Un microcontrollore progettato in una stanza universitaria, sviluppato in un fine settimana e trasformato in uno dei componenti più influenti del mondo delle tastiere meccaniche wireless.
La storia di nice!nano racconta come strumenti open source, documentazione pubblica e una comunità tecnica specializzata possano generare un prodotto commerciale capace di superare il milione di dollari di fatturato. Il progetto nasce nel 2020 per iniziativa di Nick Winans, allora matricola universitaria, in un momento in cui il mercato delle tastiere DIY cresceva rapidamente ma le soluzioni wireless disponibili mostravano limiti evidenti: autonomia ridotta, latenza elevata, integrazioni complesse.
Dal chip nRF52840 alla compatibilità Pro Micro
I controller basati su ATmega32U4, come il diffuso Pro Micro, dominavano la scena DIY ma richiedevano moduli aggiuntivi per il Bluetooth e consumavano molta più energia rispetto alle piattaforme moderne. Dopo circa due mesi di ricerca tecnica, Winans ha scelto il chip nRF52840 di Nordic Semiconductor: supporto nativo a Bluetooth Low Energy, architettura ARM Cortex-M4F e consumi estremamente contenuti.
Lo sviluppo del PCB, realizzato con KiCad studiando la documentazione Nordic e i progetti nRFMicro e Adafruit Feather, si è concentrato sulla compatibilità con il footprint Pro Micro. Mantenere la stessa disposizione dei pin significava permettere la sostituzione del controller senza modificare le schede esistenti. I primi test hanno confermato il salto prestazionale: con una batteria da circa 110 mAh, nice!nano garantiva settimane di autonomia, contro i pochi giorni ottenibili con batterie da 2500 mAh sulle soluzioni precedenti.
Firmware, group buy e oltre 50.000 unità vendute
Un hardware efficiente richiedeva un firmware progettato per il wireless. La crescita di nice!nano ha coinciso con quella di ZMK, costruito sopra Zephyr RTOS, che ha consentito di sfruttare in modo più efficace il Bluetooth Low Energy, la gestione delle batterie e il supporto alle tastiere split. Nel tempo ZMK è diventato il riferimento per i progetti wireless della comunità DIY, con workflow basati su GitHub Actions per compilare il firmware senza toolchain locali.
Per finanziare la prima produzione, Winans ha optato per una group buy: obiettivo minimo 200 unità, limite massimo 1000. Tutte le unità sono andate esaurite in circa sette ore. Nei mesi successivi oltre 400 ordini sono stati preparati e spediti con il supporto della famiglia del fondatore, durante il periodo della pandemia. Quell’esperienza ha però evidenziato i rischi delle prevendite hardware: gestire fondi raccolti in anticipo e mantenere la fiducia degli acquirenti richiede una struttura che spesso supera la complessità della progettazione elettronica. Per questo motivo Winans ha abbandonato il modello delle group buy in favore di un inventario disponibile.
Un caso di studio per l’hardware open source
Le vendite complessive hanno superato le 50.000 unità, con ricavi oltre il milione di dollari. La natura open hardware ha consentito ad altri produttori di studiarne il design, dando vita a una nuova generazione di schede compatibili nRF52840.
Un caso concreto che dimostra come KiCad, documentazione tecnica pubblica e servizi di assemblaggio PCB accessibili abbiano abbassato la soglia d’ingresso alla progettazione elettronica indipendente.