Un tempo Microsoft dichiarava che non ci sarebbero mai stati aggiornamenti forzati verso una successiva versione di Windows. L’approccio scelto è stato poi modificato: Windows 11, ad esempio, si aggiorna automaticamente soltanto quando la versione del sistema operativo correntemente in uso si trova vicina al periodo di fine supporto. Dalla settimana dopo Pasqua, quindi, le installazioni non gestite di Windows 11 Home, Pro, Pro Education e Pro for Workstations si aggiorneranno automaticamente a Windows 11 25H2.
Perché? Perché come riportato nella pagina Windows 11 release information, Microsoft cesserà il supporto di Windows 11 24H2 il 13 ottobre 2026: in quella data Windows Update distribuirà gli ultimi aggiornamenti di sicurezza per la versione 24H2. Dopo, più nulla.
Per assicurarsi di poter continuare a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza per Windows 11 è quindi necessario provvedere all’installazione di Windows 11 25H2 prima di metà ottobre prossimo.
Aggiornamenti automatici: cosa cambia per i PC Windows 11 non gestiti
Il punto centrale riguarda i sistemi non gestiti, cioè non basati su strumenti di gestione aziendale come Windows Server Update Services o Microsoft Intune. In questi casi Windows Update assume un ruolo decisivo: se il dispositivo soddisfa i requisiti hardware e non presenta blocchi di compatibilità, l’aggiornamento a Windows 11 25H2 è scaricato e installato automaticamente.
Microsoft parla esplicitamente di nuova di rollout graduale. Ciò significa che l’aggiornamento non arriva contemporaneamente su tutti i sistemi, ma segue una distribuzione scaglionata basata su criteri come telemetria, configurazione hardware e assenza di problemi noti. In pratica, il sistema operativo decide autonomamente quando un dispositivo è pronto per ricevere il nuovo feature update.
L’utente mantiene un margine di controllo limitato: può scegliere quando riavviare il sistema e, in alcuni casi, posticipare temporaneamente l’installazione. Tuttavia il rinvio non è indefinito; superata la finestra disponibile, Windows procede comunque con l’aggiornamento.
L’utilità GRC InControl permette eventualmente di bloccare l’aggiornamento forzato a qualunque versione successiva di Windows, compreso Windows 11 25H2. Ne avevamo parlato nell’articolo su come evitare l’installazione automatica dei feature update in Windows 10 e Windows 11.
Requisiti tecnici e controlli di compatibilità
Rispetto alle precedenti versioni di Windows 11, in particolare 24H2, che aveva introdotto requisiti ancora più stringenti, con Windows 11 25H2 la base del sistema resta invariata. Tant’è vero che la nuova versione del sistema arriva con un Enablement Package (KB5054156) che si limita ad attivare funzionalità nascoste “sotto il cofano” senza operare un’installazione molto più pesante e articolata (alla fine basta un riavvio per aggiornare da 24H2 a 25H2).
Forzando l’installazione di Windows 11 25H2, Microsoft punta anche a ridurre la frammentazione delle versioni del sistema operativo, accelerando l’adozione delle build più recenti.
Non sono noti problemi problemi in fase di aggiornamento per gli utenti che usano oggi Windows 11 24H2. In ogni caso, almeno per impostazione predefinita, Windows 11 consente il ripristino alla versione precedente entro un periodo limitato, pari a 10 giorni.
È eventualmente possibile estendere il numero di giorni aprendo il prompt dei comandi con i diritti amministrativi quindi digitando ad esempio dism /Online /Set-OSUninstallWindow /Value:60 (amplia a 60 giorni la possibilità di ripristino).
Trascorso il numero di giorni impostato, Windows 11 cancella automaticamente la cartella di sistema contenente i file che permettono di tornare alla precedente release. Per rimuovere manualmente questi file e recuperare spazio, si può digitare Impostazioni di archiviazione, scegliere File temporanei e chiedere la rimozione delle versioni precedenti di Windows.