Windows 3.11 torna nel browser: rivivi il PC anni ’90 con Excel, Netscape e MS-DOS

Un progetto sperimentale permette di eseguire Windows 3.11 for Workgroups direttamente nel browser, ricreando l’esperienza completa di un PC anni ’90 con MS-DOS, Excel e Netscape. Un viaggio tra emulazione, retrocomputing ed evoluzione del software moderno.

Immaginate di tornare per una mezz’oretta all’uso di un PC anni ’90: il rumore del modem che si connette, le finestre grigie con bordi netti, le icone colorate ma essenziali. Nessuna notifica, nessun cloud, nessuna sincronizzazione in background: solo applicazioni locali, file su disco e una rete lentissima. È esattamente questa esperienza che oggi può essere ricreata — in modo quasi surreale — direttamente dentro una pagina Web. Windows for Workgroups 3.11 torna dinanzi ai vostri occhi, insieme con l’esperienza di boot del PC con MS-DOS che carica lentamente i driver, il suono sintetico dello speaker di sistema e la sequenza di avvio che porta al Program Manager, cuore operativo di Windows 3.x.

Sullo schermo compaiono le classiche cartelle “Main”, “Accessories”, “Games”: un ambiente essenziale, privo di animazioni superflue, ma incredibilmente reattivo anche su hardware oggi considerato primitivo.

A rendere possibile questo salto temporale è il progetto “Pieter”, sviluppato da Pieter Levels, imprenditore e sviluppatore indipendente olandese noto per aver costruito e lanciato numerosi progetti Web in autonomia. In questo caso, Levels ha trasformato il proprio sito personale in un vero e proprio ambiente retrocomputing interattivo: i siti Web si caricano all’interno di Netscape 1.0, eseguito su Windows 3.11 e MS-DOS, interamente emulati nel browser.

Emulare Windows 3.11 nel browser, nel 2026

La scelta di Windows for Workgroups 3.11

Il sistema operativo scelto non è casuale. Windows for Workgroups 3.11, rilasciato nel 1993, rappresentava una delle versioni più mature della famiglia Windows 3.x.

Introduceva il supporto nativo alle reti locali peer-to-peer, integrava il protocollo SMB per la condivisione di file e stampanti e offriva miglioramenti significativi nella gestione della memoria, rendendolo una soluzione concreta per piccoli uffici e ambienti professionali distribuiti. Portava insomma il concetto di collaborazione digitale su PC domestici e aziendali leggeri, anticipando modelli operativi che oggi diamo per scontati.

Nel progetto “Pieter”, tutto questo prende vita dentro una singola pagina Web: l’hardware è simulato, il disco è virtuale, l’interfaccia risponde agli input del mouse e della tastiera del browser. Ci si trova davanti a un paradosso affascinante: una delle piattaforme software più complesse mai realizzate, il browser moderno, che esegue al suo interno un sistema operativo progettato per macchine con pochi megabyte di RAM.

È un’esperienza che va oltre la nostalgia. Ricostruire un ambiente completo degli anni ’90 in forma portabile e accessibile via Web significa dimostrare quanto il browser sia diventato una piattaforma universale di esecuzione, ma anche quanto il software contemporaneo abbia perso in leggerezza ed essenzialità.

Tornare, anche solo per mezz’ora, a quell’interfaccia spartana e immediata diventa così un esercizio utile per osservare con maggiore lucidità l’evoluzione — e le contraddizioni — dell’informatica moderna.

Boot PC anni '90 MS-DOS Windows 3.11

Architettura tecnica: emulazione, virtualizzazione e browser

Il progetto si inserisce nel filone dei sistemi emulati via JavaScript/WebAssembly, già esplorato in passato da iniziative come jslinux. Nel caso specifico di Windows 3.11, il sistema non è “ricompilato” ma eseguito tramite un layer di emulazione hardware che simula un PC compatibile con architettura x86 degli anni ’90.

Ciò implica alcuni elementi fondamentali:

  • emulazione della CPU (80386/80486 compatibile);
  • simulazione dei dispositivi di I/O (tastiera, mouse, VGA);
  • gestione di storage virtuale sotto forma di immagine disco;
  • traduzione degli input del browser in eventi hardware legacy.

La resa finale è un’installazione completa di Windows 3.11 che funziona dentro una pagina Web.

Come usare Windows 3.11 nel browser, oggi

Una volta aperta la pagina di Pieter, ci si ritrova immediatamente all’interno dell’ambiente emulato: il caricamento iniziale porta al desktop di Windows for Workgroups 3.11, già pronto all’uso. L’interazione è sorprendentemente naturale, ma è utile conoscere alcuni dettagli per sfruttare al meglio l’esperienza.

Il mouse è “catturato” dall’emulatore non appena si clicca all’interno della finestra del sistema operativo: da quel momento il puntatore si muove come se fosse collegato a un PC reale degli anni ’90. Per tornare al controllo del browser “host” basta premere il tasto ESC, che libera il puntatore e consente di interagire nuovamente con la pagina Web.

Dal punto di vista operativo, il consiglio è di partire dal Program Manager, aprendo i gruppi di applicazioni classici: “Main”, “Accessories” e “Games”. Qui si può esplorare l’ecosistema tipico dell’epoca: il Blocco Note, Paintbrush, il File Manager e i piccoli giochi integrati.

Vale la pena provare anche l’avvio di Netscape per osservare la navigazione Web in un contesto completamente diverso da quello attuale, con rendering essenziale e tempi di caricamento che simulano le limitazioni della rete dial-up.

Particolarmente interessante è testare Excel e gli altri programmi di produttività disponibili nell’ambiente. L’apertura dei fogli di calcolo e l’esecuzione delle operazioni risultano sorprendentemente rapide. Provare a creare una tabella, inserire formule o manipolare dati consente di percepire concretamente la differenza tra l’efficienza del software legacy e la complessità delle suite moderne.

Un altro aspetto utile da esplorare è la gestione dei file: il File Manager consente di navigare il disco virtuale, aprire documenti e comprendere com’era organizzato lo storage prima dell’avvento delle interfacce moderne basate su librerie, ricerca semantica e sincronizzazione cloud. Anche le impostazioni di rete e le configurazioni di Workgroups offrono uno spaccato di come funzionavano le prime reti locali.

Prestazioni: perché Excel del 1994 sembra più veloce oggi

Uno degli aspetti più discussi riguarda la percezione di velocità estrema del software storico: applicazioni come Excel risultano quasi istantanee anche quando eseguite in emulazione JavaScript.

Il fenomeno è facilmente spiegabile (e in parte l’avevamo analizzato quando dicevamo che Windows NT 3.51 avvia i programmi più velocemente rispetto a oggi).

Innanzi tutto, il software era progettato per hardware limitato: Windows 3.11 e le sue applicazioni erano sviluppate per macchine con pochi megabyte di RAM e CPU a decine di MHz. Il codice era quindi estremamente ottimizzato.

I formati legacy erano spesso rappresentazioni quasi dirette delle strutture in memoria, con caricamenti rapidissimi ma scarsa interoperabilità. Inoltre, mancavano del tutto componenti moderni complessi come motori di rendering avanzati, sandbox, servizi cloud, telemetrie, estensioni, sistemi di plugin e sincronizzazione.

Oggi si privilegiano funzionalità e compatibilità rispetto alla leggerezza.

Nostalgia vs realtà: quanto era davvero “migliore” il passato?

Nonostante l’entusiasmo, va detto che l’esperienza odierna di Windows 3.11 su hardware moderno non riflette fedelmente la realtà degli anni ’90.

All’epoca i dischi floppy erano lenti, la memoria limitata causava crash frequenti, i sistemi richiedevano reinstallazioni manuali, la compatibilità hardware era fragile.

Insomma, non “si stava meglio quando si stava peggio” ma il progetto suggerisce alcune riflessioni utili per lo sviluppo moderno:

  • Efficienza come valore progettuale. L’ottimizzazione non dovrebbe essere sacrificata in favore della sola espansione funzionale.
  • Riduzione della complessità architetturale. Stack troppo stratificati aumentano latenza, consumo energetico e superficie d’attacco.
  • Longevità del software. Il fatto che applicazioni di trent’anni fa siano ancora eseguibili indica che semplicità e standardizzazione garantiscono durabilità.
  • Security by simplicity. Sistemi più semplici hanno meno vettori di attacco, un aspetto rilevante anche nel contesto della sicurezza informatica.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti