Il recente aggiornamento della privacy policy di Starlink ha sollevato un’ondata di discussioni e preoccupazioni tra utenti, esperti e attivisti per la tutela dei dati personali.
Annunciata il 15 gennaio 2026, la decisione del servizio Internet satellitare di SpaceX di ampliare l’utilizzo dei dati degli utenti per l’addestramento di modelli di Intelligenza Artificiale ha posto nuovi interrogativi sulla sicurezza delle informazioni e sulla trasparenza delle pratiche adottate nel settore delle tecnologie avanzate.
L’aggiornamento non coinvolge in modo indiscriminato tutte le tipologie di dati: Starlink ha infatti chiarito che saranno esclusi dal processo di training sia le cronologie di navigazione sia gli indirizzi di destinazione Internet. Tuttavia, saranno invece utilizzati dati tecnici e informazioni di account, tra cui indirizzi IP, metriche di utilizzo, dati di comunicazione audio, nonché inferenze ricavate da altri elementi raccolti.
L’obiettivo dichiarato è quello di perfezionare la qualità della rete e potenziare l’assistenza ai clienti, ma la mossa ha comunque acceso i riflettori su possibili rischi legati alla gestione dei dati personali.
Starlink e i dubbi sulle nuove policy
Le critiche degli esperti non si sono fatte attendere. Anupam Chander, docente di diritto tecnologico alla Georgetown University, ha espresso apertamente il proprio scetticismo, sottolineando come l’iniziativa potrebbe rappresentare una minaccia concreta per la privacy degli utenti. La principale preoccupazione riguarda la possibilità che, tramite tecniche di correlazione avanzate, i dati tecnici aggregati possano essere ricondotti a singoli individui, aprendo così la strada a nuovi scenari di sorveglianza e aumentando la vulnerabilità alla ri-identificazione.
Dal canto suo, Starlink giustifica la nuova policy sostenendo che l’accesso a dati reali sia fondamentale per migliorare la latenza, la stabilità della rete e il supporto al cliente. Un ulteriore elemento di interesse riguarda la potenziale collaborazione con xAI, la società AI legata a Elon Musk, che potrebbe integrare le competenze avanzate nel machine learning con l’infrastruttura satellitare di SpaceX. Questo scenario, ancora in fase di sviluppo, alimenta il dibattito sulle reali finalità e sui possibili benefici e rischi di un’integrazione così stretta tra provider di servizi e società di AI.
Come limitare la condivisione dei dati
Per rispondere alle crescenti richieste di controllo da parte degli utenti, Starlink ha introdotto un meccanismo di opt out che permette di limitare la condivisione dei propri dati con partner esterni e di escludere le informazioni personali dal training dei modelli AI.
L’operazione può essere effettuata sia dal sito web (accedendo a Settings – Edit Profile e deselezionando la relativa opzione) sia tramite l’app mobile, seguendo il percorso Menu – Profile – Account Overview – Settings – Edit Profile. Tuttavia, secondo numerosi esperti, questa soluzione rappresenta solo un rimedio parziale: restano aperte questioni cruciali riguardo alla durata della conservazione dei dati, alla natura precisa dei partner che vi avranno accesso e al livello di dettaglio dei dataset condivisi.
L’attenzione delle autorità regolatorie e delle associazioni di tutela dei consumatori si sta intensificando. L’uso sistematico di informazioni personali per il training di sistemi di AI potrebbe entrare in conflitto con i principi di minimizzazione e consenso consapevole previsti in molte giurisdizioni. Alcuni esperti legali suggeriscono che la situazione potrebbe richiedere interventi normativi o addirittura legislativi, soprattutto se queste pratiche dovessero estendersi senza adeguate garanzie per gli utenti.
Per chi utilizza i servizi di Starlink, il consiglio più pragmatico è quello di verificare tempestivamente le impostazioni del proprio account, leggere attentamente la versione aggiornata della privacy policy e valutare l’opportunità di attivare l’opt out. Da un lato, l’impiego responsabile dei dati potrebbe tradursi in un servizio più efficiente e personalizzato; dall’altro, la questione centrale rimane il delicato equilibrio tra innovazione tecnologica e salvaguardia della sfera privata.