Il modello POS-RT introduce un obbligo di associazione logica tra strumenti di pagamento elettronici e sistemi di certificazione dei corrispettivi, finalizzato a rafforzare i controlli di coerenza. L’adempimento non richiede un collegamento fisico tra dispositivi né interventi strutturali sui sistemi di cassa o di pagamento.
Per anni questi due ambiti hanno viaggiato su binari paralleli: da una parte la cassa e i processi fiscali, dall’altra il mondo POS e le infrastrutture di pagamento. Con l’entrata in vigore dell’obbligo di collegamento logico tra strumenti di pagamento elettronici e sistemi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, questa separazione tradizionale è diventata oggetto di maggiore coordinamento dichiarativo.
Il POS-RT non impone una riprogettazione dei sistemi: introduce un passaggio di configurazione e controllo che rende più stringente la coerenza tra pagamenti elettronici e certificazione dei corrispettivi.
Nell’ottica di una sempre più spiccata digitalizzazione dei processi, si collocano soluzioni di fiscalizzazione progettate come servizi software, integrabili nei sistemi di cassa senza dipendenza da hardware dedicato. fiskaly, azienda europea specializzata in soluzioni di fiscalizzazione cloud, lavora proprio in questa direzione, offrendo infrastrutture software e API pensate per software house, vendor POS e system integrator che devono affrontare requisiti normativi in continua evoluzione.
Attiva su più mercati europei, fiskaly si propone come interlocutore tecnico per chi sviluppa sistemi di pagamento e di cassa, offrendo supporto in un quadro regolatorio sempre più coordinato e in costante trasformazione.

Collegamento POS-RT: associazione tra pagamenti elettronici e certificazione dei corrispettivi
POS e registratori telematici hanno storicamente operato come sistemi separati: l’uno tracciava le transazioni, l’altro registrava i corrispettivi. Con le nuove regole, l’abbinamento tra strumenti di pagamento elettronici e sistema di certificazione dei corrispettivi diventa un requisito di controllo più stringente.
Il processo, culminato nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025 e nelle previsioni della Legge di Bilancio 2025, rafforza la verificabilità della coerenza tra incassi elettronici e documenti commerciali tramite una procedura di associazione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, senza introdurre un dialogo tecnico tra POS e registratore telematico.
Dal controllo sui corrispettivi alla coerenza tra incassi e dati fiscali
Se l’invio giornaliero dei corrispettivi è ormai uno standard dal 2019, il nuovo assetto normativo rafforza i meccanismi di controllo e riconciliazione tra informazioni di incasso e certificazione dei corrispettivi. Il quadro normativo comprende due direttrici: da un lato l’obbligo POS-RT, attuato con le regole operative definite dall’Agenzia delle Entrate; dall’altro l’evoluzione della trasmissione dei corrispettivi anche tramite soluzioni software, introdotta da interventi normativi separati. Nel POS–RT, il punto centrale è l’associazione univoca dello strumento di pagamento al sistema di certificazione dei corrispettivi.
L’obiettivo dello Stato è quello di monitorare la coerenza tra il gettito IVA dichiarato e i flussi finanziari tracciabili, in un contesto in cui i pagamenti digitali hanno già superato l’uso del contante a livello aggregato.
Il modello POS-RT nasce proprio nel contesto descritto in precedenza. L’obbligo di collegamento logico tra strumenti di pagamento elettronici e registratori telematici impone che i flussi di incasso siano correttamente associati alla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, secondo le modalità definite dall’Agenzia delle Entrate.
Non è richiesto un collegamento tecnico tra dispositivi né uno scambio dati in tempo reale tra POS e RT. L’adempimento consiste nell’associazione informatica, effettuata tramite i servizi dell’area riservata, tra i dati identificativi dello strumento di pagamento e il sistema di certificazione dei corrispettivi.
Come spiegato nel webinar fiskaly in tema di POS-RT, uno degli aspetti più importanti delle “nuove regole” è che il collegamento previsto non è “fisico”, ma appunto logico. Ciò significa che non si parla di “collegare un device a un altro”, ma di rendere correttamente correlabili identità digitali, registrazioni e flussi che saranno poi incrociati a livello centrale.
Scadenze e soggetti interessati
L’obbligo di collegamento logico tra POS e sistema di certificazione dei corrispettivi riguarda la maggior parte degli esercenti che utilizzano un registratore telematico e accettano pagamenti elettronici. Rientrano quindi nel perimetro dell’adempimento commercianti, attività di ristorazione, bar, artigiani e professionisti che emettono documenti commerciali.
Sono invece esclusi i soggetti non tenuti alla certificazione dei corrispettivi, le attività che operano esclusivamente tramite fatturazione e le categorie per le quali sono già previste specifiche esenzioni normative. Tra queste rientrano, ad esempio, alcune attività ambulanti o operazioni svolte in contesti caratterizzati da assenza di connettività stabile, come stabilito dai decreti ministeriali del 2019.
Chi è coinvolto e come prepararsi all’adempimento
La preparazione all’adempimento non comporta interventi strutturali sui sistemi, ma richiede una verifica preventiva dell’adeguatezza degli strumenti in uso. È opportuno accertarsi che il registratore telematico sia aggiornato alle specifiche più recenti e in grado di supportare correttamente i flussi di trasmissione previsti, mentre per i POS è necessaria la conformità alle specifiche tecniche definite dagli operatori e dall’Amministrazione finanziaria, senza che sia richiesto alcun collegamento diretto tra i dispositivi.
Un’attenzione particolare va riservata anche agli aspetti operativi. La corretta gestione delle operazioni di cassa — come resi, annulli e storni — assume infatti un ruolo centrale nel mantenere la coerenza tra pagamenti elettronici e documenti fiscali. In questo contesto, l’utilizzo di servizi di fiscalizzazione software dedicati, come quelli sviluppati da fiskaly, può agevolare il controllo dei flussi fiscali e una gestione più ordinata delle operazioni, riducendo il rischio di disallineamenti e semplificando le attività di verifica.
Con la messa a disposizione del nuovo applicativo dell’Agenzia delle Entrate nell’area “Fatture e Corrispettivi”, attesa per marzo 2026, è prevista una finestra di 45 giorni per completare l’associazione; l’inosservanza può comportare sanzioni comprese tra 1.000 e 4.000 euro.
Le indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate
Le istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate chiariscono in modo esplicito un punto fondamentale del nuovo adempimento: il collegamento tra POS e sistema di certificazione dei corrispettivi non prevede alcuna connessione tecnica o fisica tra i dispositivi utilizzati nel punto vendita.
L’obbligo si concretizza attraverso un’associazione di natura dichiarativa, effettuata tramite un servizio online messo a disposizione nell’area riservata del portale dell’Agenzia. L’operazione consiste nell’abbinare, a livello informatico, il registratore telematico – già presente in Anagrafe Tributaria – agli strumenti di pagamento elettronico intestati all’esercente.
La procedura è strutturata come un percorso guidato: accedendo alla propria area riservata, direttamente o tramite un intermediario, l’esercente può consultare l’elenco dei dispositivi di pagamento elettronico a lui riconducibili, i cui dati sono stati trasmessi in precedenza all’Amministrazione finanziaria dagli operatori dei servizi di pagamento. L’associazione avviene quindi senza interventi sui sistemi di cassa o sui terminali POS.
Qualora la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi dovessero avvenire mediante una soluzione software, anziché tramite un registratore telematico fisico, l’abbinamento tra POS e sistema fiscale è effettuato direttamente all’interno della stessa procedura applicativa.
Il contesto europeo e i rischi delle soluzioni rigide
Al di là del singolo adempimento POS-RT, il trend regolatorio europeo spinge verso una digitalizzazione più ampia della compliance fiscale.
In questo quadro, POS-RT rappresenta un tassello di controllo; le scelte architetturali (modularità, API, servizi cloud) diventano invece centrali quando la compliance fiscale viene implementata o estesa sullo strato software, perché incidono su manutenzione, scalabilità e adattabilità normativa.
Il percorso avviato con POS-RT si inserisce in un contesto europeo in cui il controllo fiscale tende a spostarsi progressivamente verso modelli digitali basati su interoperabilità, tracciabilità e integrità dei dati. Pur con differenze tra i singoli Stati membri, la direzione comune è quella di una maggiore cooperazione tra sistemi di pagamento, software gestionali e infrastrutture fiscali.
Per chi sviluppa soluzioni POS o software di cassa, lo scenario rende sempre meno sostenibili approcci rigidi o fortemente dipendenti dall’hardware. Architetture progettate solo per rispondere a un singolo obbligo nazionale rischiano di diventare rapidamente un vincolo, soprattutto in presenza di aggiornamenti normativi frequenti o di un’estensione verso altri mercati.
Da qui l’importanza di soluzioni tecniche scalabili e modulari, capaci di adattarsi nel tempo senza riscritture strutturali.
È su questa esigenza che si basa l’approccio di fiskaly, che ha costruito la propria offerta come un insieme di servizi di fiscalizzazione software pensati per rispondere a normative diverse — dalla Germania alla Spagna, dall’Austria all’Italia — mantenendo un modello di integrazione coerente. Un’impostazione che consente di gestire la compliance come componente stabile dell’architettura.
Scalabilità e modularità come requisiti architetturali
In termini pratici, la scalabilità non riguarda solo la capacità di gestire un numero crescente di punti cassa o volumi di transazioni più elevati. Riguarda soprattutto la possibilità di assorbire cambiamenti normativi, tecnici e operativi senza dover ripensare l’intera architettura. In un contesto europeo frammentato, significa poter isolare la logica fiscale dal resto dell’applicazione, intervenendo su singoli componenti quando cambiano specifiche, requisiti di sicurezza o modalità di trasmissione dei dati.
La modularità diventa quindi un requisito progettuale fondamentale. Separare in modo chiaro il livello di pagamento, il software di cassa e i servizi di fiscalizzazione consente di ridurre l’accoppiamento tra i sistemi e di limitare l’impatto degli aggiornamenti normativi. Un approccio di questo tipo facilita anche l’estensione verso nuovi mercati, dove requisiti e tempistiche possono essere diversi, ma la struttura di base resta la stessa.
Investire in architetture scalabili e modulari significa trasformare la compliance da fattore di rischio a componente governabile del sistema, riducendo il costo del cambiamento e migliorando la capacità di risposta a scenari normativi in continua evoluzione.
E non serve immaginare un futuro remoto: molte piattaforme di compliance europee sono già costruite come servizi cloud integrabili, proprio per evitare che ogni aggiornamento normativo si traduca in una riscrittura da zero di interi progetti.
Dal registratore al cloud: come funziona la fiscalizzazione via software
Con l’evoluzione del quadro normativo e l’introduzione delle specifiche per la fiscalizzazione cloud, il registratore telematico non è più l’unico punto di riferimento per la gestione dei corrispettivi. Prende forma un modello in cui la memorizzazione e la trasmissione dei dati fiscali può essere gestita direttamente dal software di cassa.
È importante distinguere il POS-RT dalla fiscalizzazione via software: la possibilità di trasmettere corrispettivi tramite servizi software non è richiesta dal collegamento POS-RT e segue un percorso normativo autonomo.
SIGN IT e il modello di fiscalizzazione via software
È su questo presupposto che si basa fiskaly SIGN IT, soluzione cloud pensata per consentire l’invio dei corrispettivi telematici via software, senza l’utilizzo di registratori telematici fisici. L’integrazione avviene tramite API (Application Programming Interface), permettendo ai sistemi POS e ai software gestionali di comunicare direttamente con il portale dell’Agenzia delle Entrate e di generare documenti commerciali conformi con le normative vigenti.
Dal punto di vista operativo, l’approccio cambia in modo significativo. La trasmissione dei corrispettivi avviene in tempo reale, riducendo la necessità di riconciliazioni successive e offrendo un controllo più diretto sulle transazioni.
L’assenza di hardware fiscale dedicato consente inoltre di ridurre costi di acquisto, manutenzione e aggiornamento, spostando la complessità all’interno dello stack software.
fiskaly ha previsto un percorso di adozione graduale. SIGN IT lite rappresenta il primo livello: una soluzione pensata per scenari semplici e volumi contenuti, che opera esclusivamente online e permette di avviare rapidamente la fiscalizzazione in cloud.
Da qui è possibile evolvere verso SIGN IT, la versione completa e omologata, progettata per gestire contesti più complessi, volumi elevati e garantire continuità operativa anche in assenza temporanea di connettività.
Per software house, vendor POS e system integrator, adottare soluzioni di questo tipo significa gestire la compliance fiscale come componente software, con integrazioni via API e processi più governabili nel tempo.
Come un layer di fiscalizzazione software può semplificare la gestione
Nel percorso di digitalizzazione della fiscalità (distinto dall’adempimento POS–RT), soluzioni di fiscalizzazione cloud come quelle sviluppate da fiskaly diventano rilevanti dal punto di vista tecnico. L’approccio adottato è quello di separare in modo netto la logica applicativa del punto cassa dalla gestione della compliance fiscale, spostando quest’ultima su servizi software dedicati e integrabili via API.
In questo modo, la governance dei processi risulta più chiara: il POS e il software di cassa continuano a gestire l’operatività, mentre la fiscalizzazione è demandata a un layer specializzato, progettato per evolvere insieme alla normativa.
Dal punto di vista del modello dati, le soluzioni fiskaly sono pensate per gestire in modo strutturato la relazione tra transazioni di pagamento e corrispettivi fiscali. La trasmissione automatica e diretta verso l’Agenzia delle Entrate riduce la necessità di riconciliazioni successive e consente di mantenere una tracciabilità coerente anche in presenza di annulli, resi o rimborsi, limitando una delle principali aree di complessità per chi sviluppa.
Sul piano architetturale, l’integrazione via API consente di evitare soluzioni rigide o fortemente legate all’hardware. Così si possono affrontare modifiche alle specifiche tecniche o ai flussi di trasmissione intervenendo su singoli componenti, senza impatti sull’intero stack applicativo.
Infine, le soluzioni più evolute come fiskaly SIGN IT sono progettate per garantire la gestione delle operazioni anche in caso di indisponibilità temporanea della rete, assicurando il recupero e la corretta trasmissione dei corrispettivi una volta ripristinata la connettività. Responsabilità che in passato erano demandate ai dispositivi RT sono assorbite dal software, in maniera controllabile e verificabile.
Conclusioni
Il percorso delineato dal modello POS-RT e dall’apertura alla fiscalizzazione via software mostra con chiarezza che il cambiamento in atto non è circoscritto a una singola scadenza normativa.
POS-RT rafforza la verificabilità della coerenza tra pagamenti elettronici e certificazione dei corrispettivi. Su un piano parallelo, la fiscalizzazione via software sposta parte della gestione fiscale sullo strato applicativo, aprendo a modelli più flessibili.
Software house, vendor POS e system integrator hanno la possibilità concreta, non solo di adeguarsi alle nuove regole, ma soprattutto di dotarsi di soluzioni capaci di assorbire un quadro normativo destinato a evolvere ancora. In questo contesto, scalabilità, modularità e separazione delle responsabilità diventano requisiti imprescindibili.
L’esperienza maturata a livello europeo dimostra che la compliance fiscale può essere affrontata come un software ben congegnato che evolve nel tempo, anziché come una successione di interventi emergenziali. È in questa direzione che si muovono piattaforme come fiskaly SIGN IT, che interpretano la fiscalizzazione non come un vincolo isolato, ma come una componente architetturale integrata nei flussi di pagamento.
Il concetto di POS-RT appare sempre più come un punto di partenza: il primo tassello di un modello in cui pagamenti e dati fiscali richiedono una gestione sempre più coerente e verificabile, con scelte tecniche che dipendono dal modello adottato. Per chi sviluppa oggi, comprendere e anticipare questa evoluzione significa costruire sistemi più solidi, sostenibili e “a prova di futuro”.
In collaborazione con fiskaly