando il VoLTE. Il test dimostra soltanto che telefono, firmware e SIM gestiscono la voce LTE in Italia. Non certifica il VoLTE roaming negli altri Paesi
Su alcuni telefoni Android è possibile ottenere informazioni aggiuntive tramite il menu diagnostico aperto con la digitazione del codice seguente:
*#*#4636#*#*
Il codice non funziona su tutti i modelli e alcune voci possono essere nascoste dal produttore. Nella schermata “Info telefono” si possono trovare indicazioni sulla registrazione IMS (indica che lo smartphone è riuscito a collegarsi alla piattaforma dell’operatore) e sullo stato VoLTE.
Conclusioni
Stabilire in anticipo se uno smartphone funzionerà davvero all’estero richiede più di una semplice verifica del supporto eSIM, del 5G o delle bande radio. La compatibilità completa nasce dall’incrocio tra hardware del telefono, configurazione software, accordi di roaming dell’operatore italiano, disponibilità del VoLTE sulla rete visitata e condizioni economiche applicate alla linea.
FrequencyCheck, Kimovil e i checker IMEI degli operatori locali restano strumenti utili, ma rispondono soltanto a una parte del problema. I primi verificano soprattutto la compatibilità teorica delle frequenze; i secondi indicano generalmente se il dispositivo può essere attivato direttamente sulla rete straniera. Nessuno dei due può garantire, da solo, che una SIM italiana riesca a navigare, inviare SMS ed effettuare chiamate in roaming.
L’obiettivo è ridurre al minimo le incognite: una verifica svolta con metodo permette di capire se il telefono possiede l’hardware necessario, se la SIM può registrarsi sulle reti locali, se le chiamate VoLTE hanno concrete possibilità di funzionare e se l’uso dei dati comporterà costi sostenibili.