Google "frena" gli adblocker: aggiornamenti delle estensioni ritardate

Adblocker, la nuova mossa di Google per evitare i blocchi pubblicitari in attesa dell'introduzione del temuto Manifest V3.
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La guerra tra Google e gli adblocker sta proseguendo a colpi di mosse e contromosse.

Le misure restrittive attuate dal colosso di Mountain View nel corso dello scorso mese di ottobre non sembrano aver scalfito le estensioni che bloccato le pubblicità. In tal senso, Google sembra intenzionata a vietare gli aggiornamenti indipendenti delle estensioni. A quanto pare, si parla di un vero e proprio sospensione degli update, con una verifica che potrebbe richiedere da diverse ore a più settimane.

Come da prassi, in questo caso, è da chiedersi quale sarà la contromossa degli adblocker, sempre pronti a trovare nuove tecniche per aggirare gli annunci.

A tal proposito, Google sembra aver trovato un modo per evitare qualunque tipo di problema, integrando gli annunci negli stessi video rendendo impossibile separare il contenuto vero e proprio dalla pubblicità. Secondo Krzysztof Modras, director of product engineering di Ghostery, per Google è di vitale importanza trovare il modo per evitare blocchi pubblicitari, adottando tecniche che vanno dai filtri DNS a quelli di rete.

Aggiornamenti delle estensioni ritardate? Con Manifest V3 potrebbe finire l’era degli adblocker

Il futuro passaggio (si parla di giugno 2024) da Manifest V2 a Manifest V3 da parte di Chrome, dovrebbe segnare una svolta in questo lungo botta e risposta. Quest’ultimo infatti, è già stato criticato per penalizzare la flessibilità delle estensioni, aumentando il controllo di Google sulle stesse. Per Modras, questa introduzione potrebbe essere fatale per gli adblocker come oggi vengono conosciuti.

Al giorno d’oggi infatti, questi funzionano attraverso elenchi creati da community open source, con aggiornamenti che hanno cadenza spesso anche giornaliera. Con Manifest V3, gli sviluppatori dovranno passare dai filtri di Google prima di ogni update, rendendo praticamente impossibile tale pratica.

Nonostante questa introduzione, distante solo pochi mesi, dovrebbe definitivamente eliminare le possibilità di blocco, è facile immaginare come l’utenza potrebbe cercare di trovare altre vie per cercare di aggirare i limiti imposti da Google.

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