I Paesi Bassi stanno sperimentando una piattaforma Linux pensata specificamente per le postazioni di lavoro della pubblica amministrazione.
Il progetto si chiama DAWO, acronimo di Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid, e nasce con l’obiettivo di ridurre le dipendenze tecnologiche senza limitarsi alla sostituzione del sistema operativo. La base scelta è NixOS, distribuzione costruita attorno al package manager Nix, mentre il resto dell’ambiente comprende strumenti per collaborazione, gestione e servizi cloud.
La sperimentazione è già entrata nella pratica attraverso iniziative coordinate dal ministero dell’Interno e dalla Vereniging van Nederlandse Gemeenten. Quattro comuni olandesi, tra cui Amsterdam, hanno partecipato a una prima prova su piccola scala. Il progetto si inserisce inoltre in una politica nazionale che considera autonomia e interoperabilità elementi della modernizzazione digitale della pubblica amministrazione.
DAWO porta NixOS nelle postazioni della pubblica amministrazione
La componente principale di DAWO utilizza NixOS, ma il progetto non coincide con una semplice distribuzione Linux personalizzata. Il repository ufficiale del ministero dell’Interno descrive una struttura modulare capace di costruire postazioni in modo automatico e riproducibile. Le configurazioni sono organizzate attraverso Nix e possono essere adattate alle esigenze di organizzazioni differenti. La piattaforma comprende inoltre livelli separati per il sistema di base, i profili dell’organizzazione e le singole macchine.
La gestione centralizzata è uno degli aspetti tecnici più interessanti. La documentazione del progetto prevede procedure per installare NixOS su hardware privo di sistema operativo e strumenti per distribuire successivamente gli aggiornamenti alla flotta. DAWO utilizza inoltre Secure Boot e prevede una gestione dichiarativa delle configurazioni, così che la definizione della macchina possa essere mantenuta sotto controllo insieme al codice.
L’ambiente non si ferma al desktop. Il progetto DAWO comprende infatti componenti dedicati a gestione delle macchine, cloud, identità e accessi, Intelligenza Artificiale e collaborazione. Per quest’ultima area il ministero sviluppa MijnBureau, una piattaforma open source che integra componenti provenienti da iniziative europee come La Suite, OpenDesk e Nextcloud. La scelta mostra quanto sia complesso sostituire una piattaforma proprietaria: il sistema operativo rappresenta soltanto uno degli elementi necessari a una postazione amministrativa completa.
La sperimentazione precede una possibile adozione più ampia
Il progetto non equivale ancora a una migrazione nazionale da Windows a Linux. La Digitale Overheid ha documentato una sperimentazione avviata da ‘s-Hertogenbosch, Zaanstad, Ede e Amsterdam insieme alla VNG, con l’obiettivo di raccogliere esperienza d’uso e verificare l’integrazione con i sistemi esistenti. La prova è prevista fino alla fine del 2026 e serve anche a capire quali categorie di dipendenti possano utilizzare per prime l’ambiente in produzione.
La spinta arriva anche da una politica più ampia sull’autonomia digitale. A luglio il governo olandese ha rafforzato le regole sull’uso dei servizi cloud da parte delle amministrazioni centrali, chiedendo di considerare dipendenze da singoli fornitori e rischi geopolitici. Per i servizi di posta elettronica e gestione documentale, il nuovo indirizzo sconsiglia il ricorso a cloud pubblici.
La sperimentazione permette quindi di valutare la questione su un piano più concreto rispetto al semplice confronto tra Windows e Linux. Compatibilità delle applicazioni, amministrazione delle postazioni, aggiornamenti, identità digitali e servizi collaborativi devono funzionare insieme. Anche la sostenibilità economica richiede una valutazione separata: l’uso di software open source non elimina i costi di sviluppo, supporto, gestione e formazione.