FreeRDP 3.32 introduce Microsoft Entra su Linux

FreeRDP 3.32 porta Microsoft Entra su Linux, migliora RemoteApp e sicurezza RDP e aggiunge novità per Wayland, USB e webcam.
FreeRDP 3.32 introduce Microsoft Entra su Linux

FreeRDP 3.32.0 porta una novità rilevante per chi usa Linux come client per accedere a sistemi Windows: l’integrazione Microsoft Entra arriva nei client SDL e xfreerdp, affiancata da interventi su RemoteApp, periferiche e sicurezza.

Il progetto open source implementa il Remote Desktop Protocol e viene utilizzato per stabilire sessioni verso computer Windows da sistemi Unix-like. La release è stata pubblicata il 23 settembre 2026 e introduce anche un percorso sperimentale per l’accelerazione video tramite FFmpeg.

L’interesse per l’autenticazione Entra nasce dalla crescente integrazione tra identità aziendale e accesso remoto: Microsoft supporta infatti l’autenticazione Entra nelle connessioni RDP verso dispositivi Windows compatibili, con condizioni precise legate alla configurazione del computer remoto.

Entra arriva nei client Linux di FreeRDP

Il cambiamento principale riguarda l’autenticazione. FreeRDP integra il supporto seamless a Microsoft Entra e Azure nei client SDL e xfreerdp, ma il funzionamento richiede la disponibilità degli appositi helper binaries. Non basta quindi aggiornare il client per ottenere automaticamente ogni funzione legata all’identità Microsoft: anche i componenti presenti sulla distribuzione e la configurazione del servizio remoto concorrono al risultato.

La novità si inserisce in un panorama Linux nel quale Microsoft mette a disposizione il Microsoft Identity Broker, componente che permette di utilizzare credenziali Entra per ottenere Single Sign-On tra applicazioni e risorse supportate. La documentazione Microsoft indica inoltre che il nome utilizzato per la connessione RDP deve corrispondere all’hostname registrato in Entra e risultare raggiungibile tramite rete; l’accesso diretto mediante indirizzo IP non è supportato per il relativo flusso di autenticazione. Sono vincoli importanti soprattutto nelle reti aziendali, dove DNS, identità del dispositivo e policy di accesso devono risultare coerenti.

FreeRDP interviene anche sull’esperienza RemoteApp. Il client SDL introduce il supporto RAIL di base in beta per X11 e Wayland, consentendo di integrare singole applicazioni Windows nel desktop Linux senza mostrare necessariamente l’intera sessione remota. Il client xfreerdp riceve inoltre correzioni dedicate alle finestre RemoteApp, tra cui un intervento contro il ridimensionamento inatteso. Sul piano multimediale, l’accelerazione hardware passa da un’implementazione limitata a VA-API a un approccio generico basato su FFmpeg, ancora considerato sperimentale a causa delle possibili differenze tra driver grafici.

Sicurezza e periferiche ricevono interventi mirati

La release dedica attenzione anche ai dispositivi inoltrati attraverso RDP. La redirezione RDPEUSB corregge la gestione della corrispondenza tra indici e numeri delle interfacce USB, con l’obiettivo di aumentare la compatibilità con periferiche che prima potevano non funzionare correttamente. Per le webcam, RDPECAM interrompe invece il flusso quando il sistema remoto non richiede più frame: il comportamento evita che una videocamera continui a risultare attiva dopo la chiusura dell’applicazione Windows che la utilizzava.

Sul versante del protocollo, FreeRDP implementa completamente l’Early User Authorization Result PDU. Un’autorizzazione negata può così produrre un errore di autenticazione specifico invece di essere interpretata come un generico problema di rete. Anche il proxy introduce una modifica rilevante: la politica predefinita dei certificati passa da un modello che li accetta salvo rifiuto a uno che li nega salvo accettazione esplicita. Le configurazioni esistenti che dipendono dal comportamento precedente richiedono quindi una revisione.

Il progetto segnala infine numerosi interventi contro violazioni del protocollo e potenziali exploit, sviluppati attraverso revisioni del codice e segnalazioni di sicurezza. Per gli amministratori, il valore della release non si limita quindi alle nuove funzioni: l’aggiornamento richiede di verificare compatibilità, autenticazione, policy dei certificati e componenti disponibili sul sistema client.

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