Photoshop lancia AI Assisted Editor per modificare immagini con linguaggio naturale

Adobe porta in Photoshop AI Assisted Editor, Prompt to Edit, AI Markup e Firefly Image 5 per modificare immagini con il linguaggio naturale.
Photoshop lancia AI Assisted Editor per modificare immagini con linguaggio naturale

Adobe sta rendendo Photoshop sempre più orientato all’editing tramite linguaggio naturale con l’arrivo, in beta dal 27 agosto 2026, di AI Assisted Editor, una modalità che riunisce in un’interfaccia semplificata diverse funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

L’obiettivo non è sostituire il classico Photoshop, ora chiamato Pro Editor, ma offrire un’alternativa per chi preferisce descrivere il risultato desiderato invece di gestire manualmente selezioni, maschere e pannelli.

La novità si inserisce in un percorso avviato con Generative Fill e Generative Expand e proseguito, a marzo 2026, con la beta pubblica di AI Assistant e AI Markup sul web. Con questo aggiornamento, la filosofia del “modifica descrivendo” entra in modo più strutturale nel flusso principale dell’app desktop, pur mantenendo intatto l’ambiente professionale tradizionale.

Una modalità alternativa con prompt, markup e maschere intelligenti

AI Assisted Editor funziona come una vista separata e facoltativa, con meno strumenti tradizionali in evidenza e al centro una barra per i prompt insieme a funzioni generative come Prompt to Edit, Remove Background, Generative Expand, Remove Tool, Generative Fill, Generative Upscale e AI Markup. L’utente può passare da questa modalità al Pro Editor in base alla complessità del lavoro e può anche nascondere completamente la nuova interfaccia dalle impostazioni.

Prompt to Edit permette di trasformare un’immagine intera partendo da una descrizione in linguaggio naturale, senza dover creare prima una selezione: il risultato viene inserito come livello generativo, quindi rimane modificabile nel normale sistema dei livelli. La stessa funzione è disponibile anche nella Contextual Task Bar del Pro Editor, quindi la differenza principale è nell’interfaccia, non nella capacità tecnica.

AI Markup affronta invece il limite dei prompt solo testuali, consentendo di disegnare direttamente sull’immagine per indicare aree da ricolorare, frecce per suggerire posizioni o forme approssimative per nuovi elementi. Il segno diventa un’informazione spaziale che accompagna la descrizione, riducendo ambiguità come “sposta questa persona a sinistra” quando non è chiaro quale soggetto si intenda.

Per interventi più precisi, Adobe introduce Instruct Edit with Masks, basato su Firefly Image 5: l’utente fornisce una maschera approssimativa e una descrizione testuale, e il modello applica la modifica all’area interessata cercando di preservare il resto dell’immagine, inclusi volti, loghi e asset di marca. La combinazione tra comprensione del contesto e maschera riduce la necessità di selezioni perfette, ma non elimina l’importanza di delimitare correttamente l’area quando ci sono soggetti simili o dettagli piccoli.

Luce non distruttiva, testo dinamico e Stock integrato nel flusso

Parallelamente all’AI Assisted Editor arriva Light Adjustment Layer, un livello di regolazione non distruttivo che porta in Photoshop controlli tipici di Camera Raw per Exposure, Contrast, Highlights, Shadows, Whites e Blacks. Le regolazioni restano separate dai pixel originali, quindi possono essere modificate in qualsiasi momento senza degradare l’immagine di partenza.

L’aggiornamento estende anche Dynamic Text a forme e tracciati personalizzati: il testo può adattarsi automaticamente a curve e layout creati dall’utente, non solo alle configurazioni predefinite come cerchio, arco o curva a bow. Questo riduce il lavoro manuale quando cambia la forma del percorso, mantenendo la relazione tra testo e tracciato senza dover riposizionare tutto da zero.

Adobe integra inoltre un pannello ancorabile per Adobe Stock direttamente in Photoshop, permettendo di cercare, visualizzare in anteprima e utilizzare oltre 900 milioni di asset senza uscire dall’applicazione. L’integrazione segue la stessa logica della nuova modalità AI: ridurre i passaggi tra ricerca del materiale e composizione finale, soprattutto per chi lavora con immagini commerciali o grafiche che richiedono risorse esterne.

La direzione di Adobe non è quindi trasformare Photoshop in un editor esclusivamente conversazionale, ma aggiungere uno strato di interazione basato sull’intento, affiancandolo al controllo manuale storico del software. Con Prompt to Edit, AI Markup, Instruct Edit with Masks e Firefly Image 5, la generazione entra in una fase più precisa: non serve solo creare nuovi contenuti, ma capire dove intervenire, cosa preservare e come mantenere modificabile il risultato.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti