NVIDIA porta DLSS 5 sulle RTX 40, ma con una limitazione

DLSS 5 arriverà anche sulle GeForce RTX 40: NVIDIA conferma il supporto e spiega controlli, modelli AI e integrazione nei giochi.
NVIDIA porta DLSS 5 sulle RTX 40, ma con una limitazione

NVIDIA ha confermato che DLSS 5 arriverà anche sulle GeForce RTX 40, correggendo almeno in parte la limitazione annunciata per il debutto della nuova tecnologia grafica.

La prima fase resta concentrata sulle RTX 50, che riceveranno ulteriori ottimizzazioni e aggiornamenti del modello nel corso dell’autunno 2026. Solo dopo NVIDIA lavorerà al supporto ufficiale delle GPU della generazione precedente.

La decisione arriva mentre alcuni modder hanno già fatto funzionare una versione trapelata di DLSS 5 su schede RTX meno recenti, comprese RTX 30 e RTX 20, ma con crash e prestazioni insufficienti per un utilizzo normale. Per i giocatori, inoltre, il sistema resterà inizialmente un semplice interruttore on/off.

DLSS 5 arriverà anche sulle RTX 40

La dichiarazione di NVIDIA introduce una distinzione importante tra compatibilità ufficiale e sperimentazione non autorizzata. L’azienda ha spiegato che la priorità attuale consiste nel perfezionare le prestazioni sulle GeForce RTX 50; terminata questa fase, inizierà il lavoro sulle RTX 40. Non esiste invece, al momento, una promessa analoga per RTX 30 e RTX 20.

I tentativi dei modder hanno dimostrato che il software può essere adattato a hardware precedente, ma The Verge segnala che sulle schede più vecchie l’esecuzione non offre un’esperienza realmente giocabile e può provocare numerosi arresti anomali.

DLSS 5 introduce un approccio più avanzato rispetto al semplice upscaling. I modelli neurali possono riconoscere automaticamente elementi della scena, distinguendo per esempio volti, tessuti e vegetazione, così da applicare elaborazioni differenti alle varie categorie di oggetti. Gli sviluppatori possono anche fornire informazioni direttamente dal motore grafico attraverso maschere dedicate. NVIDIA offre un plugin nativo per Unreal Engine 5 e relativi SDK, mentre l’elaborazione può essere applicata all’intero gioco oppure limitata a specifiche scene, sequenze cinematografiche o sezioni del gameplay.

Un altro dettaglio tecnico riguarda il funzionamento fotogramma per fotogramma. NVIDIA afferma che i modelli DLSS 5 operano su ogni frame e che non esiste quindi un framerate minimo necessario per attivare la tecnologia. Gli sviluppatori dispongono inoltre di controlli come Structure Intensity, Tone Intensity, selezione del modello, mascheratura automatica e mascheratura personalizzata per singolo pixel. Il livello di controllo disponibile in fase di sviluppo è quindi molto più ampio rispetto a quello previsto nell’interfaccia destinata agli utenti finali.

I giocatori non avranno accesso a tutti i controlli

Per chi utilizza il gioco, NVIDIA prevede inizialmente un comando molto più semplice: DLSS 5 sarà attivabile o disattivabile tramite un toggle.

I parametri avanzati resteranno nelle mani degli sviluppatori, anche se gli studi potranno eventualmente inserire alcune regolazioni nei propri menu grafici. NVIDIA ricorda che una situazione simile si era verificata con le prime versioni di DLSS Super Resolution, quando l’utente disponeva essenzialmente di un comando binario mentre i giochi moderni permettono di scegliere livelli qualitativi differenti o percentuali di rendering più precise.

Resta da verificare anche quanto sarà ampia l’adozione nei videogiochi. NVIDIA ha confermato che altri sviluppatori stanno integrando DLSS 5, ma non ha riconfermato singolarmente tutti i titoli precedentemente associati alla tecnologia, tra cui Assassin’s Creed Shadows, Hogwarts Legacy, Starfield e Resident Evil Requiem. Il debutto parte quindi dalle RTX 50 e da un numero ancora limitato di giochi, mentre l’arrivo sulle RTX 40 dovrà essere accompagnato da un’ottimizzazione specifica. La disponibilità effettiva e la qualità dell’implementazione saranno decisive per capire quanto il rendering neurale riuscirà a incidere sull’esperienza di gioco delle generazioni precedenti.

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