Un aggiornamento di Windows 11 ha creato problemi su alcune periferiche audio USB e sulla Cronologia file, la funzione integrata che consente di salvare copie dei propri dati su un’unità esterna o su una posizione di rete.
Microsoft ha riconosciuto entrambe le anomalie nella documentazione ufficiale, ma la situazione non è identica nei due casi. Il malfunzionamento audio interessa una categoria precisa di dispositivi e può impedire completamente la riproduzione sonora; la Cronologia file, invece, può continuare a essere visibile nel sistema pur non creando o aggiornando in modo corretto i backup.
La distinzione è importante perché il secondo problema può rimanere nascosto più a lungo: un sistema che sembra configurato correttamente non garantisce necessariamente che le copie dei documenti siano effettivamente disponibili quando servono.
Problemi audio per alcuni dispositivi USB
Il problema audio è associato all’aggiornamento di sicurezza KB5124008, distribuito l’8 settembre 2026 per Windows 11 24H2 e 25H2.
Microsoft limita il difetto ai dispositivi USB Audio Class 1.0: su alcune configurazioni la periferica non riesce ad avviarsi oppure non produce alcun suono. Tra i segnali più chiari ci sono il codice 10 in Gestione dispositivi, i controlli del volume che non rispondono e le impostazioni audio che diventano inutilizzabili. Alcuni dispositivi possono invece funzionare normalmente in stereo e perdere l’audio quando viene selezionata una modalità multicanale.
Microsoft ha già affrontato una parte di questo problema con KB5129195, un aggiornamento cumulativo fuori banda pubblicato la scorsa settimana. La correzione interviene sui casi relativi all’audio a 8 canali e alle modalità 3D, ma non elimina tutti i sintomi documentati per le periferiche interessate. Per questo l’aggiornamento non va interpretato come una soluzione completa al malfunzionamento audio. La documentazione ufficiale indica infatti che Microsoft sta ancora lavorando sugli altri casi.
Per chi riscontra il difetto, Microsoft raccomanda di mantenere aggiornato il sistema e, per gli scenari non ancora coperti dalla correzione, indica la possibilità di rivolgersi al supporto aziendale. TechRadar aveva inizialmente suggerito anche di provare la modalità stereo, quando disponibile, oppure di rimuovere temporaneamente l’aggiornamento. Quest’ultima strada comporta però la perdita delle correzioni di sicurezza contenute nella patch e non rappresenta quindi una soluzione da adottare alla leggera.
La Cronologia file può smettere di funzionare
Più delicata è l’anomalia che riguarda la Cronologia file. Dopo l’installazione dell’aggiornamento, alcuni utenti possono non riuscire a creare nuove copie o ad aggiornare quelle esistenti.
Windows può mostrare il messaggio Riconnetti l’unità anche quando il disco di destinazione è collegato e funziona correttamente. Un altro segnale è il mancato aggiornamento dell’indicazione dell’ultimo backup; inoltre, quando si prova a recuperare versioni precedenti, possono comparire messaggi che indicano l’assenza di versioni disponibili.
Microsoft ha aggiunto ufficialmente il problema alla documentazione il 19 settembre e non ha ancora pubblicato una correzione definitiva. In alcuni sistemi il Visualizzatore eventi può inoltre registrare arresti di FileHistory.exe associati a KERNELBASE.dll.
Fino all’arrivo di un aggiornamento risolutivo, chi utilizza la Cronologia file dovrebbe quindi verificare manualmente che le copie vengano realmente aggiornate. Per i dati importanti è prudente mantenere anche una seconda copia indipendente, così da non affidare l’unica possibilità di recupero a una funzione che attualmente presenta un problema noto.