La rivoluzione del multitasking su smartphone si fa concreta con l’arrivo della modalità split screen per Gemini su Android.
Una trasformazione che segna un passo deciso verso l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle applicazioni, riducendo drasticamente la necessità di cambiare app e rendendo il flusso di lavoro molto più fluido e immediato. In questo scenario, Google mostra ancora una volta la sua capacità di anticipare le esigenze degli utenti, portando una funzionalità avanzata prima disponibile solo su dispositivi a grande schermo anche sui normali smartphone.
Al centro di questa novità c’è la possibilità di richiamare una sovrapposizione di Gemini direttamente all’interno di qualsiasi app, senza dover interrompere ciò che si sta facendo. Basta trascinare verso l’alto la barra dei prompt per attivare la vista condivisa: lo schermo si divide tra l’assistente e l’applicazione in uso, offrendo un’esperienza di multitasking davvero senza precedenti.
Questo approccio era già stato testato con successo su dispositivi come Pixel Tablet e Pixel Fold, ma la vera svolta arriva ora con l’estensione ai modelli più diffusi, tra cui il Pixel 8 Pro e il Pixel 9, grazie alla versione beta dell’app Google (16.35.63.sa.arm64 beta).
Perché la modalità split screen di Gemini è così utile?
L’utilità della modalità split screen si manifesta in modo evidente durante le attività quotidiane. Se si sta scrivendo una mail, Gemini può offrire suggerimenti stilistici o proporre revisioni senza mai uscire dall’app di posta.
Quando si affrontano testi lunghi, l’assistente è in grado di estrarre automaticamente i punti chiave o di sintetizzare intere sezioni, agevolando la comprensione e la produttività. Nelle conversazioni di chat, invece, l’AI può suggerire risposte perfettamente contestualizzate, adattandosi al tono e al contenuto del thread in corso. Tutto ciò contribuisce a eliminare i fastidiosi passaggi tra un’app e l’altra, migliorando sensibilmente la fluidità dell’esperienza d’uso.
Dal punto di vista tecnico, la nuova funzione si basa su un sistema di overlay che mantiene il contesto dell’applicazione attiva, consentendo a Gemini di interagire in tempo reale con i contenuti visualizzati. Tuttavia, il rilascio è ancora in fase graduale: non tutte le app e i dispositivi sono già compatibili, e l’accesso è limitato agli utenti beta e a specifici modelli come il Pixel 8 Pro e il Pixel 9.
Secondo quanto dichiarato da Google attraverso il suo blog ufficiale e i primi test indipendenti, si tratta di un primo passo verso una presenza sempre più pervasiva dell’AI all’interno del sistema operativo Android.
Una delle sfide più rilevanti riguarda la compatibilità con le applicazioni di terze parti. Per permettere a Gemini di offrire suggerimenti sempre più pertinenti e contestualizzati, gli sviluppatori dovranno adottare nuove API e interfacce in grado di abilitare un dialogo più profondo tra l’assistente e i contenuti delle app.
Inoltre, la gestione delle risorse hardware resta un nodo cruciale, soprattutto su smartphone meno performanti: l’efficacia della modalità split screen dipenderà anche dall’ottimizzazione dell’interfaccia e dalla capacità di mantenere prestazioni elevate senza incidere negativamente sull’esperienza utente.
Sul fronte della privacy, Google sottolinea come l’integrazione dell’assistente all’interno delle app possa ridurre la dispersione dei dati tra interfacce separate. Tuttavia, per gli utenti più attenti alla riservatezza, rimane essenziale capire in che modo i dati vengono trattati: se l’elaborazione avviene localmente sul dispositivo o se i dati transitano sui server di Google, e quali informazioni vengono eventualmente memorizzate in modo temporaneo. La trasparenza su questi aspetti sarà fondamentale per conquistare la fiducia degli utenti e garantire un utilizzo consapevole delle nuove funzionalità.