Il panorama della tecnologia immersiva aziendale sta vivendo un vero e proprio scossone: Meta ha annunciato una profonda revisione delle sue strategie nel settore della realtà virtuale, sancendo la fine dell’era Horizon Workrooms e una ridefinizione dell’impegno nel metaverso.
La decisione, comunicata attraverso numeri inequivocabili, si traduce in circa 1.000 licenziamenti nella divisione Reality Labs, la chiusura della piattaforma di collaborazione immersiva il 16 febbraio 2026 e lo stop alle vendite di Meta Quest e servizi aziendali a partire dal 20 febbraio dello stesso anno. Un cambio di rotta che segna una svolta per tutto il settore e costringe aziende e sviluppatori a ripensare le proprie strategie digitali.
Stop a Horizon Workrooms: i motivi della fine di un progetto
Horizon Workrooms era stata lanciata come una delle soluzioni più ambiziose per la collaborazione virtuale, con l’obiettivo di rivoluzionare le riunioni e gli spazi di lavoro tramite esperienze immersive in VR.
Tuttavia, la chiusura della piattaforma rappresenta una presa d’atto: la promessa di una trasformazione radicale delle dinamiche aziendali attraverso la realtà virtuale non ha trovato il riscontro sperato sul mercato. Questo cambio di passo coinvolge tutta la struttura di Reality Labs, divisione che negli ultimi anni aveva guidato l’innovazione nel campo della realtà aumentata e virtuale, ma che ora subisce una drastica riduzione del personale – pari al 10% – e la chiusura di numerosi studi di sviluppo.
Le conseguenze di questa scelta sono tangibili: progetti di punta come Supernatural, l’app fitness immersiva, e il videogioco Batman Arkham Shadow sono stati sospesi, segnando una netta inversione rispetto agli investimenti massicci degli ultimi anni. Questa riorganizzazione non si limita solo all’aspetto operativo, ma riflette un ripensamento strategico più ampio: Meta ora concentra le sue risorse su piattaforme considerate più accessibili e con un bacino d’utenza più ampio, come il mobile e gli smart glasses, tecnologie che hanno già dimostrato una maggiore penetrazione commerciale e un potenziale di crescita più concreto.
A delineare questa nuova traiettoria è stato Andrew Bosworth, CTO di Meta, che ha sottolineato la volontà dell’azienda di puntare su soluzioni che possano generare ritorni immediati e consolidare la presenza sul mercato. L’abbandono del settore dei visori immersivi per le imprese non è soltanto una questione di numeri, ma rappresenta una svolta culturale e strategica: si passa da un modello basato sull’innovazione a lungo termine e su scommesse tecnologiche rischiose, a un approccio più pragmatico, orientato a soddisfare le esigenze di mercati già maturi.
Che fine faranno i dati associati a Horizon Workrooms?
Sul piano operativo, le implicazioni per le aziende clienti sono significative. I dati associati a Horizon Workrooms verranno cancellati definitivamente il 16 febbraio 2026, mentre l’accesso ai Horizon services sarà garantito fino al 4 gennaio 2030, con le licenze che diventeranno gratuite dopo la chiusura ufficiale della piattaforma.
Per chi continuerà ad avere necessità di utilizzare monitor virtuali, rimarrà disponibile la funzione Meta Quest Remote Desktop, a testimonianza di un supporto limitato ma ancora presente per alcune funzionalità chiave.
La transizione verso nuove piattaforme collaborative, come Microsoft Teams, Zoom Workplace o Arthur, rappresenta una sfida non indifferente per le aziende che avevano investito risorse e competenze nella realtà virtuale. Oltre ai costi di riorganizzazione, molte realtà dovranno affrontare la perdita di know-how specializzato in VR aziendale e ridefinire processi consolidati, in un contesto in cui la portabilità dei dati e la continuità operativa diventano priorità urgenti.
Secondo gli analisti, la decisione di Meta è una risposta realistica alle difficoltà di monetizzazione e adozione della tecnologia VR nel contesto enterprise. La necessità di investimenti ingenti, unita a tempi di ritorno prolungati e a una domanda di mercato ancora limitata, ha portato a privilegiare settori come il mobile e gli smart glasses, dove l’ecosistema è già maturo e le opportunità di crescita sono più immediate. Questa riallocazione di risorse mira ad ampliare la base utenti sfruttando tecnologie già consolidate, piuttosto che insistere su scommesse ancora acerbe.