Il Codacons accusa Libero e Virgilio: svaniscono le mail

Il Codacons, nota associazione impegnata nella difesa dei diritti dei consumatore e dell'ambiente, è scesa sul piede di guerra puntando l'indice contro Libero e Virgilio.

Il Codacons, nota associazione impegnata nella difesa dei diritti dei consumatore e dell’ambiente, è scesa sul piede di guerra puntando l’indice contro Libero e Virgilio. Con un comunicato diramato nel corso della mattinata, il Codacons ha spiegato di aver presentato due esposti, uno alla Procura della Repubblica di Roma, l’altro a quella di Milano chiedendo che venga fatta chiarezza sui comportamenti di Libero e Virgilio nella gestione della posta elettronica in arrivo.

Dal Codacons si portano all’attenzione della magistratura, le tante segnalazioni degli iscritti all’associazione e dei semplici simpatizzanti che non si sarebbero più visti recapitare, da tempo, le comunicazioni e gli aggiornamenti spediti via e-mail. Si tratta dei messaggi informativi che il Codacons periodicamente invia e che, ad oggi, non arriverebbero nelle caselle e-mail degli utenti di Libero e Virgilio.

È “una situazione che danneggia pesantemente l’associazione dei consumatori, la quale per la sua attività quotidiana necessita di inviare comunicazioni e aggiornamenti via mail a più destinatari (ad esempio sullo stato delle class action, sugli sviluppi di azioni collettive, ecc…)“, si legge nella nota pubblicata dal Codacons che avanza l’ipotesi dell’inserimento dei server usati dall’associazione in qualche blacklist.

I portavoce dell’associazione parlano di ripetuti tentativi di dialogo con Italiaonline, marchio che dallo scorso mese di febbraio torna a raggruppare – sotto un unico ombrello – tutte le attività online di Libero e di Matrix S.p.A.

Al momento non si conoscono elementi tecnici che permettano di avanzare delle ipotesi sui disagi segnalati dal Codacons. Una delle principali verifiche che dovrebbero essere effettuate è l’eventuale inserimento dei server SMTP utilizzati per l’invio delle e-mail nelle varie blacklist antispam. La procedura è molto semplice: si può ad esempio visitare il sito MX Toolbox e digitare, nell’apposita casella di ricerca, blacklist: seguito dall’indirizzo IP del server SMTP che si utilizza abitualmente.
Molto interessante anche il servizio SenderScore che restituisce preziose informazioni sulla reputazione di un server di posta.

Solitamente il fornitore del servizio di posta elettronica non cancella mai le e-mail rilevate come spam ma, a seconda delle preferenze impostate dall’utente o delle impostazioni di default, le marca con l’indicatore “SPAM” oppure, al limite, le sposta nella cartella della posta indesiderata. Da verificare ciò è accaduto nel caso di Libero e Virgilio.

Aggiornamento: Italiaonline ci ha inviato il suo commento in merito all'”affaire Codacons”: “in merito al comunicato diramato in data 21 marzo 2013 dal Codacons, Italiaonline comunica che dalle verifiche effettuate ad oggi non risultano essere state ricevute per le vie preposte né domande di assistenza/chiarimenti da parte del Codacons stesso, né segnalazioni di utenti email @virgilio.it e @libero.it che lamentano la mancata ricezione di comunicazioni da parte dell’Associazione.

Entrando nel merito del problema che sembra emergere dalla comunicazione diramata, Italiaonline precisa altresì che pur utilizzando i migliori standard di mercato, che prevedono l’impossibilità di inviare una stessa mail contemporaneamente a più di un certo numero di destinatari a protezione dallo spam indesiderato dei propri utenti – come è giusto che sia e certamente in linea con la filosofia del Codacons stesso e del suo ruolo di garanzia della qualità dei servizi – questi non impattano sugli strumenti utilizzati da chi necessita di effettuare invii massivi professionali.

Ciò detto, Italiaonline ha già contattato i vertici dell’Associazione con l’obiettivo di offrire tutta la disponibilità ad approfondire la questione“.

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