Windows 11 25H2 consolida diverse modifiche introdotte attraverso gli aggiornamenti cumulativi, mentre Microsoft prepara ulteriori funzioni per la generazione successiva.
La distinzione tra novità già disponibili, distribuzione graduale e test nei canali Insider è importante: non tutte le funzioni arrivano contemporaneamente su ogni PC. Microsoft utilizza infatti il Controlled Feature Rollout (CFR) per abilitare alcune caratteristiche progressivamente, anche dopo la disponibilità dell’aggiornamento.
Per chi utilizza Windows 11 ogni giorno, le modifiche più interessanti riguardano ricerca, menu contestuali, barra delle applicazioni, privacy e gestione delle funzioni basate sull’Intelligenza Artificiale. La versione 25H2, inoltre, condivide gran parte della base tecnica con 24H2 e viene distribuita tramite un enablement package, che attiva componenti già presenti nel sistema.
Le novità che cambiano l’esperienza di Windows 11
Tra gli interventi più evidenti c’è il nuovo menu contestuale, progettato per ridurre la dipendenza dalla voce “Mostra altre opzioni”. Microsoft sta portando più comandi direttamente al primo livello e permette di organizzare meglio quelli forniti dalle applicazioni. Anche la ricerca di Windows riceve un aggiornamento rilevante: sui dispositivi compatibili può combinare indicizzazione tradizionale e indicizzazione semantica, migliorando la capacità di trovare file e contenuti anche quando la query non coincide esattamente con il nome cercato.
La barra delle applicazioni introduce nuove possibilità di gestione dello spazio, mentre Windows può ridimensionare le icone quando la disponibilità diminuisce. Sul fronte della privacy, Windows 11 mostra interfacce più chiare quando un’applicazione richiede accesso a fotocamera, microfono o posizione. Microsoft sta inoltre aumentando il controllo sulle applicazioni che utilizzano modelli generativi locali.
Esplora file riceve invece funzioni basate sull’AI per alcune operazioni sui documenti e sulle immagini, comprese azioni come la rimozione dello sfondo o la sintesi di contenuti, con disponibilità legata anche al tipo di account e ai servizi Microsoft utilizzati.
Le funzioni AI più avanzate restano legate ai Copilot+ PC, cioè computer dotati di una NPU capace di oltre 40 TOPS. Tra le caratteristiche disponibili rientrano Click to Do, Recall in anteprima, la ricerca semantica e l’Agent in Settings. Non tutte richiedono però lo stesso livello di hardware: alcune funzioni sono comuni a Windows 11, mentre altre dipendono esplicitamente dalla presenza della NPU e dalle relative capacità del dispositivo.
Microsoft punta su aggiornamenti più graduali
La modalità di distribuzione è importante quanto le funzioni. Microsoft spiega che molte caratteristiche vengono introdotte inizialmente tramite aggiornamenti facoltativi non legati alla sicurezza, poi incluse negli aggiornamenti mensili. Alcune rimangono però inattive fino all’attivazione prevista dal sistema di controllo delle funzionalità. Di conseguenza, due PC con la stessa versione di Windows 11 possono non mostrare esattamente le stesse opzioni nello stesso momento.
Windows 11 25H2 porta inoltre miglioramenti meno visibili ma rilevanti per amministratori e utenti avanzati. Tra questi figurano il supporto agli access point aziendali Wi-Fi 7, Quick Machine Recovery per intervenire sui dispositivi che non riescono ad avviarsi e nuove possibilità di gestione del risparmio energetico. Microsoft ha anche rimosso PowerShell 2.0 e ha avviato la dismissione definitiva dell’utility WMIC. Il risultato è un aggiornamento che non si limita all’interfaccia: parte delle novità interviene direttamente sulla manutenzione, sulla sicurezza e sulla gestione dei dispositivi.
Per gli utenti, quindi, il passaggio a 25H2 e le successive funzioni in arrivo non corrispondono a un unico grande aggiornamento con tutte le novità immediatamente disponibili. La strategia di Microsoft distribuisce le modifiche nel tempo, combinando aggiornamenti cumulativi, pacchetti di abilitazione e rollout controllati. Questa scelta consente di limitare la diffusione iniziale di funzioni non ancora validate su larga scala, ma rende meno immediata la distinzione tra caratteristiche già definitive e funzioni ancora in fase di test.