Copertura fibra e ADSL: i bollini AGCOM indicheranno tecnologia usata e velocità della connessione

AGCOM sta per approvare un nuovo regolamento che imporrà agli operatori di telecomunicazioni di descrivere meglio le tecnologia utilizzata per fornire connettività a banda larga e ultralarga agli abbonati.

Come sapere quale sarà la velocità di connessione Internet prima di stipulare un nuovo abbonamento? Nei nostri articoli abbiamo spesso citato Fibrapp, un’ottima applicazione gratuita per i dispositivi mobili che fornisce sempre una stima (di solito per difetto) delle velocità di download e upload attese (vedere gli articoli Copertura fibra TIM: gli strumenti più utili per le verifiche e SNR: cos’è, come aumentarlo e perché si abbassa su ADSL e VDSL).

Nei giorni scorsi AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, aveva confermato la volontà di prescrivere agli operatori di telecomunicazioni italiani l’utilizzo di un bollino per informare gli utenti circa le prestazioni offerte dalle proprie soluzioni di connettività, in ogni singolo specifico caso.

Nell’articolo Copertura fibra, tra bollini e corretto utilizzo del termine abbiamo già visto che l’appellativo “fibra” è utilizzabile a livello commerciale solo per riferirsi alla connettività FTTH (Fiber-to-the-Home) ovvero quanto il cavo in fibra ottica arriva fino al modem router dell’abbonato o al limite alle connessioni FTTB (Fiber-to-the-Basement) ossia quando il cavo fibra raggiunge il limite del palazzo e ad esempio, arriva, fino allo scantinato o ai garage per una o più unità abitative (appartamenti o villette).
Nel caso delle architetture FTTB la fibra ottica dalla centrale locale viene terminata presso un armadietto, alla base di un edificio, contenente gli apparati attivi (ONU) necessari a svolgere le previste funzionalità trasmissive e di conversione ottico-elettrica.

AGCOM: ecco i bollini “universali” per indicare la velocità della connessione Internet

Con l’obiettivo di rendere il cliente maggiormente consapevole circa le tecnologie adoperate dal provider per portare la banda larga o la banda ultralarga negli immobili degli utenti finali (privati o imprese), AGCOM ha preparato cinque bollini di diversa colorazione e recanti sigle differenti. Essi vengono chiaramente descritti nell’allegato C della delibera n. 292/18/CONS che AGCOM ha pubblicato in data 19 luglio 2018.


La rappresentazione grafica è esemplificativa nel senso che gli operatori potranno “personalizzarla” senza però modificare la classificazione delle varie tipologie di connessione individuata da AGCOM. Così:

F “fibra” (colore verde) indica le infrastrutture basate su fibra ottica fino all’unità immobiliare o all’edificio dell’abbonato (casi FTTB e FTTH). Migliore configurazione possibile, capace di garantire prestazioni superiori e abilitare connessioni a banda ultralarga.
FR “fibra mista rame” o “fibra mista radio” (colore giallo) fa riferimento alle architetture in cui la fibra ottica viene usata solo fino a nodi intermedi (casi FTTC e FWA).
R “fibra rame” o “fibra radio” (colore rosso) indica quelle configurazioni di rete che non prevedono l’utilizzo della fibra ottica nella rete d’accesso e/o che comunque non abilitano l’utilizzo di servizi a banda ultralarga (connettività ADSL tradizionale, HiperLAN e similari).
Nelle aree rurali più difficili da raggiungere Open Fiber userà il fixed wireless (FWA): l’installazione di antenne riguarderà, almeno stando a quanto dichiarato, una piccola porzione delle unità immobiliare situate nelle aree bianche o “a fallimento di mercato”. La connessione fixed wireless avrà comunque velocità minima di 30 Mbps.
In generale, comunque per soluzioni FWA si intendono quelle basate su WiMAX, HiperLAN, 4G/LTE o 5G.
I generale le architetture FWA usano le tecnologie radio per collegare una stazione radio base o punto di accesso radio al terminale fisso dell’utente abbonato.

Quando gli operatori possono usare il termine fibra

A livello commerciale gli operatori di telecomunicazioni potranno usare il termine “fibra” (aggiungendo eventualmente aggettivi e superlativi; ad esempio “superfibra”, “iperfibra” e così via) se e solo se l’infrastruttura è FTTH/FTTB.
Se il cavo in fibra ottica raggiungesse soltanto nodi intermedi, come l’armadio stradale (FTTC, Fiber-to-the-Cabinet) o la stazione radio base nel caso di un collegamento FWA, allora gli operatori non potranno più usare la denominazione “fibra” se non affiancata alla dicitura “su rete mista rame” o “su rete mista radio”.
Se l’infrastruttura sottostante non prevedesse l’utilizzo della fibra o comunque non consentisse la fruizione di servizi a banda ultralarga, il termine “fibra” non potrà essere in ogni caso impiegato.

I bollini dovranno essere esposti sia in fase pre-contrattuale, ad esempio quando l’utente cercasse informazioni sulla copertura, sia nel contratto stipulato al momento dell’acquisto dell’offerta.

Non solo. Ogni operatore dovrà permettere di accedere, tramite l’inserimento del proprio
indirizzo o del numero di telefono, alle seguenti informazioni tecniche relative alla specifica postazione fissa:

1) descrizione delle caratteristiche tecniche dell’offerta di connettività sottoscrivibile dall’utente (architettura fisica di rete, topologia e tecnologia)
2) velocità navigazione in upload e download massima e minima attesa
3) latenza attesa
4) modalità di erogazione dell’eventuale servizio fonia (via VoIP o meno)

Reti di accesso FTTN e FTTE: cosa sono e in cosa differiscono rispetto a FTTH/FTTB

Nella sua delibera AGCOM cita anche FTTN (Fiber-to-the-Node) e FTTE (Fiber-to-the-Exchange). Di che cosa si tratta e in quali tipologie di connessione ricadono questi schemi della reti di accesso?

Con l’acronimo FTTN si fa riferimento a una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall’ODF (Optical Distribution Frame; installato presso la centrale o il luogo in cui sono posti apparati di connessione e permutazione passivi delle linee in fibra ottica) sino ad un nodo intermedio e portanti trasmissivi in rame per rilegare tale nodo e l’utente finale. Il nodo intermedio di distribuzione può coincidere con l’armadio ripartilinea della rete di accesso in rame (in tal caso si parla di rete di accesso FTTC, Fiber-to-the-Cabinet, ampiamente utilizzato da TIM).
L’accesso dei singoli utenti da postazione fissa avviene grazie all’impiego di protocolli e tecniche trasmissive adatte al portante in rame (VDSL e sue evoluzioni, GFAST e così via).

Per rete di accesso FTTE si intende invece una rete di accesso che impiega esclusivamente portanti trasmissivi in rame a partire dal permutatore della centrale locale sino all’immobile da servire. Si tratta dei casi di utilizzo delle tecnologie ADSL, SHDSL o VDSL ad esempio allorquando l’utenza fosse collegata su rete rigida.
Nell’articolo Rete rigida: cos’è e perché le prestazioni della connessione sono inferiori abbiamo visto perché le prestazioni della connessione dichiarata come in fibra sono decisamente inferiori su rete rigida.

Nel caso di FTTH, la rete di accesso composta da portanti trasmissivi in fibra ottica per tutta l’estensione della tratta che va dall’ODF installato in una centrale locale al punto terminale di rete a cui si connette l’utente finale.

Con l’acronimo OLT (vedere lo schema in figura), si fa riferimento al punto terminale di rete che indica l’apparato attivo di terminazione della linea ottica. In una rete NGA esso implementa, tra le altre, le funzionalità di conversione ottico-elettrica dei segnali, demodulazione, controllo, multiplazione dei flussi dati degli apparati degli utenti finali allo stesso attestati tenuto conto dei previsti standard internazionali (quali, ad esempio, G-PON,
XG-PON, EPON, ed evoluzioni). A seconda che si tratti di una architettura punto-multipunto
o punto-punto una porta dell’OLT controlla una o più terminazioni finali a valle (ad oggi fino a 128 su distanze di decine di chilometri).

Open Fiber ha deciso di investire convintamente sulle tecnologie GPON (Gigabit-capable Passive Optical Networks) per la sua rete FTTH: in futuro si potrà quindi superare l’attuale limite di 1 Gbps simmetrico per arrivare a 2,5 Gbps in downstream e 1,25 Gbps in upstream con le successive evoluzioni:

– XG-PON (10 Gbps in downstream/2,5 Gbps in upstream)
– XGS-PON (10 Gbps in downstream/10 Gbps in upstream)
– NG-PON2 (minimo 4×10 Gbps in downstream/2,5 Gbps in upstream)


Nel caso dell’architettura FTTB, come accennato in precedenza, l’unica differenza rispetto a FTTH è che la tratta terminale di rete, a valle dell’elemento di terminazione del collegamento in fibra ottica (ONU), è realizzata attraverso l’impiego di portanti trasmissivi in rame.

A questo punto auspichiamo anche l’approvazione e la ratifica di accordi operativi tra le società di telecomunicazioni in materia di vectoring: Da ADSL a fibra: cosa cambia e cosa significano VDSL e vectoring.

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