RSS, cosa sono i feed che nascevano 25 anni e perché oggi sono meno utilizzati

I feed RSS nascevano 25 anni fa: era il 15 marzo 1999. Due parole su uno strumento che ha fatto la storia del Web e che, sebbene molto di meno rispetto al passato, è apprezzato e usato ancora oggi.
RSS, cosa sono i feed che nascevano 25 anni e perché oggi sono meno utilizzati

Nel mondo sempre più interconnesso, l’accesso a informazioni aggiornate è fondamentale. Lo si capì già 25 anni fa: era infatti il 15 marzo 1999 quando Dave Winer, uno sviluppatore di software e scrittore online, insieme a Dan Libby, creò il formato di file XML denominato “Scripting News format“, utilizzato per pubblicare gli aggiornamenti del suo sito. Quella proposta portò all’approvazione di uno standard condiviso, chiamato RSS (Really Simple Syndication).

Negli anni successivi, l’adozione dei feed RSS è cresciuta rapidamente, alimentata dall’aumento del numero di siti Web che offrivano questa funzionalità. Consentire agli utenti di abbonarsi ai feed RSS per ricevere aggiornamenti non appena pubblicati, era un’occasione troppo ghiotta per formare e fidelizzare una solida audience.

Con l’aumento della popolarità dei feed RSS, sono emersi diversi standard e versioni, tra cui RSS 1.0, RSS 2.0 e Atom. Sebbene RSS 2.0 sia diventato il formato più ampiamente utilizzato, Atom è stato sviluppato come alternativa open source con un’attenzione particolare alla standardizzazione e alla flessibilità.

Perché i feed RSS sono meno utilizzati, oggi

È innegabile che i feed RSS abbiano subìto un calo di popolarità negli ultimi anni. Questo declino è attribuibile a diversi fattori, tra cui l’aumento dell’uso dei social media come piattaforme di distribuzione di contenuti e ai miglioramenti nelle tecnologie di notifica e aggiornamento usati dai siti Web.

Molti siti hanno implementato adottato strumenti ritenuti più efficaci, come le notifiche push e gli aggiornamenti in tempo reale tramite API. Sono metodi considerati molto più immediati e personalizzabili rispetto ai feed RSS tradizionali. D’altra parte, con buona parte dell’utenza che fruisce dei contenuti Web da un dispositivo mobile, inviare una notifica in tempo reale circa l’avvenuta pubblicazione di un nuovo contenuto rappresenta un aspetto essenziale sia per l’editore che per l’utente.

Che poi qualcuno ne abbia approfittato, ad esempio per inviare notifiche di falsi virus su Android è un altro paio di maniche.

Notiamo inoltre che c’è anche un po’ una mancanza di consapevolezza sulle opportunità offerte dagli storici RSS. D’altra parte, mentre alcuni browser conservano (peraltro un po’ nascosto) un lettore di feed RSS, Chrome l’ha rimosso ormai da più di un decennio.

Google stessa, ad esempio, ha evidentemente ritenuto che i feed RSS potessero “pestare i piedi” al servizio Google News. Questa è la pagina Google News de IlSoftware.it: cliccando sull’apposito pulsante in alto è possibile seguirla e ricevere aggiornamenti.

I feed RSS esistono ancora: ecco dove e come trovarli

Un feed RSS contiene informazioni riguardanti gli ultimi articoli o aggiornamenti di un sito Web, inclusi titoli, riassunti e link agli articoli completi. Gli utenti possono utilizzare lettori di feed RSS installati in locale o servizi online per abbonarsi a questi feed e ricevere gli aggiornamenti in modo automatico.

Ancora oggi, molte pagine Web mostrano un’icona standardizzata che rappresenta un feed. Di solito è un’icona arancione con delle onde concentriche. Cliccando su questa icona, si dovrebbe raggiungere il feed del sito.

Molti siti includono un link al loro feed RSS nel footer della pagina, ovvero nel “piede”, nella parte conclusiva. Scorri fino in fondo, spesso si può trovare un riferimento a “RSS”, “Feed” o qualcosa di simile.

Talvolta, basta premere CTRL+U per accedere al sorgente HTML della pagina Web e cercare rss o atom: in questo modo è semplice trovare l’URL del feed RSS di proprio interesse. In ogni caso, vale la pena provare ad aggiungere /feed al nome di dominio nella barra degli indirizzi del browser: spesso si riescono così a trovare RSS non “pubblicizzati” altrove.

Vari servizi online possono aiutare gli utenti a individuare il feed RSS di un sito web. Basta inserire l’URL del sito e il servizio indica se fosse o meno disponibile un feed pronto da utilizzare.

I lettori di feed: alcuni esempi

Tanti strumenti online consentono di costruire il proprio lettore di feed RSS personalizzato: Inoreader offre opzioni di automazione tramite IFTTT, monitoraggio delle parole chiave, filtri e regole avanzate per gli abbonati al piano Pro.

Un lettore di RSS completo e popolare con un piano gratuito che consente di seguire fino a 100 feed e offre funzionalità avanzate è Feedly, disponibile su Web, Android e iOS.

Altro pratico tool basato sul Web è Netvibes: lanciato ormai quasi 20 anni fa resta perfettamente funzionante ancora oggi e consente di organizzare liberamente le proprie liste di feed RSS.

Sebbene lo sviluppo sembri ormai stagnante, QuiteRSS si propone come un’applicazione open source ideale per utenti Linux. Gli utenti del client di posta Thunderbird, tuttavia, possono fruire del feed RSS integrato direttamente nell’applicazione.

Come nota finale, osserviamo che l’utilizzo dei feed RSS non è affatto tramontato. Cosa sanno i webmaster, i feed RSS restano ancora oggi un ottimo strumento per dialogare con alcuni servizi Google ed esporre gli ultimi aggiornamenti pubblicati sul Web dai vari siti. Insieme con altri formati, infatti, Google utilizza i feed come ulteriore segnale per rendere ancora più efficace il rilevamento e l’indicizzazione dei contenuti più “freschi” e attuali.

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