Quando si parla di sistemi operativi e di come questi si comportino su hardware datato, spesso ci si scontra con pregiudizi e convinzioni consolidate.
Eppure, un test comparativo recente ha gettato nuova luce sull’effettiva esperienza d’uso di sei diverse generazioni di Windows su un unico portatile Lenovo ThinkPad T420, offrendo una panoramica inedita sulle prestazioni, i consumi e la reale usabilità dei sistemi Microsoft nel corso degli anni. Tra i risultati più sorprendenti emerge la performance di Windows 8.1, che si rivela il compromesso ideale tra velocità, leggerezza e funzionalità, mentre Windows 11 mostra limiti evidenti in termini di richiesta di risorse e reattività su hardware non recente.
Windows 8.1 sorprende per leggerezza e funzioni
Il confronto parte da un’analisi rigorosa dei tempi di avvio: grazie al suo Fast Boot ottimizzato, Windows 8.1 si è distinto per rapidità, surclassando le versioni più recenti.
Al contrario, Windows 11 ha manifestato un certo ritardo, in particolare nella visualizzazione della barra delle applicazioni, lasciando intuire come l’ottimizzazione per hardware moderni possa tradursi in lentezza su piattaforme più vecchie.
Sul fronte del consumo memoria, le differenze diventano ancora più evidenti: Windows XP si è accontentato di appena 0,8 GB di RAM a riposo, mentre Windows 11 ha richiesto tra i 3,3 e i 3,7 GB. Un dato che pesa soprattutto quando si aprono numerose schede durante la navigazione web: se Windows 7 e 8.1 hanno permesso di superare le 200 schede aperte prima di saturare i 5 GB di RAM, Windows 11 si è arrestato intorno alle 50, segnalando un consumo delle risorse nettamente superiore.
Nell’uso quotidiano, i sistemi operativi più datati hanno dimostrato una reattività sorprendente su compiti semplici, come l’apertura di Paint o di Esplora Risorse. Tuttavia, per carichi di lavoro più moderni, come l’editing video, Windows 10 ha fatto la differenza, offrendo una maggiore fluidità. Interessante anche la prova sui trasferimenti USB: Windows 10 si è aggiudicato la palma di più veloce, seguito da Windows 11, mentre XP si è posizionato in coda, evidenziando i limiti delle architetture più obsolete.
L’impatto sulla batteria dei laptop è un altro aspetto cruciale per chi utilizza portatili datati: in questo ambito, le versioni più vecchie, in particolare XP, hanno garantito consumi minimi e un’autonomia superiore rispetto alle versioni più recenti. Al contrario, Windows 11 ha evidenziato un impatto maggiore sull’autonomia, richiedendo più energia e riducendo i tempi di utilizzo lontano dalla presa di corrente.
Benchmark: risultati a confronto
I test sintetici hanno fornito un quadro variegato: CPU-Z ha premiato XP nelle prove single-thread, mentre Windows 7 ha brillato nel multi-thread. Geekbench ha invece visto Vista posizionarsi tra i migliori tra i sistemi più datati, con Windows 10 che ha dominato le prove multi-core tra le versioni recenti. Da parte sua, CrystalDiskMark ha assegnato i punteggi più alti a XP per quanto riguarda le prestazioni su hard disk meccanico, mentre Cinebench R10 ha messo in risalto le qualità di Windows 8.1 nei test single-core.
I dati raccolti non vanno però interpretati in modo assoluto. Il test è stato eseguito su una singola configurazione hardware, dotata di HDD meccanico: un dettaglio che limita la generalizzabilità dei risultati, soprattutto se si considera che la maggior parte dei computer moderni utilizza SSD, con impatti molto diversi sulle prestazioni. Inoltre, sistemi come XP e Vista non ricevono più aggiornamenti di sicurezza, rendendo rischioso il loro utilizzo quotidiano, mentre la disponibilità di driver aggiornati per questi sistemi è ormai fortemente ridotta.