Google starebbe valutando una modifica significativa allo spazio cloud gratuito del suo account standard.
Alcuni utenti hanno segnalato su Reddit una nuova schermata di registrazione con soli 5 GB disponibili, invece dei tradizionali 15 GB condivisi tra Gmail, Drive e Foto.
La modifica non riguarda ancora tutti i profili e sembra legata a una fase di test, ma il segnale è inequivocabile: la gestione dello storage gratuito si sta facendo più restrittiva. Google non aggiorna questa soglia dal 2013, quando i 15 GB rappresentavano un vantaggio competitivo netto rispetto ad Apple iCloud.
Come funziona oggi lo storage Google
L’account Google utilizza un sistema di archiviazione condivisa: Gmail, Drive e Foto consumano la stessa quota. Un allegato pesante, un backup Android o una libreria fotografica sincronizzata incidono tutti sullo stesso limite. Dal giugno 2021 anche le immagini caricate in modalità “Storage Saver” rientrano nel conteggio. Superati i 15 GB gratuiti, entra in gioco Google One, il servizio in abbonamento con piani da 100 GB fino a diversi terabyte.
Stando alle informazioni circolate nelle ultime ore, i nuovi account potrebbero partire da 5 GB, sbloccando i 15 GB completi solo associando un numero di telefono verificato al profilo. Una misura che servirebbe a Google anche per ridurre spam, account usa-e-getta e registrazioni automatizzate tramite bot, oltre ad abilitare meccanismi di sicurezza come l’autenticazione a due fattori e il recupero dell’account.
Perché la riduzione potrebbe arrivare adesso
I motivi principali sono due: costi infrastrutturali e pressione dell’Intelligenza Artificiale. Conservare dati su scala globale richiede investimenti enormi in data center, replica geografica, raffreddamento e alimentazione. Nel frattempo il peso medio dei file personali è cresciuto esponenzialmente: video 4K, backup di WhatsApp, sincronizzazioni automatiche delle foto hanno moltiplicato il consumo di spazio per utente.
A questo si aggiunge l’espansione delle funzioni AI. Google sta integrando Gemini all’interno di Workspace, Foto e Drive, con elaborazioni che aumentano i costi operativi complessivi dell’ecosistema cloud consumer, anche al di là dello spazio fisicamente archiviato.
Una riduzione a 5 GB avvicinerebbe Google all’offerta base di Apple iCloud, ferma da anni allo stesso limite. Microsoft include invece 5 GB su OneDrive, ma integra quote molto più ampie negli abbonamenti Microsoft 365.
Chi rischia di essere coinvolto
Le segnalazioni attuali riguardano esclusivamente i nuovi account. Non ci sono indicazioni concrete su una riduzione immediata per i profili già attivi: un intervento del genere provocherebbe problemi seri, tra sincronizzazioni bloccate e backup interrotti. Google potrebbe quindi applicare il nuovo schema solo agli account creati dopo una certa data, contenendo i costi senza compromettere la base utenti esistente.