Perché l'Europa ha deciso di imbrigliare WhatsApp Channels con il DSA, da oggi

La Commissione europea ha designato WhatsApp Channels come Very Large Online Platform ai sensi del DSA, dopo il superamento della soglia dei 45 milioni di utenti nell’UE. La decisione non riguarda la messaggistica privata, esclusa dal Regolamento.

La decisione della Commissione europea di designare WhatsApp Channels come Very Large Online Platform (VLOP) ai sensi del Digital Services Act (DSA) segna un passaggio di particolare rilevanza nel processo di regolamentazione dei grandi ecosistemi digitali. Si tratta di una scelta che non riguarda l’intera architettura del servizio di messaggistica, bensì una sua componente specifica, i WhatsApp Channels, che ha superato la soglia dei 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione europea, parametro chiave per l’attivazione del regime rafforzato previsto dal DSA.

WhatsApp rappresenta un caso emblematico di servizio “ibrido”, collocato a metà strada tra la comunicazione privata e la diffusione pubblica di contenuti. Da un lato, la piattaforma continua a offrire strumenti di messaggistica privata — messaggi di testo, note vocali, scambio di file multimediali, chiamate vocali e video — che restano esplicitamente esclusi dall’ambito di applicazione del DSA, a tutela della riservatezza delle comunicazioni interpersonali. Dall’altro lato, con l’introduzione dei Channels, WhatsApp ha integrato una funzionalità che consente la distribuzione unidirezionale di informazioni, annunci e aggiornamenti a un pubblico potenzialmente molto ampio, avvicinandosi di fatto alle dinamiche tipiche delle piattaforme di contenuti e dei social network.

La Commissione Europea ha deciso di imbrigliare WhatsApp Channels

I Channels di WhatsApp rientrano nella definizione di “online platform service” prevista dal DSA e, con il superamento della soglia dimensionale, scaturiscono una serie di obblighi aggiuntivi. Non si tratta di meri adempimenti formali, ma di un cambiamento strutturale nel modo in cui Meta dovrà gestire i rischi associati alla diffusione dei contenuti attraverso WhatsApp.

A partire dalla designazione formale di WhatsApp Channels come VLOP, Meta dispone di 4 mesi — con scadenza fissata a metà maggio 2026 — per adeguarsi pienamente al nuovo regime.

La società guidata da Mark Zuckerberg dovrà condurre valutazioni approfondite sui rischi sistemici generati dal servizio, considerando aspetti delicati come la possibile violazione dei diritti fondamentali, la libertà di espressione, la manipolazione dei processi elettorali, la circolazione di contenuti illegali e le ricadute sulla protezione dei dati personali. Il DSA richiede non solo l’identificazione di tali rischi, ma anche l’adozione di misure concrete e proporzionate per mitigarli, introducendo un approccio preventivo e basato sulla responsabilità del fornitore del servizio.

Cosa cambia per WhatsApp Channels diventato VLOP

Sul piano istituzionale, la designazione a VLOP di WhatsApp Channels comporta un rafforzamento della supervisione.

La Commissione europea assumerà un ruolo diretto nel controllo della conformità al DSA, operando in coordinamento con Coimisiún na Meán, l’autorità irlandese competente in qualità di Digital Services Coordinator.

L’assetto riflette la volontà dell’Unione di centralizzare la vigilanza sui grandi operatori transnazionali, superando i limiti di un controllo esclusivamente nazionale e garantendo un’applicazione più uniforme delle regole.

Il caso WhatsApp evidenzia come il DSA non si limiti a regolamentare piattaforme tradizionalmente percepite come “social network”, ma si estenda anche a servizi che evolvono nel tempo, incorporando funzionalità di diffusione pubblica. La distinzione tra comunicazione privata e distribuzione di contenuti di massa diventa giuridicamente rilevante, e ogni ampliamento funzionale può comportare nuove responsabilità.

Perché il DSA non si applica alla messaggistica privata

Il DSA non si applica ai servizi di comunicazione interpersonale privata in quanto tali. L’esclusione non è una “interpretazione”, ma è scritta nero su bianco nel Regolamento UE 2022/2065.

La normativa sottolinea che le comunicazioni interpersonali, anche se fornite tramite piattaforme digitali, non costituiscono servizi intermediari ai fini del DSA, proprio per evitare interferenze con la segretezza delle comunicazioni.

In precedenza, la Commissione europea aveva prescritto a WhatsApp di diventare interoperabile con altre piattaforme di messaggistica. Quell’obbligo, tuttavia, discendeva da un altro Regolamento ovvero il Digital Markets Act (DMA). Il DMA impone l’interoperabilità proprio sui servizi di comunicazione interpersonale e le disposizioni trovano applicazione perché Meta è stata designata gatekeeper.

Dove sono, a cosa servono e come si usano i Canali in WhatsApp Channels

I Canali di WhatsApp sono integrati nella sezione Aggiornamenti dell’app. Su Android e iOS è disponibile una scheda dedicata, separata da chat e chiamate.

Dentro la sezione Aggiornamenti convivono le “Storie” di WhatsApp e i canali. Questi ultimi non compaiono nella lista delle chat private e non interferiscono con la messaggistica tradizionale.

Come spiegato in precedenza, i Canali servono a diffondere informazioni a un pubblico ampio, in modo unidirezionale. Sono pensati per enti pubblici e istituzioni, testate giornalistiche, aziende e brand, creator, personaggi pubblici, organizzazioni. Chi gestisce un Canale può inviare messaggi di testo, immagini, video, link, sondaggi.

Gli iscritti non possono rispondere ai messaggi del Canale. Possono solo reagire con emoji e inoltrare i contenuti ad altri.

L’assenza di interazione diretta è ciò che distingue i Canali: non sono chat, non sono gruppi, non sono broadcast list tradizionali.

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