Dallo scorso mese, negli Stati Uniti non si possono più certificare nuovi modelli di router prodotti fuori dai confini americani.
La Federal Communications Commission ha introdotto il divieto in risposta a preoccupazioni crescenti sulla sicurezza della supply chain globale, inclusi gli attacchi Salt Typhoon del 2024 che avevano esposto vulnerabilità nelle reti di comunicazione americane.
La regola è secca: niente certificazione FCC e niente vendita negli USA. Il problema è che attualmente nessun router consumer viene prodotto interamente al paese. Il mercato si è quindi ritrovato di fronte a un vuoto che, almeno per ora, ha un solo beneficiario.
Netgear ottiene l’unica esenzione consumer nel mercato USA
La FCC ha concesso a Netgear la prima esenzione dal divieto, permettendo all’azienda di continuare a vendere nuovi modelli prodotti fuori dagli Stati Uniti fino al primo ottobre 2027, dopo che il Dipartimento della Difesa ha stabilito che i suoi prodotti non rappresentano rischi per la sicurezza nazionale.
Netgear ha la propria sede ufficiale a San Jose, in California, ma produce i suoi dispositivi in Indonesia, Vietnam e Thailandia. La compagnia ha dichiarato di evitare componenti software provenienti da paesi considerati avversari stranieri.
È stata questa combinazione (azienda americana, produzione estera ma supply chain verificata) a sbloccare l’approvazione condizionale. L’esenzione copre una gamma estesa: le serie R, RAX, RAXE e RS per i router tradizionali, le linee Orbi per il mesh Wi-Fi, i router mobili e i gateway via cavo CAX e CM.
Il vantaggio competitivo che ne deriva è immediato. Gli altri brand come TP-Link, Asus e tutti i produttori che non hanno ancora ottenuto un’esenzione equivalente, non possono immettere nuovi modelli sul mercato americano. I rivenditori possono ancora vendere le scorte già importate prima del bando, ma la selezione si ridurrà progressivamente man mano che l’inventario si andrà a esaurire.
I rischi per il mercato
Critici e analisti avvertono che le esenzioni selettive rischiano di indebolire gli stessi obiettivi di cybersecurity della FCC, creando incoerenze nell’applicazione delle regole.
Se il problema è la sicurezza della supply chain, non è chiaro perché un’azienda che produce in Asia superi il vaglio e altre no, almeno non senza trasparenza sui criteri adottati dal Dipartimento della Difesa nelle sue valutazioni.
Per i consumatori il rischio concreto è duplice: meno scelta e prezzi più alti, soprattutto nel segmento mid-range dove la concorrenza tra brand stranieri aveva storicamente tenuto i costi bassi.
La scadenza del 2027 funziona come termine entro cui Netgear deve ottenere le certificazioni FCC per i modelli futuri, con ogni certificazione valida in modo permanente per la vendita negli Stati Uniti. Gli altri produttori dovranno percorrere lo stesso percorso (o trasferire la produzione) per rientrare nel mercato.