I primi aggiornamenti cumulativi Microsoft per Windows 11 del 2026 hanno riportato al centro del dibattito un tema che accompagna il sistema operativo ormai da diversi cicli di rilascio: la qualità e l’affidabilità degli update di questo tipo. Non si tratta di bug marginali o di imperfezioni cosmetiche, ma di problemi strutturali che hanno inciso su due funzionalità fondamentali: l’ibernazione, lo spegnimento del sistema e l’accesso remoto tramite Desktop remoto.
Aggiornamenti cumulativi e regressioni critiche
L’aggiornamento cumulativo KB5073455, distribuito il 13 gennaio 2026 per Windows 11 23H2, ha introdotto una grave problema sulle edizioni Enterprise e IoT del sistema operativo che utilizzano Protezione firmware nella finestra Sicurezza di Windows. In scenari normali, la procedura di arresto o ibernazione dovrebbe portare allo spegnimento completo della macchina; in questo caso, invece, il sistema entra in un ciclo di riavvio forzato. Dal punto di vista architetturale, il problema è particolarmente delicato perché coinvolge componenti di sicurezza a basso livello, progettati proprio per garantire l’integrità della catena di avvio.
Negli ambienti aziendali, dove lo spegnimento programmato e l’ibernazione sono spesso parte di policy energetiche o di sicurezza, un comportamento di questo tipo non è solo fastidioso, ma potenzialmente dannoso. Server di test, postazioni VDI e dispositivi industriali basati su Windows IoT si sono trovati in uno stato operativo imprevisto, con conseguenze su consumi, manutenzione e conformità.
Desktop remoto e autenticazione compromessa
Parallelamente, un secondo bug ha colpito gli utenti che si servono di connessioni di Desktop remoto. Dopo l’installazione degli aggiornamenti di gennaio, diversi utenti hanno riscontrato l’impossibilità di autenticarsi tramite applicazioni di accesso remoto, incluse le connessioni basate sul client Windows e i servizi cloud come Azure Virtual Desktop e Windows 365. Il problema si manifestava con la mancata richiesta delle credenziali, bloccando di fatto l’accesso ai desktop remoti.
Questo tipo di errore è particolarmente critico nel contesto attuale, in cui il lavoro ibrido e remoto rappresenta uno standard operativo. La catena di autenticazione, che coinvolge componenti locali, servizi cloud e policy di sicurezza centralizzate, deve essere estremamente stabile. Una rottura in uno di questi passaggi rende inutilizzabili intere infrastrutture, con impatti diretti sulla produttività.
Aggiornamenti out-of-band e reazione di Microsoft
Di fronte alla gravità delle segnalazioni, Microsoft ha rilasciato aggiornamenti out-of-band, KB5077744 e KB5077797, distribuiti tramite Windows Update.
Le due patch correttive ripristinano il corretto comportamento dello spegnimento sui sistemi con Protezione firmware attivata e risolvono i problemi di connessione e autenticazione remota su un ampio spettro di piattaforme, che includono Windows 11 (23H2, 24H2 e 25H2), Windows 10 (21H2 e 22H2), oltre a Windows Server 2019, 2022 e 2025.
L’uso di aggiornamenti out-of-band è indicativo della severità del problema: si tratta di rilasci non pianificati, pensati per intervenire rapidamente su bug che non possono attendere il ciclo mensile standard.
Un problema ricorrente di qualità
Questi episodi non sono isolati. Negli ultimi mesi, Windows 11 è stato interessato da una serie di regressioni significative: Task Manager che non si chiude correttamente saturando le risorse di sistema, Esplora file che acceca gli utenti con schermate bianche in modalità scura, fino a bug nel Windows Recovery Environment che rendevano inutilizzabili le opzioni di ripristino. Tutti segnali di un processo di validazione che, pur passando dal programma Insider, sembra non intercettare scenari d’uso reali, soprattutto in contesti enterprise complessi.