Google sta lavorando a una nuova funzione per il Play Store che potrebbe risolvere uno dei problemi più trascurati dell’ecosistema Android: la presenza di app abbandonate o rimosse dal catalogo ufficiale ma ancora installate sui dispositivi degli utenti.
Un’analisi del codice dell’ultima versione del Play Store, condotta da Android Authority tramite APK teardown, ha individuato riferimenti a un sistema di notifiche dedicato alle app eliminate dallo store. La funzione non è ancora attiva pubblicamente, ma i segnali nel codice sono chiari. Fino a oggi le applicazioni rimosse continuavano spesso a restare installate senza alcuna segnalazione, anche in presenza di problemi di sicurezza o violazioni delle policy.
Come dovrebbe funzionare il sistema di notifiche
Le stringhe individuate nella versione 46.5.19-31 del Play Store fanno riferimento a notifiche dedicate e a una nuova sezione informativa per le app non più presenti nel catalogo ufficiale. Alcune includono esplicitamente la dicitura “removed from Google Play“.
Secondo quanto emerso dall’analisi, il sistema potrebbe mostrare alert automatici all’interno del Play Store oppure notifiche push direttamente sul dispositivo, con possibili raccomandazioni di app alternative per sostituire il software rimosso.
Google non ha ancora chiarito quali criteri attiveranno l’avviso. Le casistiche sono diverse: app rimosse per malware, software eliminati volontariamente dagli sviluppatori, applicazioni non più compatibili con le policy vigenti o account publisher sospesi.
La distinzione è rilevante perché la rimozione dal Play Store non implica automaticamente che l’app sia pericolosa. In alcuni casi gli sviluppatori eliminano semplicemente prodotti vecchi o non più mantenuti, senza rischi concreti per gli utenti. Vale anche la precisazione tecnica: Google utilizza spesso rollout server-side per attivare gradualmente le nuove funzioni, quindi il codice individuato potrebbe restare inattivo per settimane o mesi prima della distribuzione reale.
Una mossa coerente con la strategia di sicurezza di Android
La nuova funzione si inserisce in una direzione precisa che Google segue da anni. Android 11 aveva già introdotto il reset automatico dei permessi per le app inutilizzate; Android 14 ha rafforzato le restrizioni sulle API legacy e sugli APK destinati a versioni molto vecchie del sistema operativo. Parallelamente, Google Play Protect esegue scansioni continue delle applicazioni installate, inclusi gli APK sideloaded da fonti esterne.
Il problema delle app abbandonate è concreto: un’applicazione può continuare a funzionare per anni anche dopo la sparizione dal Play Store, portando con sé librerie vulnerabili, SDK pubblicitari datati e permessi eccessivi che nel tempo possono diventare vettori di attacco.
Nel 2024 Google dichiarò di aver bloccato milioni di app potenzialmente dannose prima della pubblicazione e sospeso centinaia di migliaia di account sviluppatore legati ad attività fraudolente. Le notifiche sulle app rimosse rappresenterebbero il passaggio successivo logico: non limitarsi a ripulire il catalogo, ma informare direttamente chi usa ancora quel software sul proprio dispositivo Android, con un impatto reale soprattutto sugli utenti meno esperti.