Siri 2.0, brutte notizie in arrivo: Apple slitta il rilascio?

Apple conferma ritardi per Siri 2.0: funzionalità di Personal Siri rimandate a iOS 26.5 e la versione chatbot con Gemini prevista per iOS 27.
Siri 2.0, brutte notizie in arrivo: Apple slitta il rilascio?

Il percorso verso la rivoluzione dell’assistente vocale firmato Apple si sta rivelando più accidentato del previsto.

L’ambizioso progetto Siri 2.0, presentato come la nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale conversazionale, continua a collezionare ritardi e rinvii che ne stanno minando la credibilità agli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori.

Inizialmente annunciato come un aggiornamento capace di ridefinire l’interazione tra utente e dispositivo, il nuovo assistente avrebbe dovuto debuttare già con iOS 18, ma la realtà si è dimostrata ben diversa: il rilascio è stato posticipato prima a iOS 26.5, poi ulteriormente spostato a iOS 27, generando incertezza e un clima di attesa sospesa.

Siri 2.0: perché questi continui rinvii?

Le ragioni di questi slittamenti non sono soltanto tecniche, ma anche etiche. All’interno degli ambienti di Cupertino, fonti vicine al team di sviluppo riferiscono che il nuovo Siri fatichi ancora a rispondere in modo affidabile a domande complesse, a garantire la tempestività delle risposte e, soprattutto, a mantenere un livello di sicurezza dei dati personali in linea con gli standard elevati che Apple si è imposta.

Il tema della privacy resta centrale: l’assistente dovrebbe attingere a informazioni sensibili come messaggi, calendario, posta elettronica e cronologia delle chiamate, ma farlo senza mettere a rischio la riservatezza degli utenti si sta rivelando una sfida di prim’ordine.

Per far fronte a queste difficoltà, la società ha scelto una strategia di distribuzione graduale. In particolare, la fase sperimentale prevista per iOS 26.5 introdurrà una serie di toggle opzionali e avvertimenti che segnalano la possibilità di un’esperienza ancora instabile. Questa cautela, se da un lato mira a tutelare l’utente, dall’altro rischia di prolungare la percezione di un progetto ancora incompleto, lasciando il campo libero ai competitor.

Un’attesa estenuante

Le novità promesse sono molteplici e potenzialmente rivoluzionarie. Tra queste spicca l’integrazione più profonda con le app di sistema e di terze parti, la capacità di gestire richieste vocali che attingono a dati personali, e soprattutto l’adozione di un modello conversazionale avanzato basato su Gemini.

Quest’ultima innovazione, annunciata con grande enfasi per il 2024, rappresentava il cuore della strategia Apple per rilanciare la propria posizione nel settore degli assistenti vocali, ma i continui ritardi hanno ormai superato l’anno di attesa, generando delusione tra gli utenti più attenti alle novità tecnologiche.

Il contraccolpo sul piano della comunicazione è stato evidente. A settembre 2024, durante la presentazione dell’iPhone 16, Apple aveva diffuso uno spot in cui il nuovo Siri veniva mostrato all’opera, promettendo un’esperienza utente rivoluzionaria.

Tuttavia, il video è stato ritirato a marzo 2025, quando la società ha dovuto ammettere che le funzionalità illustrate non erano ancora pronte né tantomeno imminenti. Un passo indietro che ha sollevato interrogativi sulla capacità dell’azienda di rispettare le proprie roadmap e di gestire le aspettative del pubblico.

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