Windows, le patch di settembre rompono alcune stampanti: cosa succede

Le patch Windows di settembre 2026 sembrano introdurre una problema bloccante con i driver di stampa Type 3. Coinvolti Windows Server 2022, Windows 11 e Windows 10.
Windows, le patch di settembre rompono alcune stampanti: cosa succede

Gli aggiornamenti di sicurezza di settembre 2026 stanno creando un nuovo problema agli amministratori Windows: dopo l’installazione delle patch, alcune configurazioni di stampa basate sui driver Type 3 possono smettere di funzionare, soprattutto sui server di Desktop remoto e quando una stampante viene condivisa in rete. Le prime segnalazioni riguardano Windows Server 2022 con KB5122882, ma i test pubblicati dagli amministratori suggeriscono interazioni problematiche anche tra Windows 10 e Windows 11.

Gli indizi portano ad alcuni componenti condivisi dell’infrastruttura di stampa di Windows, sostituiti con le patch di settembre. Se l’ipotesi troverà conferma, un aggiornamento apparentemente innocuo di poche librerie DLL potrebbe spiegare perché periferiche e applicazioni molto diverse abbiano cominciato a manifestare problemi nello stesso momento.

La stampa è da decenni una delle aree più stratificate di Windows. Microsoft ha affiancato ai vecchi modelli v3 architetture più recenti e, da Windows 10 21H2, punta sempre più sul protocollo IPP e sul proprio Microsoft IPP Class Driver. Il codice legacy, però, resta diffusissimo nelle aziende: server di stampa, software gestionali, applicazioni a 32 bit, stampanti per etichette e driver universali dei produttori continuano spesso a dipendere dalle vecchie componenti Win32.

Windows Server 2022: cosa succede dopo KB5122882

Microsoft ha riconosciuto un grave problema in RDS (Remote Desktop Services), introdotto dagli aggiornamenti cumulativi di settembre 2026: in alcuni ambienti i servizi  di Desktop remoto potevano diventare instabili, provocando errori di connessione e accesso RDP oppure server bloccati durante la configurazione. Anche MMC, Esplora file, RDS Licensing Diagnoser e la pagina Windows Update potevano smettere di rispondere.

Per correggere quei problemi Microsoft ha distribuito il 14 settembre KB5129237, aggiornamento cumulativo out-of-band che porta Windows Server 2022 alla build 20348.5631. Il punto è che KB5129237 risolve il malfunzionamento RDS documentato da Microsoft, ma secondo le prove sin qui effettuate non elimina gli errori di stampa.

L’indagine si concentra su cinque file presenti nella cartella C:\Windows\System32\spool\DRIVERS\x64\3: PS5UI.DLL, PSCRIPT5.DLL, UNIDRV.DLL, UNIDRVUI.DLL e UNIRES.DLL.

Non si tratta di componenti appartenenti esclusivamente a una specifica stampante. Fanno parte dell’infrastruttura utilizzata dai tradizionali driver Windows basati, tra l’altro, sui framework Unidrv e Pscript. Se cambia una libreria condivisa, il problema può propagarsi a diversi pacchetti di stampa che vi fanno affidamento.

Perché compare l’errore splwow64.exe

Uno dei sintomi più indicativi si osserva quando un’applicazione a 32 bit prova a stampare su un sistema Windows a 64 bit. In uno degli ambienti analizzati compare un errore “Entry Point Not Found” relativo a UNIDRVUI.DLL e al processo splwow64.exe, che funge da livello di compatibilità tra applicazioni a 32 bit e il sottosistema di stampa a 64 bit.

L’errore segnalato fa pensare a una incompatibilità binaria tra componenti caricati nello stesso percorso di esecuzione: una DLL o il codice che la richiama potrebbe aspettarsi un’interfaccia differente da quella realmente disponibile.

Dopo l’applicazione degli aggiornamenti di settembre, alcuni utenti hanno riportato l’errore 0x00000006 nel tentativo di usare una stampante pubblicata da un print server attraverso un percorso UNC.

Il rollback delle DLL funziona, ma è una soluzione rischiosa

Ripristinando copie precedenti di file quali UNIDRV.DLL, UNIDRVUI.DLL e UNIRES.DLL, provenienti da un backup antecedente agli aggiornamenti di settembre, la stampa ha ripreso a funzionare.

Il risultato rafforza l’ipotesi di una regressione nelle librerie condivise, ma non trasforma la sostituzione manuale delle DLL in una procedura consigliabile. Anzi. Manipolare file del sistema operativo dentro le directory dello spooler può creare combinazioni di versioni che Microsoft non ha mai testato; gli aggiornamenti successivi possono inoltre sovrascriverli nuovamente o incontrare dipendenze inattese.

C’è anche un aspetto di sicurezza da non sottovalutare. Questi componenti fanno parte della piattaforma di stampa Windows, un’area che Microsoft aggiorna regolarmente anche per correggere vulnerabilità. Conservare in produzione vecchie DLL solo perché consentono alla stampante di funzionare può significare rinunciare a correzioni incluse nelle versioni più recenti.

I driver Type 3 sono tecnologia legacy che Windows usa ancora moltissimo

L’anomali si presenta proprio mentre Microsoft sta progressivamente riducendo la centralità dei vecchi driver di stampa v3 e v4. La società ha già annunciato un piano pluriennale per terminare la manutenzione dei driver di terze parti legacy e promuovere il Microsoft IPP Class Driver.

Dal 15 gennaio 2026, per Windows 11 e Windows Server 2025, Microsoft non pubblica normalmente nuovi driver di stampa su Windows Update; quelli esistenti possono ancora ricevere aggiornamenti previa approvazione.

A partire al 1° luglio 2026 Windows assegna inoltre priorità al driver IPP integrato nella selezione automatica. Un anno dopo, dal 1° luglio 2027, Microsoft non consentirà più aggiornamenti dei driver legacy di terze parti tramite il precedente modello di distribuzione.

La stampa IPP moderna punta a ridurre proprio una parte della complessità accumulata negli anni. Le periferiche compatibili con Mopria possono funzionare tramite il driver fornito con Windows, mentre le personalizzazioni passano attraverso Print Support Apps.

Per molte aziende, però, migrare non significa premere un interruttore: vecchie stampanti, dispositivi industriali, moduli, finisher, etichettatrici e funzioni proprietarie possono dipendere ancora dal pacchetto del produttore.

Cosa possono fare gli amministratori in attesa di una correzione

Prima di intervenire conviene stabilire se il malfunzionamento coincide realmente con KB5122882 o con gli aggiornamenti Windows installati a settembre.

È utile verificare modello della stampante, versione e tipo del driver, architettura dell’applicazione che stampa, presenza di RDS e differenze tra client e server. Un guasto osservato soltanto con applicazioni a 32 bit, per esempio, restringe di molto il campo.

Nei casi in cui è possibile farlo, vale la pena provare il driver IPP integrato di Windows al posto del vecchio pacchetto Type 3. Non è una soluzione universale: alcune funzioni specifiche del dispositivo potrebbero mancare, e stampanti datate come determinate etichettatrici non sempre espongono un’interfaccia IPP utilizzabile.

Per gli ambienti aziendali ha senso anche congelare temporaneamente una distribuzione massiva della patch sui sistemi che dipendono fortemente da questi driver, se le politiche di sicurezza dell’organizzazione lo consentono. La decisione richiede comunque una valutazione del rischio: KB5122882 è un aggiornamento di sicurezza, quindi rinviarlo indefinitamente per mantenere operativo un vecchio driver non rappresenta una buona soluzione.

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