La tastiera QWERTY non è morta: perché nel 2026 tornano smartphone con tasti fisici

Dopo anni di dominio assoluto del touchscreen, la tastiera fisica QWERTY riemerge come soluzione a una frustrazione reale.
La tastiera QWERTY non è morta: perché nel 2026 tornano smartphone con tasti fisici

Per quasi vent’anni il mercato degli smartphone ha seguito una traiettoria apparentemente irreversibile: superfici in vetro sempre più grandi, input esclusivamente touch e tastiere virtuali elevate a standard universale. In questo contesto, il telefono QWERTY con tastiera fisica sembrava una specie estinta, sacrificata sull’altare del touchscreen capacitivo introdotto dall’iPhone. Eppure, nel 2026, qualcosa si muove sotto la superficie del mercato mobile.

Non si tratta del ritorno di BlackBerry, nonostante gli sforzi di appassionati che da anni provano a “resuscitare” vecchi modelli con chip moderni, più RAM, USB-C e batterie maggiorate. Il punto non è il revival di un marchio, ma la riemersione di un’idea: la tastiera fisica come risposta a una frustrazione concreta, non solo come feticcio nostalgico.

Il fallimento silenzioso della tastiera virtuale

Dopo un lungo dominio del touch, la tastiera software mostra crepe sempre più evidenti. Errori di digitazione, autocorrezioni aggressive, predizioni discutibili e una sensazione diffusa di peggioramento dell’esperienza, soprattutto su iOS, stanno trasformando la scrittura in un esercizio di pazienza.

Scrivere richiede intenzione, presenza, gesto consapevole. Ed è proprio questo desiderio che torna a rendere attraenti le tastiere fisiche per una fascia crescente di utenti.

CES 2026: segnali deboli, ma convergenti

Il primo vero segnale arriva dal CES 2026, dove Clicks ha annunciato Clicks Communicator, un telefono con tastiera QWERTY pensato esplicitamente come “secondo dispositivo”. L’idea è radicale nella sua semplicità: un telefono dedicato quasi esclusivamente alla messaggistica — SMS, instant messaging, email, Slack — proposto a circa 500 dollari.

Clicks Communicator

La scelta è audace e, al tempo stesso, problematica. Portarsi dietro un secondo telefono solo per scrivere meglio è una proposta inevitabilmente di nicchia, soprattutto a quel prezzo. Non a caso, al CES non era presente un’unità funzionante ma solo un mockup. Tuttavia, il Communicator colpisce perché non prova a essere tutto: accetta la propria limitazione come valore progettuale.

Quasi in parallelo, Unihertz ha anticipato il Titan 2 Elite: anche qui la tastiera fisica è centrale, ma inserita in un contesto più tradizionalmente “smartphone”.

Titan 2 Elite

Curiosamente, osservando i due dispositivi emergono somiglianze sospette: angoli arrotondati dello schermo, foro della fotocamera nella stessa posizione, proporzioni molto simili. Cambia la tastiera — più “a tasti separati” sul Communicator, più in stile BlackBerry sul Titan — ma il sospetto di una filiera hardware condivisa non è del tutto infondato.

La tastiera fisica come accessorio per lo smartphone moderno

Ancora prima, tuttavia, Clicks si era messa in mostra per la sua Clicks Keyboard Case, una cover con tastiera fisica progettata per iPhone. Non un’operazione vintage, ma un tentativo deliberato di reintrodurre la digitazione tattile in un ecosistema dominato dal vetro, senza costringere l’utente a rinunciare al proprio smartphone principale.

Clicks Keyboard Case

Il successo mediatico della Keyboard Case — soprattutto tra professionisti, creator e utenti “power” — ha dimostrato l’esistenza di una domanda latente: persone disposte ad accettare un dispositivo più ingombrante pur di scrivere meglio.

Un segnale ancora più interessante è arrivato con la Clicks Power Keyboard, tastiera esterna pensata non solo per smartphone, ma come strumento di input mobile più generale. Qui Clicks ha chiarito definitivamente la sua visione: la tastiera fisica non è un vezzo, ma un’interfaccia da ripensare in chiave moderna.

Clicks Power Keyboard

Non nostalgia, ma reazione

Il punto centrale non è il ritorno della tastiera QWERTY in sé, ma ciò a cui reagisce. Dopo anni di tastiere software sempre più invasive, di autocorrezioni approssimative e di interfacce pensate per favorire il consumo passivo, la tastiera fisica rappresenta una forma di resistenza. Non elimina le app moderne ma cambia il modo in cui vengono usate.

In questo senso, i prodotti Clicks sono particolarmente significativi: partono dall’accessorio, passano dalla tastiera esterna e arrivano al telefono. È una traiettoria opposta rispetto a quella storica del mercato, che aveva eliminato i tasti come primo passo verso la “modernità”.

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