Intel porta XeSS nei giochi Windows su Linux: Proton fa un altro salto avanti

Intel propone quattro patch per abilitare XeSS con accelerazione XMX nei giochi Windows eseguiti tramite Proton su Linux. Ecco le modifiche tecniche e i vantaggi attesi.
Intel porta XeSS nei giochi Windows su Linux: Proton fa un altro salto avanti

Chi utilizza Linux per giocare conosce bene Proton, il livello di compatibilità sviluppato da Valve che permette di eseguire numerosi videogiochi Windows senza installare il sistema operativo Microsoft. La compatibilità con le API grafiche DirectX è migliorata enormemente, ma alcune funzionalità avanzate delle GPU continuano a presentare limitazioni. È il caso di Intel XeSS, tecnologia di “super risoluzione” che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per aumentare le prestazioni dei videogiochi senza rinunciare eccessivamente alla qualità delle immagini.

Presentata nel 2022 insieme alle prime schede grafiche Intel Arc, XeSS si è progressivamente evoluta fino alla famiglia XeSS 3, che comprende anche tecnologie per la generazione dei fotogrammi e la riduzione della latenza. Sotto Linux, tuttavia, l’esecuzione dei giochi Windows attraverso Proton non permette di sfruttare tutte le capacità hardware delle GPU Intel, soprattutto le unità specializzate nei calcoli matriciali.

La situazione potrebbe cambiare grazie a una serie di modifiche presentate il 19 ottobre 2026 da un ingegnere Intel. Le nuove patch, già disponibili su GitHub per la revisione, puntano a introdurre in Steam Play e Proton il supporto all’accelerazione XeSS tramite le unità XMX delle GPU Intel Arc.

La soluzione Intel: collegare libxess.dll di Windows alla libreria Linux libxess.so

Il componente centrale dell’intervento è una nuova implementazione integrata in Wine della libreria libxess.dll. Wine costituisce una delle basi tecnologiche di Proton e consente alle applicazioni Windows di utilizzare servizi e interfacce compatibili con quelli del sistema operativo Microsoft.

La proposta, pubblicata dall’ingegnere Intel Damian Tomczak, introduce un meccanismo piuttosto interessante: intercettare le chiamate XeSS effettuate dal gioco attraverso Direct3D 12 e inoltrarle alla libreria nativa Linux libxess.so.

Il videogioco continua quindi a utilizzare le API XeSS previste per Windows, senza richiedere modifiche al proprio codice. Dall’altra parte, Proton si occupa di utilizzare l’implementazione Linux, che può accedere al percorso di accelerazione XMX attraverso Vulkan e i driver compatibili.

Le interfacce Direct3D 12 utilizzano oggetti e risorse GPU differenti da quelli di Vulkan: occorre quindi coordinare dispositivi, comandi e risorse senza perdere la corrispondenza tra quanto richiesto dal gioco e quanto eseguito effettivamente dalla scheda grafica.

Intel sfrutta a tale scopo l’interfaccia di interoperabilità di VKD3D-Proton, il componente che traduce le chiamate Direct3D 12 in operazioni Vulkan. L’obiettivo è permettere a XeSS di lavorare sul dispositivo Vulkan già impiegato per il rendering del gioco, evitando di creare un percorso grafico separato e incompatibile con le risorse esistenti.

Proton sceglierà automaticamente quale libreria XeSS utilizzare

Intel non propone di sostituire indiscriminatamente tutte le librerie XeSS distribuite con i videogiochi, ma di adottare un comportamento selettivo.

Secondo il codice proposto, Proton cerca innanzitutto una libreria libxess.so indicata esplicitamente dall’utente attraverso l’apposita variabile d’ambiente; se non trova una libreria nel percorso specificato, controlla la directory contrib della propria installazione e successivamente i percorsi delle librerie di sistema.

Proton confronta anche la versione major.minor della libreria Linux con quella della DLL XeSS distribuita dal gioco, ricavata dalle informazioni di versione del componente Windows: l’implementazione nativa può prendere il posto di quella originale soltanto se soddisfa il requisito di versione previsto.

Se il controllo fallisce oppure libxess.so non è disponibile, Proton continua a utilizzare la DLL fornita dal videogioco. Il codice rispetta inoltre le eventuali impostazioni esplicite dell’utente.

Cosa cambia davvero per i videogiochi su Linux e SteamOS

Se Valve e gli altri manutentori accetteranno le modifiche, il vantaggio principale riguarderà i sistemi Linux equipaggiati con GPU Intel dotate di unità XMX (unità hardware specializzate delle GPU Intel Arc, progettate per accelerare i calcoli matriciali utilizzati dall’intelligenza artificiale), comprese le architetture Arc compatibili.

La possibilità di utilizzare il percorso accelerato potrebbe ridurre il costo computazionale della ricostruzione delle immagini rispetto all’implementazione generica.

Il beneficio potenziale è particolarmente interessante alle risoluzioni elevate: un videogioco impostato a 2560 x 1440 pixel, per esempio, può utilizzare XeSS in modalità Quality per renderizzare internamente a una risoluzione inferiore, lasciando all’algoritmo il compito di ricostruire l’immagine finale. Secondo i fattori di scala documentati da Intel, il preset Quality di XeSS-SR utilizza un rapporto di circa 1,7 tra risoluzione di uscita e risoluzione interna su ciascun asse.

Le unità XMX possono accelerare proprio la fase di ricostruzione, rendendo più conveniente l’impiego della tecnologia. Un miglioramento nell’esecuzione dell’upscaler, comunque, non si traduce automaticamente in un incremento equivalente degli FPS: il risultato complessivo dipende dal peso del rendering, dalla CPU, dal driver e dal tempo necessario per elaborare ogni fotogramma.

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